Etica Selvaggia di Cinzia Rota. La corsa indomita dell’anima libera. Recensione di Alessandria today
🌫 𝐄𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐒𝐄𝐋𝐕𝐀𝐆𝐆𝐈𝐀
C’è chi nasce piuma da cappello.
Decorativa, leggera, sempre al posto giusto.
Io no.
Sono un essere nato senza briglie. Vedo lontano.
Sento il vento prima che arrivi, e scalpito quando l’aria cambia direzione,
quando scricchiola il terreno sotto il peso delle domande esistenziali…
Mi oriento senza bussola, e non mi lascio incastonare da nessuno.
Sono stata costruita per correre, col fuoco ardente alla gola.
Scrivo, disegno e vivo con fame.
Quando sento il fremito prendere i muscoli, sale un guizzo negli occhi,
quell’irrefrenabile voglia d’attraversare la pianura, senza sapere dove finisce.
Mi hanno detto: “Addomesticati.”
Ho risposto: “Preferisco inciampare che trottare in cerchio.”
Consideravano la felicità come una stalla ben chiusa,
con fieno abbondante e carezze ad orario.
Ho scelto il fango, la pioggia, e una corsa che non ha traguardo.
La mia fiamma non si dà pace, vuole spazio.
Se devo stare in un recinto, scelgo la morale.
Per sentiero l’etica, senza calpestare o travolgere chi mi cammina accanto.
Non chiedetemi di fermarmi;
sarebbe come spegnere il battito.
Potrei rallentare, ma non deviare.
A volte inciampo.
Altre faccio danni.
E amo troppo perché sono fuori tempo.
Ma se un giorno mi vedrai immobile, con lo sguardo perso all’orizzonte,
non pensare che mi sia arresa.
Sto solo ascoltando il terreno.
Perché anche i cavalli selvatici, a volte,
devono capire da dove arriva il prossimo tuono.
🖊️ ©️ Cinzia Rota 13/09/2025
Copyright – Legge sulla proprietà intellettuale n. 633 del 22.04.1941
Analisi Tematica
In “Etica Selvaggia” Cinzia Rota celebra la libertà indomita come unica via autentica di esistenza. La voce poetica si contrappone al conformismo e alla domesticazione, scegliendo invece l’erranza, la corsa senza traguardo, la fedeltà a una morale personale fondata sull’etica e sul rispetto. L’immagine del cavallo selvatico diventa simbolo potente di chi rifiuta compromessi, preferendo il rischio, il fango e la pioggia all’apparente sicurezza di una stalla chiusa. La poesia si fa manifesto di un’anima ribelle, che vede lontano, ascolta il terreno e accoglie i tuoni come sfide da affrontare.
Analisi Stilistica
Lo stile della Rota è viscerale e narrativo, quasi un flusso ininterrotto di dichiarazioni e immagini. La poesia si sviluppa come un monologo interiore che diventa universale, con un ritmo cadenzato che alterna slanci lirici e confessioni intime. Il lessico è ricco di termini legati al corpo e alla natura – vento, terreno, pianura, tuono – che rafforzano la fisicità del testo. La scelta di espressioni dirette (“Preferisco inciampare che trottare in cerchio”) imprime al testo una forza aforistica che lo rende memorabile.
Analisi Retorica
La poesia è intessuta di metafore zoomorfe e naturali: il cavallo selvaggio come incarnazione dell’anima libera, il vento come presagio, il terreno scricchiolante come simbolo di domande esistenziali. La contrapposizione tra la piuma decorativa e l’essere indomito crea una antitesi radicale che apre il testo e lo sostiene fino alla fine. L’anafora e la ripetizione (“non chiedetemi di fermarmi…”) rafforzano la tensione emotiva, mentre la chiusa sul “prossimo tuono” lascia un’impressione di attesa e di vigilanza poetica.
Conclusione
“Etica Selvaggia” è una poesia di resistenza e di autenticità. Cinzia Rota afferma con vigore che la felicità non è quiete né possesso, ma corsa libera, capacità di ascoltare e di rimanere fedeli alla propria etica. In questi versi, la poetessa ci consegna un inno alla libertà interiore, che risuona come un invito a vivere senza briglie, con il coraggio di inciampare pur di non smettere mai di correre verso l’orizzonte.
Biografia dell’autrice – Box sintetico pronto all’uso
Cinzia Rota è una poetessa e autrice contemporanea che unisce nella sua scrittura forza espressiva e profondità emotiva. La sua opera spazia dalla poesia alla narrativa, con testi che indagano i temi della libertà, della resilienza e dell’autenticità dell’essere umano. Attenta osservatrice del mondo interiore, nelle sue composizioni alterna immagini naturali potenti a riflessioni esistenziali, creando una poesia che è allo stesso tempo intima e universale. È anche voce creativa di progetti culturali e artistici, capaci di connettere parole, immagini e suoni.
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Nota GEO
Alessandria, città di confine tra Piemonte, Lombardia e Liguria, risuona con i versi di Cinzia Rota che parlano di cavalli selvaggi e libertà senza briglie. In un territorio che ha conosciuto cambiamenti e trasformazioni, la poesia si fa eco di un’esigenza condivisa: quella di correre oltre i recinti, mantenendo come guida l’etica e il rispetto reciproco.
Immagine evocativa della poesia generata con IA Gemini