OUROBOROS: Il Coraggio dell’Assoluto nella silloge di Massimo Del Zio. Recensione di Ada Rizzo
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Foto di cortesia: Massimo Del Zio, poeta, autore, drammaturgo
In un’epoca dominata dalla “frenesia moderna”, dove il linguaggio si è fatto frammentato e il tempo sembra scivolarci tra le dita come sabbia arida, la silloge “Ouroboros” di Massimo Del Zio, opera presentata al Premio Strega 2026, si pone come un necessario atto di resistenza culturale. Il titolo stesso, richiamando l’antico simbolo del serpente che si morde la coda, ci avverte: non siamo di fronte a una lettura di consumo, ma a un viaggio circolare verso l’eterno ritorno, dove la fine è solo il preludio di un nuovo, luminoso inizio.
Profilo dell’Autore: Una Vita per l’Arte e la Cultura
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Il Maestro Massimo Del Zio e’ nato a Milano il 15 luglio 1963. Ultimo discendente diretto
del casato del Senatore Floriano Del Zio che partecipò all’Unità d’Italia e al trasferimento
della capitale da Firenze a Roma. Laureato in lettere e musicologia nel 2003 alla Sorbona
Paris; ottiene la Laurea honoris causa in lettere antiche e filosofia nel 2009 e nel 2010 a Roma.
Nel luglio 1986 è nominato Accademico nella classe Letteratura e musica della celebre
Pontificia Accademia Tiberina a Roma, di corrente Leopardiana.
Si afferma fin da giovanissimo come un affermato poeta, scrittore e drammaturgo.
Frequenta assidua-mente il magistero accademico di lettere e filosofia. Riconosciuto dalla
Binghamton University of N.Y come Autore classico. Ha studiato sentitamente e in
profondità gli antichi autori latinisti e i grandi uomini eruditi quali: A. Manzoni, F.
Petrarca, Dante Alighieri, G. Leopardi, F. R. de Chateabriand, F.A. Voltaire , G.
D’Annunzio, Victor Hugo e la maggior parte del sommo pensiero umano.
Si ritrova nell’autore una precoce maturità, donde presto venne accolto nei ranghi della
celebre Accademia Tiberina a Roma il 21 luglio1986. In qualità di Linguista e oratore,
partecipando al Simposio Atene e Roma nel 1986.
Pubblica con Gabrielli Editori in Roma nel 1984 le famose Poesie Morali; tale pubblicazione
viene elargita all’O.N.U. a Ginevra nel servizio Letteratura.
Riconosciuta la qualità artistica e letteraria dell’autore, nell’anno 1985 vince a Roma il
Premio Internazionale degli Etruschi presso il Teatro Parioli di Roma, alla presenza delle alte
autorità dello Stato.
Ottiene il Premio della letteratura e della pace, nella Promoteca in Campidoglio a Roma,
innanzi ad alte personalità del mondo letterario, artistico e scientifico, oltre ad alti
dignitari dello Stato Italiano. Il Rettore Edoardo Comato scopre alcuni talenti di Del Zio e poco dopo lo annovera, il 1°
Ottobre 1985, alla nomina di Accademico Benemerito, nella sezione Lettere dell’Accademia
Universale G. Marconi a Roma.
Vince il 1°Premio Oscar d’oro della città di Capri nel 1987, sezione Letteratura e Musica,
conferitogli dall’Accademia gli Etruschi di Firenze e all’Accademia Internazionale città di
Roma, “Consorella d’Arte”.
Questo avvenimento promosse l’entrata ufficiale nell’Accademia degli Etruschi di Firenze,
donde il Rettore Giovanni Mazzetti, lo nomina Accademico di Merito H.C. a vita, invitando
l’autore al premio Petrarca e al premio dell’O.N.U.
