Le grandi risorse del PNRR si scontrano con il dramma dei redditi,tra i più bassi di Europa

Federcontribuenti: La versione ufficiale del governo del PNRR vede già utilizzate il 70% delle risorse, circa 130 mld di euro degli stanziamenti e prestiti europei. Il governo ha stimato che gli investimenti avranno un impatto significativo sugli indicatori di inclusione, equità e sviluppo sostenibile (SDGs). Nel 2026, l’anno di conclusione del Piano, il prodotto interno lordo sarà del 3,6% più alto rispetto all’andamento tendenziale e l’occupazione di quasi 3 punti percentuali. Federcontribuenti: ”entro il 2026 il governo dovrà anche massimizzare al massimo i benefici del PNRR dando concreto sollievo ai pensionati e alle P.IVA esclusi dai progetti. Siamo un Paese di anziani con una pensione troppo al di sotto alla soglia di dignità e un Paese di artigiani, a loro dovranno andare i soldi pubblici tolti ai progetti inclusi nel PNRR”.

Ampie disuguaglianze di reddito anche tra pensionati: più di un pensionato su tre riceve ogni mese meno di mille euro lordi e il 12,2% non supera i 500 euro. Al 20% di pensionati più poveri va poco più del 5% della spesa complessiva. Federcontribuenti: ”abbiamo artigiani con più di 40 anni di contributi versati regolarmente che ricevono appena 600 euro di pensione al mese”.

Partite IVA.

Il 15% delle P.IVA ha un reddito pari a zero o meno, il 25,8% denuncia un reddito tra zero a 10mila euro, il 8,8% tra 10 e 20 mila. ”Ben mille e 800 partite Iva ha un reddito più basso di 15mila euro. Tutti questi autonomi, per lo più artigiani, queste nostre maestranze rischiano di scomparire per sempre se non presi in considerazione nelle riforme previste”.

Il dramma dei redditi in Italia.

In Lombardia il 50,7% rientra negli scaglioni tra i 10 mila e i 29 mila euro e sono redditi di operai o impiegati e un alto numero di partite IVA. Le entrate sopra i 100 mila euro non supera mai il 2% in nessuna regione. L’1,9% dei contribuenti in Lombardia e Alto Adige, nel Lazio 1,7% mentre si scende allo 0,3% in Calabria. In sud d’Italia il 40% dei redditi dichiarati non supera il 40% con l’incredibile punta del 46% in Calabria.

Ricordiamo che il PNRR deve basarsi su 6 missioni obbligate: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Il Piano di Resistenza e Resilienza ha vincoli inviolabili, non si possono utilizzare le risorse liberamente ma, ”indirettamente potrà essere il volano per una ristrutturazione totale del sistema Lavoro in Italia unico strumento per tirarci fuori definitivamente da un lungo periodo di impoverimento e crisi economica. Più lavoratori, più entrate fiscali, meno bonus e sussistenza”. Sarebbe tempo anche di dare una svolta alla lotta all’evasione fiscale: gli evasori fiscali non figurano nell’anagrafe tributaria, (unico strumento di contrasto fin qui usato), ma nella terra degli invisibili che sono il 51% degli italiani.