“Alla spiaggia” di Vincenzo Cardarelli. Il mare come misura della solitudine
“In Alla spiaggia di Vincenzo Cardarelli il mare non è uno sfondo naturale semplice, ma una misura esatta della solitudine che avvolge l’io lirico. La spiaggia diventa metafora esistenziale: spazio aperto, infinito eppure definito nel suo confine tra terra e acqua. Cardarelli non guarda il mare come elemento scenografico, ma come luogo di risonanza interiore in cui il pensiero si ritira e si confronta con se stesso. Nel ritmo delle onde e nel respiro salato dell’aria, la poesia trova modalità di espressione che superano il semplice senso visivo per toccare ciò che è profondo e inesplicabile nell’animo umano. La solitudine qui non è vuoto, ma densità emotiva: un paesaggio in cui l’io si specchia e si misura, trovando nella vastità la propria proporzione”.
“La forza di questa poesia risiede nella capacità di rendere palpabile l’invisibile: il silenzio del mare, la distanza tra gli oggetti, il peso di pensieri non formulati a parole. Cardarelli utilizza immagini e suoni per creare uno spazio lirico sospeso tra presenza e assenza, dove ogni elemento — il vento, la sabbia, il mare stesso — partecipa alla costruzione di un senso più ampio di sé e della propria solitudine. La spiaggia, quindi, non è semplicemente un luogo geografico, ma un campo esperienziale in cui l’essere si confronta con il proprio desiderio di totalità e la consapevolezza della propria finitezza. Il risultato è una poesia che parla all’immaginazione e all’intima percezione di chi legge, invitando non solo a vedere, ma a sentire il mare come misura ultima del vivere e dell’essere soli nel mondo”.
«Ora che più non vedo
il mare se non in sogno…»
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
In Alla spiaggia, Vincenzo Cardarelli affida al mare un compito intimo e severo: misurare la distanza tra il desiderio e la realtà, tra ciò che è stato e ciò che non tornerà. Non c’è idillio balneare, non c’è nostalgia dolce. La spiaggia è un luogo spoglio, quasi invernale, dove il paesaggio diventa eco dell’interiorità.
Il mare, più che presenza, è memoria. È ciò che si è allontanato, ciò che resta come immagine mentale e non più come esperienza piena. Cardarelli osserva senza indulgere al lamento: registra. In questo sguardo trattenuto si riconosce la sua cifra più autentica, quella di una malinconia lucida, mai sentimentale.
«Nulla è più triste del mare d’inverno.»
La forza di questi versi sta nella loro evidenza calma. La lingua è piana, classica, priva di scarti improvvisi. Il sentimento non esplode: si deposita. Il mare d’inverno non consola; rende chiaro il limite, restituisce al poeta la consapevolezza del tempo che separa e consuma.
Il tono è misurato, riflessivo, fedele a una poetica che rifiuta l’enfasi e cerca l’equilibrio. La spiaggia, spazio di confine per eccellenza, diventa il luogo dove l’io prende atto della propria solitudine senza ribellione. È un’accettazione che pesa, ma che non chiede risarcimenti.
Alla spiaggia si inserisce nella classicità moderna di Cardarelli, dove il paesaggio non è decorazione ma strumento di conoscenza. La natura non parla per metafore ardite: parla perché viene guardata con attenzione. E l’attenzione, qui, è già una forma di verità.
Questa poesia continua a parlare al presente perché intercetta un sentimento comune: la distanza tra ciò che desideriamo e ciò che ci è concesso. In un tempo che promette presenza continua, Cardarelli ricorda il valore del limite e la dignità di una malinconia che non si nasconde.
Nota editoriale
Il testo integrale di Alla spiaggia è protetto da diritto d’autore. Le citazioni riportate sono brevi e a scopo critico, nel rispetto della normativa vigente.
Geo
Vincenzo Cardarelli attraversa le città e i paesaggi italiani del primo Novecento con uno sguardo appartato e severo. Il mare, nella sua poesia, è spesso luogo di distanza e di misura interiore. Alessandria today propone queste letture come educazione alla consapevolezza, tra paesaggio e sentimento.
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Paolo Monti, Servizio fotografico (Italia, 1957) – Fonte: Wikimedia Commons / BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) – Licenza CC BY-SA 4.0