Dio vive in te ma non lo dire, di Renzo Cappellari. A cura di Cinzia Perrone

Dio vive in te ma non lo dire, di Renzo Cappellari. A cura di Cinzia Perrone

Dio vive in te ma non lo dire

Dio vive in te ma non lo dire

a chi non lo vuole sentire.

Che se lo dici troppo in giro

sei guardato strano.

Eppure dovrebbe che sia normale

considerare di essere creati

a immagine diretta del Creatore.

Per molti è meglio pensare

che Lui stia da qualche parte fuori,

lontano, impegnato a giudicare.

Invece è proprio dentro che

lo si può cercare.

Il luogo meno probabile

quello che fa più scalpore.

Dio troppo vicino all’uomo

come un amico intimo,

il mondo non ce lo vuole.

Renzo Cappellari

brano tratto dal libro “Dialoghi con il Creatore”

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La vicinanza divina che spesso il mondo rifiuta

Il testo proposto è una riflessione poetica che esplora il tema della presenza divina nell’individuo e la percezione sociale di tale concetto.

Il tema centrale del testo è l’idea che Dio risieda dentro ogni individuo. Questa concezione spirituale sottolinea un rapporto intimo e personale con il divino, in contrasto con l’idea tradizionale di un Dio distante e giudicante.

Il testo mette in luce il conformismo sociale e la difficoltà di esprimere apertamente credenze personali che si discostano dalla norma. La frase “sei guardato strano” suggerisce che parlare della presenza divina interiore possa suscitare reazioni di scetticismo o addirittura derisione.

Viene introdotta l’idea che gli esseri umani siano “creati a immagine diretta del Creatore”. Questa nozione enfatizza la dignità e il valore intrinseco di ogni persona, suggerendo una connessione diretta con il divino.

Il testo si sofferma sul contrasto tra l’idea di un Dio esterno, “lontano, impegnato a giudicare”, e quella di un Dio interiore, “proprio dentro che lo si può cercare”. Questo contrasto mette in evidenza una tensione tra visioni religiose diverse.

Il linguaggio del testo è semplice e diretto, rendendo le riflessioni accessibili al lettore. La ripetizione della frase “Dio vive in te ma non lo dire” rinforza il messaggio centrale.

L’autore utilizza il paradosso per sottolineare l’apparente contraddizione tra la vicinanza di Dio all’uomo e la difficoltà di accettare questa idea: “Il luogo meno probabile quello che fa più scalpore”.

La figura di Dio viene presentata come un “amico intimo”, un’immagine che evoca calore e vicinanza, contrapponendosi alla visione di un Dio autoritario e distante.

Il testo invita a riflettere sulla natura della spiritualità personale e sulla tensione tra le credenze individuali e le aspettative sociali. Propone una visione di Dio come presenza intima e rassicurante, sfidando le convenzioni e incoraggiando una ricerca interiore del divino.

Cinzia Perrone

Laureata in giurisprudenza, con una gran passione per la scrittura. Appassionata di storia, arte e letteratura. Da sempre innamorata del cinema. Scrive poesie, racconti, romanzi e … sogni.

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