Riscriversi nei gesti: il potere e la pazienza della cura quotidiana nel romanzo “Più in là del silenzio” di Fabrizio Guarducci e Monica Milandri. (Le Lettere). Dal 6 marzo 2026, in libreria

Riscriversi nei gesti: il potere e la pazienza della cura quotidiana nel romanzo “Più in là del silenzio” di Fabrizio Guarducci e Monica Milandri. (Le Lettere). Dal 6 marzo 2026,  in libreria

Un romanzo sulla difficoltà di amarsi da adulti, sulla vulnerabilità, sulla necessità di accettare limiti e sulla pazienza della cura quotidianapane condiviso, oggetti sistemati insieme, gesti che si sostituiscono alle parole troppo povere o potenzialmente dannose

Autore: FABRIZIO GUARDUCCI – MONICA MILANDRI

Titolo: Più in là del silenzio

Pagine 108 – Euro 20,00

Le Lettere Edizioni

In libreria, dal 6 marzo 2026

Preparava la colazione per tutti e due. Appoggiava il giornale più vicino a lui. Lasciava la porta del bagno socchiusa perché sapeva che lui si sarebbe lavato le mani prima di colazione. E ogni volta che lui capiva — ogni volta che accoglieva la colazione con un sorriso o si sedeva senza chiedere qualcos’altro — lei sentiva un piccolo battito dentro, come se stessero imparando un linguaggio muto fatto di sintonia. All’inizio aveva pensato: “Ci stiamo adattando.” Poi, con più coraggio: “Ci stiamo ascoltando.” Ora sapeva che era qualcosa di più profondo. “Ci stiamo riscrivendo.” Era una scrittura lenta, fatta non di lettere, ma di gesti. Di abitudini che si modellavano piano sull’altro, non per dovere, ma per delicatezza. Come quando cammini accanto a qualcuno e, senza rendertene conto, adegui il passo. Non ti chiedi se sei tu o lui a cambiare. Lo fate entrambi, naturalmente.

“Più in là del silenzio” segue il percorso di Teodoro e Claudia, due adulti segnati dalla fatica di comunicare davvero, sia come coppia che all’interno del proprio ambiente di amicizia e quotidianità. Nel romanzo, il silenzio emerge come il vero protagonista: non solo distanza o muro, ma possibilità di sentire, incontrarsi e ascoltarsi in profondità, oltre la superficie delle parole abituali. La trama si snoda tra scene di vita privata e momenti collettivi: la svolta avviene quando Teodoro e Claudia organizzano una cena in cui parlare è proibito—solo la musica e i gesti possono esprimere i sentimenti. Questo evento simbolico permette ai due e alle persone che li circondano di scoprire che può esistere una comunicazione fatta di cura, attenzione e piccoli dettagli, in cui i non detti diventano nuova lingua dell’intimità. Il romanzo riflette sulla difficoltà di amarsi da adulti, sulla vulnerabilità, sulla necessità di accettare limiti e sulla pazienza della cura quotidiana: pane condiviso, oggetti sistemati insieme, gesti che si sostituiscono alle parole troppo povere o potenzialmente dannose. Guarducci e Milandri costruiscono così una meditazione densa sul valore della presenza autentica, sull’ascolto e sulla possibilità—anche nella crisi—di trovare uno spazio comune dove restare se stessi e incontrare davvero l’altro.

Fabrizio Guarducci si è formato nella concezione sociale e umana di Giorgio La Pira. Dopo aver vissuto il movimento Underground alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti e aver conosciuto Guy Debord in Francia, ha aderito convintamente al Situazionismo. Ha fondato il Dipartimento di Antropologia culturale dell’Istituto Internazionale Lorenzo de’ Medici di Firenze. Ha insegnato Mistica, Estetica e Tanatologia, dedicandosi interamente alla ricerca dei linguaggi come strumenti per migliorare l’interiorità dell’individuo e per trasformare in positivo la realtà che ci circonda. È, inoltre, autore cinematografico: Paradigma italiano (premiato al PhilaFilm, 1993), Two days (2003) e Il mio viaggio in Italia (vincitore del Golden Eagle, 2005). Come autore, produttore e regista ha realizzato i film Mare di grano (2018), Una sconosciuta (2021) e Anemos (2023) e La partita delle emozioni (2025). Ha pubblicato i saggi La parola ritrovata (2013), TheoriaIl divino oltre il dogma (2020) e i romanzi Il quinto volto (2016), La parola perduta (2019), La sconosciuta (2020), Duetto (2021), Amor (2022), Il villaggio dei cani che cantano (2022), La partita delle emozioni (2023) ed Eclissi (2023, selezione Premio Strega 2024), Il richiamo del sentimento (2025).

Monica Milandri è appassionata di arte e musica classica; vive e lavora a Firenze.

Elena Piccinini

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