Grazie a questa nomina l’autore partecipa al grande Vernissage Artistico Letterario e
Scientifico dell’esi-bizione dei suoi lavori nella galleria del centro storico di Firenze, il 17
Aprile 1987 dove esponevano in contemporanea le opere dei Maestri contemporanei:
Salvador Dalì, Remo Brindisi, Renato Guttuso, Salvatore Fiume ed Ernesto Treccani,
evento dedicato alla memoria di Renato Guttuso.
I lavori di Del Zio sono contemplati nel Periodico dell’Unione della
Legion d’oro: Organo consultativo a Ginevra.
In Basilicata partecipa al 1° Festival Musicale “Nuovi Talenti” vincendo il concorso il 17
settembre 1987, con 11 voti della giuria su 13, grazie alla sua composizione classica
“Dammi Le Ali”.
Nel 1988 entra nell’Accademia Internazionale Il Fiorinio a Firenze.
Dal 1989 diventa Membro della Sacem: Societa”Autori editori e Compositori di musica”. Il 23
Settembre 1989 lascia la Basilicata e l’Italia verso la terra di Victor Hugo e Voltaire,
recandosi a Parigi, dove anche oggi risiede.
Le opere del genio sono catalogate alla Bibliotheque Nationale de France e Biblitheque Royal
de Bruxelles, nelle sezioni Letteratura e Musica, a vitam.
Opere maggiori dello scrittore: “Poesie Morali”, “I Cristalli Del Tempio”, “Lux Panacea”, “Il
Cavaliere Errante nell’Asia”, La Trilogia Letteraria “Sotto i Veli dell’Etere”, “Il Sepolcrale” gli
“Idilli Minori”, “Le Olimpiche”, una commedia teatrale in due atti “Mast Francisch”, un
libretto d’Opera Melodrammatica dal Titolo “Neroide” e un romanzo storico dal titolo
‘’Iddio mi chiamò sul monte Uliveto ‘’ ultimato a Parigi il 28 Febbraio 1990 .
L’Autore e’ insignito di sette medaglie d’oro in Letteratura e Musica. L’opera letteraria
Poesie Morali ha ottenuto il “Premio l’Ala della Vittoria” dall’ Editore Albatros Gabrielli a
Roma nel 1984”. Il grande critico d’arte e letterato, Domenico Alfredo Pasolino, delle
Istituzioni Ufficiali dello Stato Italiano e il Professore Universitario di Lettere e Filosofia
Luciano Pizziconi, riconoscono con esito favorevole, l’operato e il merito di Massimo Del
Zio, come l’incontro dell’autore con Umberto Eco a l’Ecole Normale Superieur nel 1993.
Numerosissime le oratorie, i saloni letterari Italiani e Francesi. Sempre esigente
tendenziale alla perfezione , l’autore bucolico è incline alle relazioni filantropiche e
philosofiche umanistiche. Riceve la nomina di Console H.C. a vita dall’Ac-cademia degli Etruschi col Premio
“Maremma 2002”, sempre a Firenze.
Nel 2008 ottiene la nomina di Decano Mayor dal Magnifico Rettore Dott. Luciano Pizziconi,
Studi Filantropici Athanor e il 12 dicembre dello stesso anno viene insignito del titolo di
“Accademico di classe” dall’Accademia dei Micenei di Reggio Calabria.
Il 30 gennaio 2009 è stato insignito della Laurea Honoris Causa dall’Imperial Academy of
Russia, istituzione nata nel 1669.
Il 30 novembre 2019 vince il “Premio di Merito” al Premio letterario Milano International. Il
21 marzo 2020 è 3° classificato nella sezione “Silloge” del Concorso Internazionale di Poesia
Universum Basilicata.
Il 10 novembre 2020 è stato nominato Membro perpetuo della Società Dante Alighieri a Roma,
fondata da Giosuè Carducci.
A Rivisondoli vince il 1° Posto assoluto d’eccellenza al Premio Letterario Internazionale
Kalos
2021 nella Categoria A Poesia Edita con l’opera : Poesie Morali; Giuria: Presidente ,
Eugenia Tabellione con il Prof. Massimo Pasqualone e il noto Critico Letterario Vittorio
Sgarbi.
