“Il battello ebbro” di Arthur Rimbaud – La vertigine della libertà e il naufragio dell’io moderno

“Il battello ebbro” di Arthur Rimbaud – La vertigine della libertà e il naufragio dell’io moderno

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.

C’è una poesia che è insieme viaggio, visione e tempesta. “Il battello ebbro” non racconta solo una deriva: è la deriva stessa della coscienza, l’esperienza estrema della libertà che si fa eccesso e spaesamento.

Il battello ebbro

(Arthur Rimbaud)

Come scendevo lungo i Fiumi impassibili,
non mi sentii più guidato dai rimorchiatori:
i Pellirosse urlanti li avevano presi a bersaglio,
inchiodandoli nudi ai pali colorati.

Ero indifferente a tutti gli equipaggi,
portatore di grani fiamminghi o di cotoni inglesi.
Quando con i miei rimorchiatori finirono quei clamori,
i Fiumi mi lasciarono scendere dove volevo.

Tra i furiosi sciabordii delle maree,
io, l’altro inverno, più sordo dei cervelli dei bambini,
corsi! E le Penisole strappate agli ormeggi
non subirono tumulti più trionfanti.

La tempesta benedisse i miei risvegli marini.
Più leggero d’un tappo danzai sui flutti
che si chiamano eterni rotolatori di vittime,
dieci notti, senza rimpiangere l’occhio sciocco dei fanali!

Più dolce che ai bambini la polpa delle mele acerbe,
l’acqua verde penetrò la mia chiglia d’abete
e macchie di vini azzurri e vomiti
mi lavarono, disperdendo timone e ancore.

E da allora mi sono bagnato nel Poema
del Mare, infuso d’astri e lattiginoso,
divorando gli azzurri verdi; dove, fluttuazione pallida
e rapita, talvolta un annegato pensoso discende;

Dove, tingendo all’improvviso le azzurrità, deliri
e ritmi lenti sotto i luccichii del giorno,
più forti dell’alcool, più vasti delle nostre lire,
fermentano le amare rossurezze dell’amore!

Conosco i cieli che si squarciano in lampi, e le trombe
e i risacchi e le correnti: conosco la sera,
l’Alba esaltata come un popolo di colombe,
e ho visto talvolta ciò che l’uomo ha creduto di vedere!

Ho visto il sole basso, macchiato d’orrori mistici,
illuminare lunghi irrigidimenti violetti,
simili ad attori di drammi antichissimi
le onde rotolanti lontano i loro brividi di persiane!

Ho sognato la notte verde alle nevi abbaglianti,
il bacio che sale lento agli occhi dei mari,
la circolazione di linfe inaudite,
e il risveglio giallo e blu dei fosfori cantanti!

Ho seguito, per mesi interi, simile alle isteriche
mandrie, l’onda all’assalto degli scogli,
senza pensare che i piedi luminosi delle Marie
potessero forzare il muso agli Oceani ansimanti!

Ho urtato, sapete, incredibili Floride
che mescolano ai fiori occhi di pantere
con pelle d’uomo! Arcobaleni tesi come briglie
sotto l’orizzonte dei mari, a glauchi greggi!

Ho visto fermentare paludi enormi, nasse
dove marcisce tra i giunchi un intero Leviatano!
Crolli d’acque in mezzo alle bonacce
e lontananze verso abissi catarattanti!

Ghiacciai, soli d’argento, flutti madreperlacei, cieli di braci!
Naufragi orrendi in fondo a golfi bruni
dove serpenti giganti divorati dai pidocchi
cadono, alberi contorti, con neri profumi!

Avrei voluto mostrare ai bambini quelle dorate
del flutto azzurro, quei pesci d’oro, quei pesci cantanti.
— Schiume di fiori hanno cullato le mie derive
e ineffabili venti mi hanno alato talvolta.

Talvolta, martire stanco dei poli e delle zone,
il mare il cui singhiozzo faceva il mio dolce rollio
alzava verso me i suoi fiori d’ombra dalle ventose gialle
e io restavo, come una donna in ginocchio…

Quasi isola, sballottando sulle mie fiancate
le contese e gli escrementi di uccelli chiacchieroni dagli occhi biondi.
E navigavo, quando attraverso i miei legami fragili
degli annegati scendevano a dormire, all’indietro!

