I social non bastano! ci vuole ben altro.
Alessandria: Tutti lo affermano: sociologi ma anche noi e soprattutto noi che operiamo nei social, Ci rendiamo conto che i vari facebook e simili, a fronte di qualche vantaggio, ci stanno danneggiando oltre misura. Eppure chi riesce più a farne a meno? nessuno a quanto pare. Già negli Usa e in Canada sono comparse le prime cliniche per disintossicarsi.
Quante volte estraiamo il nostro smartphone dalla tasca/ quante volte controlliamo messaggi, like, foto/ spesso, troppo spesso: Siamo incollati agli schermi quando facciamo colazione, li sbirciamo al lavoro, a pranzo e perfino davanti alla televisone finendo per sovrapporli ai film che seguiamo distrattamente. Ci illudiamo, e qui è il punto dolente, di coltivare buone relazioni virtuali comodamente spiaggiati sul divano gestendole questo pensiamo che ci potrà bastare. In effetti la sera è un sacrificio dover uscire per incontrare gli amici ma, dobbiamo sapere che la cura delle relazioni è proprio importante per la nostra crescita umana e spirituale.
Lo spazio del virtuale, non coincide proprio con lo spazio pubblico. Credere che il decisionismo gli algoritmi del digitale possano risolvere questioni sociali e politiche, è semplicemente puerile.
L’impegno politico e sociale costa fatica, tempo, risorse. Il dialogo non è una passeggiata: è, come afferma anche Bauman nel suo “amore liquido”, un Insegnare ad Imparare; è superare la soglia dello specchio con sè stessi. Nel vero dialogo non ci sono perdenti, ma solo vincitori: è arricchirsi delle diversità dell’altro.
Utopia vero? Già, non accade nei gruppi facebook, nelle communities, nei canali youtube: nel virtuale, se uno reagisce all’opinione dell’altro, puoi mettere un like, troppo semplicistico, reagire, il più delle volte brutalmente fraintendendo per essere poi frainteso, oppure, tranquillamente bloccato, eliminato, buttato fuori dalla cerchia. Questa è la nuova cultura?
Naturalmente anche per me i social sono importanti e li utilizzo per curare impegni e rapporti. Il problema è appunto nel dosarli e nel capire che il dialogo è la fatica di incontrare l’altro di persona per evitare facili fraintendimenti. Grazie per il commento.
Carissimo Direttore, io sarò forse una mosca bianca, ma grazie ai social ho ampliato le mie conoscenze NON VIRTUALI. In tempo reale ricevo inviti ad eventi e mi apro nuove prospettive per interagire con gli altri. Certo è diventato un punto fermo fin troppo spesso il nostro riferimento virtuale. Come ogni cosa è tutto da dosare. Bisogna sempre ricercare la via di mezzo.
L’articolo è un buonissmo punto di riflessione. Grazie per l’opportunità.