Nel 2022 vince il 2° posto al Premio letterario internazionale Il Canto di Dafne, con l’opera
Fuochi di Sicilia e il 2 aprile 2022 gli viene conferito il titolo di “Accademico d’Onore”
dall’Accademia di lettere, arti e scienze “Ruggero II di Sicilia” a Palermo.
Sempre lo stesso anno 2022, il 28 settembre vince la nona edizione del Premio Accademico
Internazionale Apollo Dionisiaco, con l’opera Poesie Morali, con la motivazione della Critica
Fulvia Minetti: “Vocativa, la parola in medias res di Del Zio è un trionfo di sinestesie, che
sollevano improvvise e sorprendenti dalle vestigia di Sicilia, segni a liberare i sensi e insieme
momenti impressi come orme memoriali, scaturiti dal luogo elementare del fuoco salino, athanor
alchemico di trasmutazione dell’istante all’eterno. È sintesi della totalità all’unità primaria e
archetipica di natura e di donna, perché la vela del dire salpi per il mare dell’inconscio, a perdersi
all’ineffabile del silenzio estatico, per risorgere nuova alla coscienza”.
Ottiene il Riconoscimento al Premio alla Carriera nella prima edizione del Premio Letterario
Litterae Florentinae 2023 a Scandicci (FI); Vince il 2° Premio Intercontinentale ex aequo, al
Premio Intercontinentale D’Arte e Letteratura “LE NOVE MUSE 2023” a Napoli.
Premio Luigi Tucci Accademia Dei Bronzi Attestato con Medaglia di Merito con l’opera
“Salvami” 2023.
Accademia internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea
Premio Apollo Dionisiaco 2023 Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria con
l’Opera “ Le Galeardiche” e Critica in semiotica estetica della poesia “Fuochi di Sicilia”
2023.
Premio Internazionale di Arte letteraria il Canto di Dafne Secondo Premio ex aequo
Con l ‘Opera “Amore e Castigo” 2023.
Diploma di Accademico D’ Onore Universum Academy Switzerland 2023.Primo posto Premio il Canto di Dafne 2024 con l’opera “Tramonto”.
Premio Internazionale Montefiore diploma d’ Onore 2024 con Edoardo e Beatrice De La
Tour.
Premio letterario internazionale Francavilla Urban Festival 2024 Menzione Speciale
per l’ Opera Edoardo e Beatrice De La Tour.
30esimo Premio Internazionale di Arte letteraria 2024 Nazionale di Poesia inedita OSSI
di Seppia Migliore Autore residente all’ Estero Premio Speciale della Giuria 2024.
Cygnus Aureus 2024 Primo posto ex aequo Sezione voci dal mondo Autori Stranieri
Con l’ Opera Edoardo e Beatrice De La Tour.
Premio Internazionale “The Alchemy of Poetry”Londra 2024 Sezione B Menzione D’onore
Premio Leone D’oro alla Cultura 2025.
Premio Internazionale Letterario Luca Romano IX Edizione 2025
Premio Internazionale Eccellenze nel Mondo – Primo Premio Sezione B
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L’esilio come scelta di libertà
In questo contesto di ‘resistenza culturale’ si inserisce anche la parabola biografica di Massimo Del Zio. La sua attuale vita a Parigi, dove opera e scrive lontano dai confini nazionali, non va letta come un semplice dato anagrafico, ma come una precisa scelta di libertà intellettuale. Spesso, per un autore che affonda le radici nel rigore del Classicismo e nella profondità di Leopardi, il panorama contemporaneo italiano può risultare stretto, se non talvolta ostile a chi non accetta compromessi con la velocità superficiale dei tempi.
