“Sonetto XVII”: L’amore puro e segreto nelle parole di Pablo Neruda
Una dichiarazione d’amore senza tempo, tra mistero e fusione totale.
Il Sonetto XVII di Pablo Neruda è uno dei più intensi e celebri componimenti della sua raccolta Cento sonetti d’amore. Con un linguaggio evocativo e potente, il poeta cileno descrive un amore profondo, intimo, che non ha bisogno di fiori o simboli esteriori, ma vive nell’essenza stessa dell’anima. È un amore che non si esprime con parole comuni, ma che si manifesta nella fusione più totale tra due esseri.
Biografia dell’Autore.
Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, nacque il 12 luglio 1904 a Parral, in Cile, e morì il 23 settembre 1973 a Santiago. Considerato uno dei più grandi poeti del XX secolo, vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. La sua produzione poetica spazia dall’amore alla politica, dall’impegno sociale alla celebrazione della natura e della vita. Tra le sue opere più importanti ricordiamo Venti poesie d’amore e una canzone disperata, Residenza sulla terra, Canto generale e Cento sonetti d’amore, raccolta da cui è tratto il Sonetto XVII.
Analisi della Poesia.
Il Sonetto XVII è una dichiarazione d’amore che si discosta dalle rappresentazioni convenzionali del sentimento romantico. Fin dall’inizio, Neruda nega la tradizionale associazione dell’amore con la bellezza appariscente:
“Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco.”
Qui, il poeta rifiuta l’amore superficiale, fatto di immagini luminose e ardenti, per abbracciare un sentimento più profondo, segreto e oscuro. L’amore di cui parla vive nascosto, si nutre di silenzio e profondità:
“T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.”
Questa immagine evoca un legame intimo e quasi sacro, che si sviluppa nel cuore e nell’anima senza clamore, ma con una forza travolgente.
Il poeta prosegue con un’altra metafora suggestiva:
“T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;”
L’amore è paragonato a una pianta che non mostra i suoi fiori all’esterno, ma li custodisce dentro di sé. È un amore che non ha bisogno di manifestarsi con gesti appariscenti, perché la sua essenza è già viva e potente.
L’ultima parte del componimento è una delle dichiarazioni d’amore più toccanti della letteratura:
“Così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.”
Qui Neruda esprime l’idea di fusione totale tra due anime e due corpi. L’amore è talmente profondo che i confini tra gli amanti si dissolvono: il “tu” e l’”io” non esistono più separatamente, ma diventano un’unica entità.
Temi Principali.
- L’amore nascosto e profondo: Un sentimento che non ha bisogno di esibizioni, ma esiste nella sua essenza più pura.
- La fusione tra due esseri: L’idea che l’amore porti all’unione totale tra corpo e anima.
- Il rifiuto dell’amore convenzionale: Neruda non celebra un amore superficiale e appariscente, ma un legame intimo e inafferrabile.
- Il linguaggio evocativo: L’uso di immagini naturali e simboliche per esprimere un sentimento universale.
Stile Poetico.
Il Sonetto XVII è caratterizzato da uno stile musicale ed evocativo, tipico della poesia nerudiana. L’uso delle metafore naturali rende i sentimenti tangibili, mentre il ritmo fluido e armonioso conferisce al componimento un tono dolce e ipnotico.
Perché Leggerla.
Questa poesia è una delle più intense e toccanti mai scritte sull’amore. Il Sonetto XVII è un invito a riscoprire il vero significato dell’amore, lontano dalle convenzioni e vicino alla più profonda essenza dell’anima. Una lettura che emoziona e ispira, perfetta per chi cerca parole capaci di esprimere sentimenti autentici e assoluti.
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Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
PABLO NERUDA…
Sonetto dalla pagina Facebook: La poesia che cura