Mutande al sole, il coraggio di esporsi alla vita. Recensione del romanzo di Regina Rodríguez Sirvent
«Ci sono libri che non chiedono di essere capiti, ma riconosciuti.»
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile di Mutande al sole, un romanzo che racconta la fragilità come passaggio necessario, la libertà come gesto quotidiano e il cambiamento come atto silenzioso ma radicale.
Pier Carlo Lava
Mutande al sole è un romanzo che colpisce già dal titolo, ironico e disarmante, capace di evocare immediatamente un’immagine domestica e intima. Non è una provocazione gratuita, ma una dichiarazione poetica: mettere al sole ciò che normalmente si nasconde, accettare di esporsi, anche quando fa paura.
La protagonista Rita Racons attraversa una fase di smarrimento che non ha nulla di spettacolare. Non c’è una frattura improvvisa, ma un accumulo di stanchezza, di aspettative tradite, di silenzi non detti. È una crisi riconoscibile, contemporanea, fatta di piccoli cedimenti interiori che lentamente chiedono attenzione.
Il romanzo racconta un viaggio che è insieme fisico e interiore. Cambiare luogo diventa un modo per interrompere l’automatismo, per guardare la propria vita da una distanza nuova. Ma la vera trasformazione avviene nel confronto con la memoria, con i legami familiari e con una figura fondamentale: la nonna, presenza discreta e sapiente, che incarna un amore non giudicante, capace di sostenere senza invadere.
Uno dei punti di forza del libro è proprio questo rapporto intergenerazionale, che restituisce dignità alla lentezza, all’ascolto, alla trasmissione emotiva. La nonna non offre soluzioni, ma spazio. Ed è in quello spazio che Rita inizia a riconoscersi.
Dal punto di vista stilistico, Regina Rodríguez Sirvent adotta una scrittura limpida, essenziale, mai enfatica. La prosa è attraversata da una delicatezza costante, ma non rinuncia alla lucidità. Non c’è compiacimento nel dolore, né indulgenza narrativa: il romanzo accompagna il lettore senza guidarlo per mano, lasciando che le emozioni emergano con naturalezza.
Mutande al sole parla di libertà, ma non quella eroica o definitiva. Parla di una libertà imperfetta, fatta di piccoli atti di verità, di rinunce necessarie, di scelte che non cambiano il mondo ma cambiano chi le compie. È un libro che invita a smettere di nascondersi, almeno con se stessi.
Intervista immaginaria a Regina Rodríguez Sirvent
Un dialogo ideale per accompagnare la lettura
D. Il titolo Mutande al sole è intimo e ironico allo stesso tempo. Cosa rappresenta per lei?
R. È un’immagine semplice, quotidiana, quasi imbarazzante. Le mutande stese al sole sono qualcosa che normalmente si vorrebbe nascondere. Per me rappresentano l’atto di esporsi senza difese, accettando di mostrarsi per ciò che si è.
D. Rita vive una crisi silenziosa, non drammatica. Perché questa scelta narrativa?
R. Perché le crisi più profonde spesso non fanno rumore. Sono fatte di stanchezza, di piccoli vuoti, di una sensazione di immobilità. Volevo raccontare quel disagio che non si riesce sempre a spiegare, ma che pesa ogni giorno.
D. La figura della nonna è centrale nel romanzo. Che ruolo ha?
R. È una presenza che non giudica. Non impone, non corregge. Sta accanto. In un mondo che chiede continuamente di essere performanti, lei ricorda che esistere è già sufficiente.
D. Il viaggio è soprattutto interiore. Quanto conta il cambiamento di luogo?
R. Il cambiamento di luogo serve a rompere le abitudini. Ma il vero viaggio inizia quando si smette di mentire a se stessi. Quello può avvenire ovunque.
D. Che idea di libertà attraversa il libro?
R. Una libertà quotidiana, imperfetta. Non quella dei grandi gesti, ma quella di dire “oggi no”, “oggi basta”. La libertà di non corrispondere sempre alle aspettative.
D. Cosa spera resti al lettore dopo l’ultima pagina?
R. La possibilità di concedersi un po’ di verità. Non di cambiare tutto, ma di smettere di nascondersi, almeno per un momento.
Geo – Alessandria today
Nel contesto culturale promosso da Alessandria today, Mutande al sole si inserisce come una lettura capace di dialogare con il presente, offrendo uno sguardo intimo e condivisibile sull’esperienza umana. Un romanzo che parla di vulnerabilità, memoria e cambiamento con una voce autentica e contemporanea.
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