Parigi e la Sorbona sono diventate per Del Zio il porto sicuro dove proteggere la propria indipendenza artistica da quelle dinamiche ambientali e frizioni che spesso, in patria, tendono a isolare le voci fuori dal coro. Questo ‘esilio creativo’ non è dunque una fuga, ma un ritorno alla grande tradizione degli intellettuali europei: un distacco necessario per guardare il mondo (e l’Italia stessa) con la giusta distanza critica, trasformando l’amarezza di certe incomprensioni nel carburante nobile della sua produzione poetica
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Analisi e commento
La Struttura della Silloge: Un Percorso Ascensionale
L’opera si articola in tre movimenti distinti che guidano il lettore dalla carne allo spirito, dal micro al macrocosmo:
Parte I: L’Amore. Qui Del Zio esplora l’universo femminile con una sacralità che tocca le corde dell’anima. In liriche come Desiderio di mezzanotte, l’unione dei corpi viene spogliata di ogni volgarità per farsi rito. Il “sapere” coincide con il “piacere”: possedere l’altro significa conoscere l’universo. La donna non è un oggetto del desiderio, ma il “Fior d’Universo”, il centro gravitazionale di ogni senso.
Parte II: I Sentimenti. Il poeta rivolge lo sguardo al mondo e alla storia. È la parte dell’impegno e del confronto con i “Giganti”. Il dialogo con Leopardi è vibrante: Del Zio cerca quell’ “assoluto silenzio” che la modernità ha ucciso. Emergono le ferite del “tempo assassino”, gli orrori delle guerre e la figura di Leonardo, il genio che risolve l’equazione della vita attraverso l’arte.
Parte III: Spazi del Tempo. Il cerchio si chiude e si eleva. La poesia si fa metafisica, pura contemplazione siderale. L’amore si colloca “oltre i confini” e il poeta si sveglia “d’Universo”. Qui l’Ouroboros trionfa: la vita trova la sua verità assoluta nella luce delle galassie e nella preghiera silenziosa.
Uno Stile tra Classicità e Avanguardia
Del Zio scrive con la penna intinta nel calamaio dei grandi maestri, Carducci, Cardarelli, Leopardi, ma non per sterile imitazione. Il suo uso di termini arcaizzanti e nobili è una scelta di dignità letteraria: è il rifiuto della banalità contemporanea. La sua “musicalità”, sottolineata da una punteggiatura che sembra uno spartito di respiri e sospensioni, crea un cromatismo lirico dove le parole diventano colori e stati d’animo.
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Cover dell’opera

Riflessione Finale: La Bellezza come Àncora
In definitiva, la poesia di Massimo Del Zio non si limita a guardare al passato, ma usa il passato come una bussola per non perdersi nel vuoto del presente. La lezione più profonda di Ouroboros è che l’Assoluto non va cercato in mete lontane, ma nella capacità di ritrovare lo stupore davanti a un volto, a un silenzio o al ritmo ciclico della natura.
Del Zio ci ricorda che, nonostante le “guerre che non han fine” e il “tempo assassino”, l’uomo resta un “fior d’universo” capace di rigenerarsi attraverso l’amore. Leggere questa silloge significa, in fondo, concedersi il lusso di tornare a respirare.
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In un’epoca che consuma parole e sentimenti con una velocità vorace e spesso superficiale, l’opera di Massimo Del Zio si pone come un necessario atto di resistenza. Come autrice, ho sempre creduto che scrivere significhi dare voce a chi non ce l’ha, portando alla luce i silenzi del dolore e le ingiustizie del mondo. In Ouroboros, Del Zio compie un’operazione speculare: dà voce a quella classicità dimenticata, a quel tempo ‘lento’ dello spirito che la modernità tenta di soffocare.
Recensire la sua poetica non è stato solo un esercizio di analisi critica, ma un incontro tra due visioni di attivismo letterario: la mia, volta all’impegno civile e umano; la sua, volta alla difesa della bellezza e della memoria storica. Entrambe, però, unite dallo stesso obiettivo: non permettere che l’indifferenza e la frenesia abbiano l’ultima parola sulla dignità dell’essere umano. La sua ‘resistenza culturale’ è, in fondo, una forma di speranza che restituisce sacralità al nostro presente.
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Ada Rizzo, 30 Marzo 2026, Malindi