Non importa quanti anni ho. La riflessione senza tempo di José Saramago sulla vita e sull’età. Recensione di Alessandria today (Grazie Google news)
La riflessione di José Saramago in Non importa quanti anni ho viene interpretata da Alessandria Today come una poesia intensa e «senza tempo» che supera la mera misurazione anagrafica per valorizzare l’età come esperienza di vita e consapevolezza. Secondo la recensione, il testo non induce alla retorica dell’invecchiamento, ma invita i lettori a considerare ogni fase esistenziale come un continuo arricchirsi di relazioni, desideri e riflessioni, in cui la qualità dello sguardo sulla realtà conta più degli anni trascorsi.
Nel commento critico emerge con forza come Saramago affronti il tema dell’età con una scrittura limpida e profonda, proponendo l’idea che ciò che definisce l’essere umano non sia il numero degli anni, ma la consapevolezza, la curiosità e il coraggio di vivere secondo il proprio ritmo interiore. Questa prospettiva, scrive Alessandria Today, rende la poesia capace di parlare a lettori di ogni generazione e ribadisce che vivere pienamente significa attraversare il tempo con autenticità e apertura, non con la paura imposta dagli standard sociali.
Nel 2026, in un tempo segnato da tensioni globali, riflessioni sull’esistenza e sfide esistenziali collettive, le parole di José Saramago risuonano con rinnovata forza. La sua riflessione sulla vita e sulla morte, espressa con profondità filosofica e umana, continua a parlare ai lettori contemporanei, offrendo una bussola di senso in mezzo all’incertezza. In un’epoca in cui la fragilità della vita è sotto gli occhi di tutti, le pagine di Saramago invitano a guardare oltre la superficie, a interrogarsi sul valore dell’esperienza umana e sulla consapevolezza dell’essere. Questa rilettura della sua poesia e della sua prosa non è soltanto un esercizio letterario, ma un momento di introspezione collettiva, capace di intrecciare memoria individuale e orizzonte universale.
La riflessione poetica di José Saramago in Non importa quanti anni ho viene riletta da Alessandria today come un testo breve ma denso, capace di affrontare il tema dell’età senza retorica né consolazione facile. La poesia si muove su un registro essenziale, quasi dichiarativo, dove il tempo che passa non è presentato come perdita ma come stratificazione di esperienza, lucidità e consapevolezza. L’attenzione non è rivolta agli anni che si accumulano, ma allo sguardo con cui si attraversa la vita, rendendo il testo attuale e riconoscibile anche nel presente.
Nella recensione emerge con forza l’idea che questa poesia parli a una società spesso ossessionata dalla giovinezza e dalla performance, proponendo invece una misura diversa del valore umano. Saramago affida alla parola poetica una verità semplice e disarmante: ciò che conta non è l’età anagrafica, ma la qualità dello sguardo, della curiosità e della responsabilità verso il mondo. In questo senso, Non importa quanti anni ho si conferma come una poesia capace di dialogare con lettori di ogni generazione, offrendo una riflessione civile e intima insieme, perfettamente in sintonia con il tempo che viviamo.
Pier Carlo Lava
La recensione dedicata a Non importa quanti anni ho mette in luce come José Saramago affronti il tema dell’età e della vita senza cadere nei cliché del sentimentalismo o dell’autocompiacimento. Secondo il testo critico di Alessandria today, l’autore porta il lettore a confrontarsi con la ricchezza della quotidianità, con i pensieri che si stratificano nel tempo e con la consapevolezza che ogni fase della vita conserva un valore intrinseco, indipendentemente dagli anni che si portano sulle spalle. La recensione sottolinea come la scrittura di Saramago — limpida ma mai superficiale — sappia estrarre significato dal semplice fluire dell’esistenza.
Nel secondo passaggio, la riflessione si concentra su come Saramago trasforma il concetto di “età” in un’opportunità di introspezione e umanità condivisa. Piuttosto che vedere l’avanzare degli anni come una perdita, l’opera invita a considerarlo come un accumulo di esperienza, memoria e curiosità. La recensione evidenzia la capacità dell’autore di restituire voce a chi potrebbe sentirsi marginalizzato dalle narrazioni dominanti sulla giovinezza e il tempo, offrendo così una prospettiva esistenziale profonda e inclusiva che parla tanto ai lettori più giovani quanto a chi ha già vissuto molte stagioni della vita.
La riflessione di José Saramago in Non importa quanti anni ho ci invita a superare l’idea dell’età come semplice dato anagrafico, trasformandola in misura interiore della vita vissuta. Non sono gli anni a definirci, ma il modo in cui attraversiamo il tempo, le esperienze che accumuliamo, la libertà con cui scegliamo di restare fedeli a noi stessi.
In poche righe, Saramago propone una visione essenziale e attualissima: l’età autentica è quella che sentiamo, fatta di desideri, consapevolezza e coraggio. Una riflessione che parla a ogni generazione e che, proprio per la sua semplicità, continua a trovare spazio nel presente, ricordandoci che vivere non è contare il tempo, ma abitarlo.
