Poeti italiani – Marcello Comitini

Sulla sabbia è il titolo della struggente poesia di Marcello Comitini, poeta, insegnante di fotografia e cinematografia, Direttore organizzativo del teatro Ambra Jovinelli. La sua vera biografia, come afferma il poeta Iosif Brodskij, «è come quella degli uccelli – i dati veri vanno ricercati nei suoni che emettono. La biografia è nelle sue vocali e sibilanti, nella sua metrica, nelle sue rime e nelle metafore.»

SULLA SABBIA, è una lirica d’amore, che vibra nel profondo, riverbera, fa eco e scuote dentro. Il vuoto raccontato come sensazione, come inespugnabile silenzio, incommensurabile. L’ombra dell’angoscia, la malinconia che insegue i ricordi, notti di luna, passione e luce vivida restate tra la sabbia, mentre la marea impietosa colma e cancella, inesorabile. Su tutto l’Amore, la sua essenza e assenza, rumorosa, come un pianto disperato.

Le onde mordono il silenzio della sabbia…” del ricordo, dei segni ed emozioni. Il silenzio soffoca come il vuoto, è il vuoto.

Versione in italiano – francese – inglese – spagnolo

SULLA SABBIA

Sento in me l’ombra di un’angoscia
il lamento mite del vento
scuotere con malinconia
il ramo più folto della mia memoria.
Cerco di ritrovare l’orizzonte
illuminato dai colori dell’arcobaleno.
Vedo il mare nelle notti di luna
ornare il tuo corpo
con ghirlande di alghe fiorite.
Tengo nella mia mano la sabbia
che il tempo ha lasciato cadere
sulle tue labbra sui tuoi occhi
sul nido trepido del tuo ventre.
Ti venivo alle spalle a braccia spalancate
come se il tuo corpo
fosse la luce vivida di un diamante
che avrei stretto al petto.
Dove tu posavi i piedi
i miei passi venivano cancellati
dalla marea che nel buio della notte
li colmava di sassi sgretolati dalla roccia.
I nostri cuori la credevano
ostinata più del crudele destino.
L’angoscia mi soffoca.
Non posso sperare.
Dove sei, amore mio?
Su quella spiaggia dove le onde
mordono il silenzio della sabbia?
Sei lì amore?
Dal ramo non giunge il lamento
e il silenzio mi dice
che l’unica realtà
è il vuoto incommensurabile.

Sur le sable

Je sens l’ombre de l’angoisse en moi
le doux gémissement du vent
qui secoue avec mélancolie
la branche la plus touffue de ma mémoire.
J’essaye de retrouver l’horizon illuminé
par les couleurs de l’arc-en-ciel.
Je vois la mer dans les nuits de lune
orner ton corps
avec des guirlandes d’algues fleuries.
Dans ma main je tiens le sable
que le temps a laissé tomber
sur tes lèvres, sur tes yeux
sur le nid tremblant de ton ventre.
Je te suivais les bras grands ouverts
comme si ton corps
était la lumière brillante d’un diamant
que j’aurais serré à ma poitrine.
Où tu posais tes pieds
mes pas étaient effacés
par la marée que dans l’obscurité de la nuit
les remplissait de pierres érodées du rocher.
Nos cœurs le croyaient
être têtu plus que le destin cruel.
L’angoisse m’étouffe.
Je ne peux pas espérer.
Où es-tu mon amour ?
Sur cette plage où les vagues
mordent le silence du sable ?
Es tu là mon amour?
De la branche le gémissement ne vient plus
et le silence me dit
que la seule réalité est
ce vide incommensurable.

On the sand

I feel the shadow of anguish within me,
the soft moan of the wind
which melancholy shakes
the thickest branch of my memory.
I try to find the horizon illuminated
by the colors of the rainbow.
I see the sea on moonlit nights
adorn your body
with garlands of flowering algae.
In my hand I hold the sand
that the time has let fall on your lips,
on your eyes
on the trembling nest of your belly.
I came behind you with my arms wide open
as if your body
were the brilliant light of a diamond
that I wanted tighten again to my chest.
Where you placed your feet
my steps were erased from the tide
which, in the darkness of the night,
filled them with stones crumbled from the rock.
Our hearts him believed
to be stubborn more than the cruel fate.
The anguish suffocates me.
I can’t hope.
Where are you my love ?
On this beach where the waves bite
the silence of the sand?
Are you there my love?
From the branch the moaning no longer comes
and silence tells me
that the only reality is
the immeasurable void.

Sobre la arena

Siento dentro de mí la sombra
de la angustia, el suave gemido del viento
que sacude con melancolía
la rama más espesa de mi memoria.
Intento encontrar el horizonte iluminado
por los colores del arcoíris.
Veo el mar en las noches de luna
adornar tu cuerpo
con guirnaldas de algas en flor.
En mi mano tengo la arena
que el tiempo ha dejado caer
sobre tus labios, sobre tus ojos,
sobre el nido tembloroso de tu vientre.
Llegué detrás de ti con los brazos bien abiertos
como si tu cuerpo fuera
la luz brillante de un diamante
que habría apretado contra mi pecho.
Donde pusiste tus pies
mis pasos fueron borrados
por la marea que, en la oscuridad de la noche,
los llenó de piedras erosionadas de la roca.
Nuestros corazones la creían testaruda
más que el cruel destino.
La angustia me asfixia.
No puedo esperar.
¿Donde estas mi amor ?
¿En esta playa donde las olas
muerden el silencio de la arena?
¿Estas ahí mi amor?
De la rama ya no sale el gemido
y el silencio me dice
que la única realidad es
el vacío inconmensurable.


Foto DigitalArt di Marcello Comitini

Marcella Donagemma

Nanakorobi yaoki - 七転び八起 Cadi sette volte, rialzati otto.

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