Alla fine tutte le cose devono rimanere così come sono, il testo virale attribuito a Nietzsche ma di autore incerto
Alcune frasi sembrano nate per essere attribuite a un grande nome. Ma la profondità di un pensiero non garantisce la verità della firma.
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura critica e responsabile di un testo molto diffuso online, mettendo in dialogo pensiero, stile e attribuzione, con l’obiettivo di stimolare consapevolezza culturale e attenzione alle fonti.
Pier Carlo Lava
Il breve testo che circola con la firma di Friedrich Nietzsche si presenta come una meditazione sulla differenza, sulla naturale disuguaglianza delle cose e degli esseri. Tutto, afferma la voce del testo, tende a rimanere al proprio posto: i grandi con i grandi, gli abissi con i profondi, le cose rare con gli esseri rari. È una visione del mondo che affascina perché legittima la complessità, rifiutando l’idea che tutto debba essere accessibile, livellato, condiviso indistintamente.
È facile capire perché questo testo venga attribuito a Nietzsche. I temi sono quelli a lui cari: la critica all’egualitarismo, la distinzione tra profondità e superficie, la valorizzazione dell’eccezione. Tuttavia, il tono è sorprendentemente quieto e contemplativo, quasi conciliatorio, mentre il vero Nietzsche è spesso inquieto, provocatorio, incendiario. Qui non c’è martello, ma equilibrio; non c’è rottura, ma accettazione.
Dal punto di vista stilistico, il testo funziona come una piccola sentenza morale, costruita per accumulo semantico. Le coppie concettuali – grandi/profondi, raffinati/rari – creano una gerarchia simbolica che non pretende di essere dimostrata, ma riconosciuta intuitivamente. È una scrittura che consola chi si sente “altrove”, chi percepisce la propria sensibilità come minoritaria, e suggerisce che la rarità non è un difetto, ma una condizione naturale.
Ed è forse proprio qui che il testo tradisce la distanza da Nietzsche. Il filosofo tedesco non cercava consolazione: cercava trasformazione, spesso attraverso lo scontro. Questo aforisma, invece, invita a una accettazione quasi armonica dell’ordine delle cose, più vicina a una saggezza contemporanea che a una genealogia della morale.
Ciò non toglie valore al testo. Anzi, la sua diffusione dimostra che risponde a un bisogno reale: quello di difendere la complessità in un mondo che semplifica, di rivendicare la profondità in un’epoca di superficie. Ma proprio per questo è importante non appoggiarlo a una firma non verificata, perché la forza di un pensiero non ha bisogno di un nome famoso per esistere.
Questo testo funziona meglio se letto per ciò che è:
una riflessione anonima di ispirazione filosofica, non una citazione d’autore.
Nota editoriale consigliata
Nota della redazione
Questo testo è spesso attribuito a Friedrich Nietzsche, ma non risulta presente in forma identica nelle sue opere ufficiali. Alessandria today lo presenta come testo di autore incerto, nel rispetto della correttezza culturale e del lettore.
Geo
Alessandria today promuove una cultura attenta non solo al contenuto, ma anche alle fonti. In un’epoca in cui citazioni e aforismi circolano rapidamente, il lavoro editoriale consiste anche nel verificare le attribuzioni e nel distinguere tra ispirazione e paternità. Dal Piemonte al dibattito globale, la testata continua a difendere un’idea di cultura che unisce pensiero critico e responsabilità.
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