Or io, battello perduto sotto le chiome delle insenature,
gettato dall’uragano nell’etere senza uccelli,
io che né i Monitor né i velieri dell’Hansa
avrebbero ripescato la carcassa ebbra d’acqua;

Libero, fumante, salito di brume violette,
io che foravo il cielo rosseggiante come un muro
che porta, confettura squisita ai buoni poeti,
licheni di sole e mocci d’azzurro;

Che correvo, macchiato di lunule elettriche,
tavola folle, scortato da ippocampi neri,
quando i luglio facevano crollare a colpi di randello
i cieli oltremare dagli ardenti imbuti;

Io che tremavo, sentendo gemere a cinquanta leghe
il rutto dei Behemot e i Maelstrom densi,
filatore eterno delle immobilità azzurre,
rimpiango l’Europa dai vecchi parapetti!

Ho visto arcipelaghi siderali! e isole
dai cieli deliranti aperti al navigatore:
— È in quelle notti senza fondo che tu dormi ed esili,
milione d’uccelli d’oro, o futura Vigoria?

Ma davvero, ho pianto troppo! Le Albe sono strazianti.
Ogni luna è atroce e ogni sole amaro:
l’aspro amore mi ha gonfiato di torpori inebrianti.
Oh che la mia chiglia esploda! Oh che io vada al mare!

Se desidero un’acqua d’Europa, è la pozzanghera
nera e fredda dove verso il crepuscolo profumato
un bambino accovacciato, pieno di tristezze, lascia
un fragile battello come una farfalla di maggio.

Non posso più, bagnato delle vostre languidezze, o onde,
sollevare la loro scia ai portatori di cotoni,
né attraversare l’orgoglio delle bandiere e delle fiamme,
né nuotare sotto gli occhi orribili dei pontoni.

Analisi

Scritta a soli sedici anni, questa poesia è un’esplosione visionaria. Il battello parla in prima persona: è un io liberato dalle costrizioni, che rompe gli ormeggi e si abbandona all’ignoto.

Rimbaud sperimenta immagini violente, cromatismi estremi, sinestesie. Il viaggio diventa ebbrezza sensoriale e spirituale. Ma la libertà assoluta porta anche allo smarrimento. Il finale introduce nostalgia, stanchezza, desiderio di approdo.

“Il battello ebbro” è il manifesto di una modernità inquieta. La ricerca dell’assoluto si trasforma in vertigine.

Arthur Rimbaud – Biografia

Arthur Rimbaud nasce a Charleville nel 1854. Genio precocissimo, rivoluziona la poesia francese in pochi anni. Dopo una stagione creativa brevissima e intensissima, abbandona la letteratura e viaggia in Africa come commerciante. Muore nel 1891. È simbolo della ribellione poetica e della rottura con la tradizione.

Intervista immaginaria

D. Il battello è lei?
R. È ciò che resta quando si spezzano gli ormeggi.

D. La libertà è gioia o dolore?
R. È entrambe. Senza vertigine non c’è scoperta.

D. Perché il rimpianto finale?
R. Perché nessuna ebbrezza dura per sempre.

Conclusione

Rimbaud scrive una poesia che è un’esperienza totale. Non si legge, si attraversa. È il canto della libertà e insieme il presagio del naufragio. Ancora oggi parla a chi cerca di rompere i confini.

Geo

Arthur Rimbaud rappresenta una delle figure più radicali della poesia europea. La sua opera è studiata nelle università italiane e francesi e continua a influenzare la letteratura contemporanea. Alessandria today promuove la rilettura dei grandi classici come strumenti di comprensione del presente..

alessandria today

Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

Le tue riflessioni arricchiranno la nostra comunità su Alessandria today e italianewsmedia.com e offriranno nuove prospettive. Non vediamo l'ora di leggere i tuoi pensieri! Lascia un commento e condividi la tua esperienza. Grazie per il tuo contributo!. Pier Carlo Lava

Scopri di più da Alessandria Today Italia News Media

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere