Il pianeta degli alberi di Natale di Gianni Rodari, quando la fantasia diventa un atto civile
La fantasia, quando è autentica, non serve a fuggire dal mondo ma a immaginarlo migliore. È questo il segreto profondo della scrittura di Gianni Rodari, ed è anche il cuore pulsante de Il pianeta degli alberi di Natale, uno dei suoi testi più luminosi e meno retorici, capace di parlare ai bambini senza mai smettere di interrogare gli adulti.
Pier Carlo Lava
Pubblicato nel 1962, Il pianeta degli alberi di Natale racconta di un mondo lontano dalla Terra dove la felicità non è un evento eccezionale, ma una condizione quotidiana. In questo pianeta immaginario ogni giorno è festa, ogni giorno è Natale, non per accumulo di doni ma per la naturalezza con cui il bene è condiviso. Rodari costruisce un universo narrativo semplice solo in apparenza, perché dietro la leggerezza del racconto si cela una critica radicale alla società del possesso, della competizione e dell’ingiustizia.
Il viaggio del protagonista verso questo pianeta è prima di tutto un viaggio educativo. Rodari non impone mai una morale esplicita, non alza la voce, non predica. Al contrario, lascia che sia la meraviglia a lavorare lentamente nel lettore. In quel mondo non esistono soldi, non ci sono serrature alle porte, nessuno accumula più del necessario. È una favola, certo, ma è anche una utopia concreta, una domanda aperta rivolta al nostro modo di vivere.

Lo stile è quello inconfondibile di Rodari: frasi limpide, ritmo narrativo naturale, invenzioni linguistiche che accendono l’immaginazione. La lingua è accessibile, ma mai povera. Ogni parola sembra scelta per essere capita da un bambino e ricordata da un adulto. In questo senso Rodari si colloca accanto a grandi narratori pedagogici come Italo Calvino delle Fiabe italiane e Antoine de Saint Exupéry de Il piccolo principe, con i quali condivide l’idea che la letteratura per l’infanzia sia, in realtà, letteratura universale.
Il tema del Natale, svuotato da ogni retorica consumistica, diventa simbolo di un tempo umano ritrovato. Non più festa eccezionale, ma stato permanente dell’anima. Ed è qui che il libro assume una forza sorprendentemente attuale. In un’epoca segnata da disuguaglianze, solitudini e paure collettive, Rodari ci ricorda che l’immaginazione non è evasione, ma uno strumento politico nel senso più alto del termine: la capacità di pensare alternative.
Il pianeta degli alberi di Natale è un testo breve, ma lascia un’eco lunga. Non chiede di essere soltanto letto, ma abitato. È uno di quei libri che crescono con chi li legge, rivelando significati nuovi a ogni età. Un classico autentico, perché non smette di parlare al presente.
Geo
Gianni Rodari nacque a Omegna, sul Lago d’Orta, nel 1920 e morì a Roma nel 1980. Giornalista, scrittore, pedagogista, è stato uno dei più grandi autori italiani del Novecento, unico italiano a vincere il Premio Hans Christian Andersen. La sua opera ha sempre unito fantasia e impegno civile, gioco linguistico e riflessione sociale. Alessandria today continua a valorizzare figure come Rodari perché la sua scrittura, profondamente italiana e universalmente umana, resta uno strumento essenziale per educare al pensiero critico e alla libertà immaginativa.
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