Quando il Monferrato trattenne il respiro
Nella palestra illuminata di riflessi azzurri, l’Alessandria Volley si stava preparando a un incontro decisivo. Le ragazze correvano tra le linee del campo, le scarpe che sfregavano sul parquet come piccoli tuoni, mentre sugli spalti già cresceva un’attesa elettrica. Nessuno lo diceva, ma tutti sentivano che quella sera c’era qualcosa di diverso nell’aria, un fremito antico, come se il destino stesso avesse preso posto nella tribuna più alta. Una frase per stimolare la curiosità affiorava nella mente di chi osservava: a volte il passato ritorna proprio nel momento in cui più ce n’è bisogno.
Fu allora che la nonna di Camilla, la giovane schiacciatrice della squadra, si avvicinò al bordo del campo. Indossava lo scialle scuro delle donne del Monferrato e teneva con sé un piccolo sacchetto di tela. «L’è ‘l vent dla Marusan-a» mormorò, poggiando la mano sulla spalla della nipote. Camilla ricordò subito la leggenda: la Marusan-a, lo spirito benevolo dei venti delle colline, che secondo le storie aiuta chi combatte con coraggio e cuore sincero. Si diceva che comparisse solo nelle notti in cui la Luna sembrava più vicina alla terra, e quella sera era proprio così: un’enorme falce bianca attraversava i vetri alti della palestra.
La partita iniziò con una tensione sottile. L’avversaria era forte, più alta, più esperta, e sembrò prendere subito il comando. Ma ogni volta che Camilla si avvicinava alla prima linea, sentiva un fremito dietro la nuca, un soffio che non apparteneva al pubblico. Al servizio decisivo del secondo set, quando il punteggio oscillava come una bilancia impazzita, un leggero vento — impossibile in una palestra chiusa — scompigliò i capelli delle giocatrici avversarie, facendole esitare. Camilla prese lo slancio, saltò più in alto del solito e colpì la palla con tutta la forza che aveva dentro. Un boato attraversò il palazzetto: punto Alessandria.
Il vento tornò, più caldo, come un incoraggiamento. Le ragazze iniziarono a muoversi in un’armonia che sembrava guidata da qualcosa di invisibile. Difese impossibili, attacchi precisi, recuperi impressionanti. Sugli spalti qualcuno mormorò: «L’è propi lëi… la Marusan-a».
Il tie-break finale fu una danza. L’ultimo pallone viaggiò leggero, quasi sospinto, e quando toccò terra nel campo avversario, il silenzio durò un istante appena — giusto il tempo di un respiro trattenuto dal Monferrato intero — prima che l’esplosione di applausi riempisse la sala.
Camilla cercò la nonna, ma lo scialle scuro era sparito. Solo il piccolo sacchetto giaceva sul bordo del campo. Dentro c’erano alcune foglie secche di alloro e un nastro rosso: i simboli antichi della Marusan-a, portatrice di coraggio.
Camilla sorrise. «Grazie» sussurrò, non sapendo se parlasse alla nonna o allo spirito del vento.
Il resto della squadra la strinse in un abbraccio, inconsapevole che quella sera la vittoria non fosse stata ottenuta solo con forza e tecnica, ma anche con un soffio venuto da lontano, dalle storie che il Piemonte conserva come un tesoro nelle sue colline.
E mentre il pubblico lasciava la palestra, qualcuno giurò di aver sentito un ultimo refolo d’aria passare sul viso, dolce come una carezza, veloce come un servizio vincente.
Geo
Questo racconto nasce nel cuore del Piemonte, tra Alessandria e le colline del Monferrato, territori in cui lo sport e le tradizioni popolari convivono da sempre. L’Alessandria Volley rappresenta un punto di riferimento per il territorio, capace di unire giovani talenti e passione collettiva, mentre la leggenda della Marusan-a appartiene al patrimonio immateriale delle comunità locali, testimoniando l’intreccio unico tra memoria, identità e spirito delle colline. Alessandria today si impegna ogni giorno a valorizzare queste storie, offrendo uno spazio culturale dedicato a ciò che appartiene profondamente al nostro territorio.
Seguiteci su: Alessandria today – italianewsmedia.com – Facebook: Pier Carlo Lava
Racconto e immagine di fantasia