In Non importa quanti anni ho, José Saramago intreccia in modo profondo e rigoroso la riflessione sulla vita e sull’età con una consapevolezza che sfida i luoghi comuni dell’invecchiamento. Per Saramago l’età non è un numero da misurare, né un peso da sopportare, ma un continuo divenire di esperienze, percezioni e relazioni. La sua prosa poetica non evade dalla realtà del corpo che invecchia, ma la trasfigura in uno sguardo più ampio, dove ogni età custodisce un proprio valore intrinseco. In questo modo, la riflessione dello scrittore si pone come dialogo aperto con il lettore: non un monito, ma un invito a considerare l’età come dimensione di pensiero, memoria e possibilità.
La forza del testo risiede nella capacità di Saramago di coniugare saggezza e leggerezza, trasformando la riflessione sull’età in esperienza condivisa. L’autore non idealizza né drammatizza: osserva, con uno sguardo attento e partecipe, come le stagioni della vita lascino tracce non solo nel corpo ma nella profondità dell’anima. In questo equilibrio tra realtà concreta e intuizione filosofica, la sua voce riesce a parlare tanto a chi vive i primi anni quanto a chi guarda avanti con consapevolezza, mostrando che la vita, in ogni sua fase, è un tessuto di relazioni, memorie e aperture che non smettono di sorprenderti.
José Saramago, autore di straordinaria sensibilità e profondità, ci regala con “Non importa quanti anni ho” una poesia che supera il concetto numerico del tempo e ci invita a riflettere sulla ricchezza dell’esperienza umana. È una celebrazione dell’essere vivi, del sentire e del vivere secondo il proprio ritmo interiore, libero da vincoli e convenzioni sociali.
Analisi della poesia
Il testo di Saramago si distingue per la sua universalità: parla a chiunque, indipendentemente dall’età anagrafica, poiché l’età diventa un concetto relativo, subordinato alla forza dei sogni, alla passione, alla serenità conquistata con il tempo.
- La calma della maturità: L’autore sottolinea che l’età porta con sé una nuova lente per osservare il mondo, con la calma necessaria per apprezzare i dettagli e continuare a crescere interiormente.
- La forza dei desideri e delle esperienze: Ogni riga della poesia ci ricorda che i sogni realizzati e le illusioni infrante sono le vere unità di misura della vita.
- Amore e passione: L’amore, in questa riflessione, è sia una forza impetuosa che un rifugio di pace, capace di adattarsi alle fasi della vita.
- Libertà e coraggio: La vera età, per Saramago, è quella in cui si abbandona la paura per abbracciare ciò che si desidera fare, vivendo pienamente e con autenticità.
Questa poesia è una guida per vivere con consapevolezza e coraggio, per abbandonare l’ansia di conformarsi agli standard imposti e per abbracciare la bellezza di ogni fase della vita.
Biografia dell’autore
José Saramago nasce il 16 novembre 1922 ad Azinhaga, un piccolo villaggio rurale del Portogallo centrale, in una famiglia di contadini poveri. Fin dall’infanzia conosce la durezza della vita e del lavoro, esperienze che segneranno profondamente la sua visione del mondo e la sua scrittura. Trasferitosi giovanissimo a Lisbona, è costretto ad abbandonare gli studi per motivi economici, formando però la propria cultura da autodidatta, attraverso letture voraci e un confronto continuo con la realtà sociale e politica del suo tempo.
Dopo aver svolto numerosi mestieri – meccanico, impiegato, traduttore, correttore di bozze, giornalista – pubblica nel 1947 il suo primo romanzo, Terra del peccato, che passa quasi inosservato. Segue un lungo periodo di silenzio letterario, durante il quale Saramago matura una scrittura più consapevole e radicale, profondamente legata alla riflessione etica e al destino collettivo dell’umanità. La svolta arriva negli anni Settanta, anche grazie al clima di cambiamento successivo alla Rivoluzione dei Garofani, che apre nuovi spazi di libertà espressiva.
Il successo internazionale giunge con romanzi come Memoriale del convento, L’anno della morte di Ricardo Reis, La zattera di pietra e soprattutto Cecità, opere che definiscono uno stile inconfondibile: periodi lunghi, punteggiatura ridotta, dialoghi fusi nel flusso narrativo, una lingua che costringe il lettore a rallentare e a partecipare attivamente al pensiero dell’autore. Nei suoi libri la realtà viene spesso alterata da un evento simbolico o paradossale, che diventa strumento per indagare potere, responsabilità, fede, giustizia, memoria e fragilità umana.
Saramago è stato anche una figura profondamente impegnata sul piano civile e politico. Comunista dichiarato, ateo convinto e critico severo delle istituzioni, non ha mai separato la letteratura dalla responsabilità morale. Le sue posizioni, spesso controcorrente, gli hanno attirato polemiche e censura, come nel caso de Il Vangelo secondo Gesù Cristo, che contribuì alla sua scelta di trasferirsi a Lanzarote, nelle Canarie, dove visse fino alla morte.
