Tenere il popolo con la testa bassa, con propaganda, terrore e povertà. Iris G. DM. Roma

Tenere il popolo con la testa bassa, con propaganda, terrore e povertà. Iris G. DM. Roma

Roma 11 dicembre 2024

La domenica vado a messa, mi metto fuori la porta, dentro mi sento soffocare, a disagio, intorno alla piazza il mercatino, e poi un suono che non sentivo da tanto tempo, le ciaramedde dei pastori.Mi hanno riportato all’infanzia, questa musica inconfondibile che sa di natale e cose semplici Un po’ di natale nei cuori, ma è tutto sottotono, anche le luci non brillano e loro mi hanno comunicato sconforto e tristezza.

Mi hanno ricordato i lupi che scendono in pianura per sfamarsi, così siamo, lupi che scendono in pianura per sfamarsi, nessuno però ha voglia di farlo, il tutto avviene in un grigiore melanconico. Ora i lupi si abbattono, non si sfamano, noi siamo così, il mondo, la società ci abbatte, psicologicamente, moralmente e siamo come morti.

Erano tantissimi anni che non li vedevo e ho avuto una stretta, ora questa musica mi sembra tanto triste, racconta un Natale pieno di bisogni, famiglie povere che hanno un lavoro, ma sono povere, un inflazione galoppante, un governo che ha cancellato da anni il sociale, il lavoro, la dignità umana, i poveri non hanno voce, i poveri non vanno a votare, non hanno più il discernimento, hanno il problema del lavoro, di dare da mangiare ai figli, di come fare quadrare un bilancio ridotto all’osso.

Lavoriamo anche 10 ore al giorno per portare a casa pochi spicci , che bastano si e no, una decina di giorni. Ogni giorno ti svegli per lavorare, senza futuro, senza domani. E i bambini, il futuro del nostro paese, cosa faranno?Cresceranno poveri e remissivi, Oppure con tanta rabbia, se potranno andranno all’estero, altrimenti si ripeterà la stessa storia familiare.

Eppure la realtà è davanti a tutti, politici corrotti, che vivranno per sempre di vitalizi, vita di lusso che fanno con i soldi delle tasse dei cittadini, anche dei poveri. Li paghiamo bene per non farli rubare, invece stuzzicano ancora di più la cupidigia, il volere, facendo leggi ad personam e perseguitando cittadini per multe, che non possono pagare, gabelle a non finire, burocrazia labirintica e dannosa.

I soldi per la guerra ci sono, non per la sanità e scuola pubblica, il ponte ridicolo sullo stretto, che nessuno vuole, tutte le leggi fatte per proteggere i burocrati e chi ha il potere. Parole vuote e ridicole, che comunque l’ignoranza porta avanti. Palesi voto di scambio, corruzione, lavoro ottenuto per raccomandazione, la meritocrazia non esiste, esiste “conoscere il politico corrotto di turno”.

Fare politica è servire il popolo, il cittadino, non servirsi del popolo per i propri sporchi comodi , lucrando e arricchendosi .Il “sociale “il diritto al lavoro, una paga equa. Se io lavoro ho diritto ad una vita decorosa , non a una vita di fame. E qui concludo, c’è troppa amarezza, il suono delle zampogne è veramente triste. Iris G. DM

alessandria today

Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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