“Amore oltre la carne” di Francesca Giordano: folgorazione mistica e caos cosmico dell’anima
Ci sono poesie che si leggono, e poesie che si attraversano come un varco di luce. In questi versi Francesca Giordano non racconta l’amore nella sua dimensione sentimentale o terrena, ma lo eleva a esperienza mistica, verticale, assoluta. È un testo breve, ma carico di simboli e tensione spirituale, capace di fondere teologia, corporeità e visione cosmica in un’unica, intensa folgorazione poetica.
Amore oltre la Carne
Amore oltre la Carne
spinge
verso l’Alto
l’Amore non lo possiede l’altro
gode
Gloria di Dio
Salvezza
Si veste di
Fede, Speranza, Carità
nel riflesso è nuda
le ombre come capillari sanguigni
la luce illumina e il buio trafora
è folgorazione
il caos dell’Universo.
Recensione
È un testo breve, ma denso di simbolismo. I miei versi si allontanano dalla dimensione puramente fisica e carnale per abbracciare una visione teologica e cosmica.
Il tema della trascendenza: oltre la carne, il possesso; le virtù teologali: Fede, Speranza, Carità.
Il ritmo è spezzato, invitando il lettore a soffermarsi su ogni singola parola; un’architettura “verticale” che mima proprio quella spinta verso l’Alto.
L’immagine delle ombre come capillari sanguigni è potente, perché riesce a dare corpo all’astratto in modo viscerale. La poesia dialoga idealmente con la pittura e lo stile di Caravaggio: le ombre diventano materia viva, parte integrante del corpo dell’amore.
Nei versi “la luce illumina e il buio trafora” il buio non è passivo: è un buio attivo, pungente, che interagisce con la luce in modo dinamico.
La chiusura proietta il testo dal piano individuale a quello universale: la folgorazione presenta l’amore come evento improvviso, rivelazione che non passa dalla ragione ma dall’urto della luce. Il caos dell’Universo definisce l’amore non come ordine razionale, ma come forza primordiale, immensa e incomprensibile, che tiene insieme tutto.
Testo integrale della poetessa Francesca Giordano:
E ’un teso breve, ma denso di simbolismo. I miei versi si allontanano dalla dimensione puramente fisica e carnale per abbracciare una visione teologica e cosmica. Il tema della trascendenza: oltre la carne/il possesso; le virtù teologali: Fede, Speranza, Carità. Il ritmo è spezzato invitando al lettore di soffermarsi su ogni singola parola; una architettura “verticale” che mima proprio quella spinta verso l’Alto. L’immagine delle “ombre come capillari sanguigni è eccellente, perché riesce a dare corpo all’astratto in modo viscerale. La poesia si cala nella pittura e nello stile di Caravaggio: le ombre come capillari, un’immagine potente che “umanizza” l’ombra, rendendola parte vitale del corpo dell’amore.
Nei versi luce che illumina/ buio che trafora non è un buio passivo. E’ un buio attivo, pungente, che interagisce con la luce in modo violento e dinamico. La chiusura dei miei versi si proietta dal piano individuale a quello universale: folgorazione: l’amore è presentato come un evento improvviso, una rivelazione che non passa la ragione, ma per l’urto della luce; il caos dell’Universo: definire l’amore come il caos finale supplica che non sia un ordine, ordinato e razionale, ma una forza primordiale, immensa e incomprensibile, che tiene insieme tutto.
Geo
Francesca Giordano si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana con una voce che intreccia spiritualità e visione cosmica. Alessandria today, come testata culturale attenta alla diffusione del pensiero poetico e alla valorizzazione delle nuove sensibilità letterarie, continua a offrire spazio a testi che mettono in dialogo arte, fede e riflessione esistenziale, contribuendo a costruire un ponte tra territorio e universalità del linguaggio poetico.
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