Quando il potere acceca: la Sindrome di Hubris e l’arroganza della leadership
“Non è il potere che corrompe, ma l’illusione di essere al di sopra degli altri.”
Pier Carlo Lava
La sindrome di Hubris – un termine che affonda le radici nel greco antico ὕβρις (hýbris), “dismisura”, “arroganza eccessiva” – è più di un semplice atteggiamento presuntuoso: è un cambiamento psicologico che può insorgere in chi esercita potere per lungo tempo e senza contrappesi adeguati. In questo articolo esploreremo che cos’è, come si manifesta, perché accade e quali implicazioni ha, sia a livello individuale che collettivo.
Origini e definizione
Il concetto trae ispirazione dalla tragedia greca: chi osa oltrepassare i limiti imposti agli esseri mortali, chi crede di poter trattare gli dèi o gli altri come meri strumenti, subisce la punizione della Nemesi.
In epoca moderna, lo psichiatra e politico britannico David Owen, insieme a Jonathan Davidson, ha descritto la sindrome come un vero e proprio “disturbo acquisito della personalità” legato all’esercizio prolungato del potere.
Secondo Owen, la sindrome non è semplice arroganza o narcisismo: si sviluppa quando una persona assume una posizione di grande potere, vi resta a lungo e senza limiti esterni significativi.

Caratteristiche e sintomi principali
Gli studiosi hanno identificato diversi sintomi ricorrenti. Tra i più noti:
- Eccessiva fiducia in sé: la persona si sente onnipotente, insostituibile, convinta di avere sempre ragione.
- Narcisismo aggravato: il mondo diventa un palcoscenico personale, e ogni critica è vista come un affronto.
- Identificazione totale col ruolo: il soggetto non ricopre un incarico, è quell’incarico.
- Uso del “noi” regale: tende a parlare come se incarnasse l’intera istituzione o nazione.
- Perdita del contatto con la realtà: isolamento, scarsa delega, decisioni impulsive e rischiose.
Le conseguenze sono spesso gravi: incompetenza da Hubris, ovvero la convinzione di essere infallibili, che porta a errori evitabili e scelte sbagliate.
Perché accade? Le cause
Non si tratta solo di personalità narcisistiche: la sindrome nasce da un contesto favorevole. Alcuni fattori chiave:
- Permanenza prolungata al potere senza controllo o opposizione effettiva.
- Ambienti che alimentano il consenso e scoraggiano la critica.
- Fragilità personale mascherata da forza, con l’ego che diventa scudo contro l’insicurezza.
Implicazioni individuali e sociali
A livello personale, chi ne soffre diventa un pericolo per sé e per gli altri: ignora consigli, si circonda di “yes men”, perde lucidità.
Sul piano collettivo, la sindrome riflette un sistema che premia l’autorità assoluta e la spettacolarizzazione del potere, a discapito della riflessione e dell’umiltà.
Come ricordava un saggio greco: “Il potere senza misura porta alla rovina.”
Diagnosi e limiti del concetto
La sindrome di Hubris non è ufficialmente riconosciuta nei manuali diagnostici internazionali come il DSM-5-TR o l’ICD-11.
Si tratta dunque di un costrutto teorico, utile a comprendere come il potere possa alterare la personalità, ma non di una diagnosi clinica formale.
I confini tra Hubris, narcisismo e altri disturbi del potere restano sfumati, e la ricerca è ancora limitata.
Prevenzione e possibili interventi
Non esistono cure standard, ma alcuni comportamenti possono prevenire l’insorgere della sindrome:
- Limiti e bilanciamento del potere, con organismi di controllo e pareri indipendenti.
- Autoconsapevolezza e introspezione da parte dei leader.
- Delega e ascolto: riconoscere il valore del contributo altrui.
Spesso, dopo la perdita del potere, i sintomi tendono a ridursi: il disturbo è legato alla condizione stessa di comando.
Riflessione conclusiva
In un’epoca che esalta la rapidità e la visibilità, la Sindrome di Hubris ci ricorda che il vero limite al potere è la misura.
Nell’antica Grecia, chi oltrepassava i limiti era punito dagli dèi; oggi, la punizione arriva sotto forma di crisi, fallimento o perdita di credibilità.
Riconoscere l’Hubris non serve solo a comprendere i potenti, ma anche a riflettere su noi stessi: ognuno può, in piccolo, cadere nella trappola dell’ego.
Geo: Alessandria e provincia – Un richiamo alla responsabilità e all’equilibrio nel potere, nella politica e nella vita civile.
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