Femminicidio a Bergamo, il dramma di Valentina Sarto: mesi di violenze, paura e silenzi prima dell’omicidio
Una tragedia che racconta molto più di un delitto: racconta un dolore lungo mesi, forse anni, rimasto troppo a lungo invisibile.
Paragrafo introduttivo a firma Pier Carlo Lava:
Il femminicidio di Valentina Sarto non è soltanto un fatto di cronaca, ma il tragico epilogo di una spirale di violenza che si sarebbe potuta forse interrompere. Gli ultimi aggiornamenti del 19 marzo 2026 delineano un quadro sempre più chiaro e drammatico: una donna intrappolata nella paura, un contesto familiare segnato da tensioni crescenti e una serie di segnali che non sono riusciti a trasformarsi in protezione concreta. È una storia che impone riflessione, perché ci ricorda quanto sia sottile il confine tra il disagio domestico e la tragedia irreversibile.
Pier Carlo Lava
Il delitto e la dinamica:
Il femminicidio è avvenuto a Bergamo, in via Pescaria 24, nella tarda mattinata del 18 marzo 2026. La vittima, Valentina Sarto, 42 anni, è stata uccisa dal marito Vincenzo Dongellini, 50 anni, all’interno della loro abitazione. Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio si è consumato nella camera da letto, dove la donna è stata colpita più volte con un’arma da taglio, con ferite letali alla gola e alla schiena. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se la vittima abbia tentato di fuggire o se sia stata sorpresa in un momento di vulnerabilità.
L’arresto e il tentato suicidio:
Dopo il delitto, l’uomo ha tentato di togliersi la vita con lo stesso coltello, procurandosi ferite non fatali. È stato trovato all’interno dell’abitazione, arrestato e trasportato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è rimasto piantonato fino alla dimissione. Nella giornata del 19 marzo è stato trasferito in carcere, in attesa dell’udienza di convalida, che ha confermato la custodia cautelare.
Il silenzio dell’indagato e gli sviluppi giudiziari:
Durante l’interrogatorio con il Pubblico Ministero Antonio Mele, Dongellini ha scelto di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni generiche di confusione e pentimento. Il GIP ha convalidato l’arresto, evidenziando la gravità del fatto, il rischio di reiterazione e l’estrema violenza dell’azione. La Procura sta inoltre valutando l’aggravante della premeditazione, alla luce di alcuni messaggi inviati dall’uomo nelle ore precedenti al delitto.
Il calvario silenzioso della vittima:
Le indagini stanno facendo emergere un quadro di sofferenza prolungata. Negli ultimi sei mesi, secondo testimonianze raccolte tra vicini e conoscenti, dall’abitazione provenivano frequentemente urla, minacce e rumori di oggetti infranti. Anche se non risultano denunce formali, è emerso che Valentina aveva manifestato paura e disagio, arrivando a rivolgersi informalmente ai Carabinieri nei giorni precedenti.
La paura di denunciare:
Secondo il racconto del nuovo compagno della vittima, la donna viveva nel terrore. Aveva più volte espresso l’intenzione di denunciare il marito, ma era frenata dalla paura di possibili ritorsioni violente. Un elemento purtroppo ricorrente in molti casi di violenza domestica, dove il timore paralizza la richiesta di aiuto.
Un controllo ossessivo e la gelosia:
Gli inquirenti descrivono un rapporto segnato da gelosia patologica e controllo costante. Il matrimonio, celebrato meno di un anno fa, si era rapidamente deteriorato, fino alla decisione della donna di separarsi. Proprio questa scelta potrebbe aver rappresentato la scintilla che ha portato all’omicidio.
Le violenze fisiche e i segnali nascosti:
Sebbene non documentate ufficialmente, le percosse sarebbero state frequenti. Colleghi e conoscenti del bar “Il Baretto”, dove Valentina lavorava, hanno riferito che la donna appariva spesso turbata e provata, cercando di nascondere segnali evidenti di sofferenza fisica e psicologica.
L’allarme e le testimonianze:
A dare l’allarme è stata la figlia 22enne dell’uomo, nata da una precedente relazione, contattata dal padre subito dopo il delitto. I vicini confermano un clima familiare teso e conflittuale, con litigi frequenti negli ultimi mesi.
Il “giallo” del Codice Rosso:
Uno degli aspetti più delicati dell’indagine riguarda la mancata attivazione del protocollo “Codice Rosso”. Gli investigatori stanno cercando di capire perché, nonostante i segnali di disagio, non siano scattate misure di protezione formali.
La città reagisce:
Bergamo è profondamente scossa. La sindaca Elena Carnevali ha definito l’accaduto “una ferita profonda per la città”, proclamando il lutto cittadino nel giorno dei funerali. È stata organizzata una fiaccolata silenziosa in via Pescaria, mentre associazioni antiviolenza hanno promosso presidi per chiedere maggiore tutela per le donne.
Solidarietà e sostegno:
Una raccolta fondi spontanea è stata avviata dai residenti del quartiere, per sostenere le spese e aiutare la famiglia della vittima. Il dramma ha colpito profondamente anche la figlia dell’uomo, rimasta sconvolta dall’accaduto.
Geo:
Il femminicidio di Valentina Sarto, avvenuto a Bergamo, assume un significato che va oltre i confini locali, coinvolgendo l’intero Paese. Anche in Piemonte e ad Alessandria il tema della violenza domestica continua a essere al centro del dibattito pubblico. Alessandria today segue con attenzione questi eventi, contribuendo a mantenere viva la memoria e a promuovere una cultura di prevenzione, consapevolezza e responsabilità sociale. Raccontare queste storie significa non solo informare, ma costruire un argine culturale contro la violenza.