Nel 1998 riceve il Premio Nobel per la Letteratura, primo autore di lingua portoghese a ottenerlo, con una motivazione che riconosce la sua capacità di rendere “comprensibile una realtà sfuggente” attraverso parabole sostenute da immaginazione, ironia e compassione. Negli ultimi anni della sua vita continua a scrivere con lucidità e rigore, affrontando temi come la morte, l’identità e la dignità umana, fino a Caino, pubblicato poco prima della scomparsa.
José Saramago muore il 18 giugno 2010, lasciando un’eredità letteraria che va oltre i confini della narrativa: la sua opera è un invito permanente al pensiero critico, alla disobbedienza morale, alla difesa della coscienza individuale. Ancora oggi i suoi testi parlano al presente perché non offrono consolazioni facili, ma chiedono al lettore di interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo, ricordando che la letteratura può essere uno strumento di verità e responsabilità civile.
Questa poesia, benché meno conosciuta rispetto ai suoi romanzi, rappresenta una sintesi perfetta della sua visione filosofica e della sua straordinaria capacità di parlare al cuore umano.
Rileggere Non importa quanti anni ho oggi significa riconoscere in José Saramago una voce capace di liberare l’età dal peso del giudizio. In un tempo che misura tutto in termini di prestazione e giovinezza, queste parole continuano a risuonare perché invitano a vivere ogni stagione della vita come spazio di consapevolezza e dignità. L’età non è un limite da nascondere, ma una forma di conoscenza che cresce con noi, giorno dopo giorno.
Geo
José Saramago, premio Nobel per la Letteratura, continua a essere uno degli autori più studiati e discussi non solo in Portogallo e nel mondo, ma anche nel panorama culturale italiano. Nel territorio piemontese e nella provincia di Alessandria, l’opera di Saramago è spesso al centro di percorsi di lettura, iniziative di circoli letterari, programmi scolastici e discussioni pubbliche che esplorano i grandi temi dell’esistenza e della letteratura contemporanea. Alessandria today segue queste dinamiche culturali con attenzione e passione, promuovendo approfondimenti che uniscono tradizione letteraria e attualità.
Leggi tutte le poesie di: https://alessandria.today/?s=Jos%C3%A9+Saramago
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“Non importa quanti anni ho”. di José Saramago
Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma,
ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.
Poesia dal gruppo facebook: Una Poesia di Wislawa al giorno
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Ho fatto una ricerca, ma non sono riuscita a trovare questa poesia in nessuna delle raccolte di Saramago. Qualcuno sa dirmi dove ė stata pubblicata?
Questo è di Saramago veramente??
Ovviamente, la scrisse in portoghese. Ed era assai più a suo agio con la prosa (dove si permetteva un uso davvero minimo della punteggiatura) che nello scrivere in versi. Tant’é che spesso i suoi versi (anche con tanto di pylunteggiatura) sembrano più “prosa a pezzetti” che non poesia. E ciò appare sovente anche nelle traduzioni (inclusa quella qui presente) delle sue poesie in lingue diverse dal portoghese.
Grazie per questa bellissima poesia. Troppo spesso si creano confini arbitrari tra le varie fasi della vita. Imprigionando nei numeri ciò che si può fare , le emozioni che è permesso avere e persino la possibilità di imparare, di crescere. Ciò che sottolinea il poeta è che l’essenza dell’uomo rimane tale fino alla fine e che chi vuole volare è in grado ed ha il diritto di farlo nonostante gli sciocchi luoghi comuni che definiscono la vecchiaia come una cosa brutta fatta solo di ricordi e rimpianti.
Essere vecchi significa aver fatto tanta strada, aver fatto tanti incontri, tanti errori ma aver imparato tante cose. Quantomeno a difendersi. Fra poco avrò 60 anni e sogno di avere tante sorprese belle dalla vita per me e soprattutto per i miei figli. Non mi sento giovane dentro. Mi sento solo in pace con me stessa.
Nonostante temperature ostili, una rosa per nulla intimorita è nata nel mio giardino, per un ultimo inchino. ……Hai quanto s’ assomiglia
Il tuo destino al mio,
ultimo fiore prima dell’ oblio!
Non odi le tue compagne in
coro sussurrare tra le foglie morte?
Perché fermi? Perché ristai?
Finito è il tuo tempo,
non sfidar la sorte!
Or più il sole col suo raggio d’ oro
accende allo scoccar del di
la pigra aurora!
Allora che attendi, dormi con loro!
Ma io conosco il tuo segreto e l’mio
Superba, i petali tuoi
ancor dischiudi, com’ io
al tempo ancora m’inchino
con un ultimo sussulto,
ingannandomi d’ ingannare
ancora un po’ l’ destino!
Angelo Palmieri