Ad Ipazia, di Maria Pellino
La poesia “Ad Ipazia” di Maria Pellino si presenta come un omaggio intenso e simbolico a una delle figure femminili più affascinanti della storia: Ipazia di Alessandria, filosofa, matematica e astronoma del V secolo. Nei versi della poetessa, Ipazia diventa immagine della libertà del pensiero e della ricerca della verità, una donna capace di sfidare i limiti del proprio tempo con la forza della conoscenza. Il testo poetico restituisce questa figura non solo come personaggio storico, ma come simbolo universale di coraggio intellettuale e dignità, ricordando quanto la cultura e la scienza possano rappresentare strumenti di emancipazione e di progresso umano.
“Tu fiore incolto,
essenza del pensiero,
sei pari ad un’eccelsa entità
che rende pura e leggiadra
ogni propria espressione.
Anima indagatrice,
il mistero a te si svela
da qualunque antro
obsoleto dell’universo
e si dona come materia
di conoscenza e studio.
Il dono delle tue idee, Ipazia,
rimarrà incastonato
nel moto eterno delle cose
come la forza della tua dedizione,
la libertà del tuo animo,
il coraggio del tuo sacrificio.
Quello che sgorga
dal pensiero è atto libero
che oltrepassa confini,
poteri e precetti ipocriti e discriminanti.
Le menti vanno aperte
al sapere che è illuminazione e mutamento.
L’ottusità e la prepotenza portano
ad un mondo occulto, istrionico dell’oscurità.
Colui che diviene cieco dinanzi alla verità,
rimane paladino di sopraffazione.
Ogni pensiero frutto di creatività ed intelligenza
ritenuto differente, perché superiore,
soccombera’ alle prepotenze di un ordine millantatore.
Solo pochi allievi della verità
ne riceveranno lo scintillio
e in sé custodiranno le intuizioni
del pensiero libero.”
*Ipazia, 370 ca- 415, Alessandria d’Egitto, fu una filosofa neoplatonica pagana, la prima donna matematica e scienziata della storia, astronoma. Le si attribuiscono l’invenzione dell’areometro e dell’astrolabio. Studiosa accorta, divenne un riferimento culturale importante dell’epoca. Ha scritto numerosi trattati di matematica e tavole astronomiche, come, ad esempio, i commenti a Le coniche di Apollonio di Pergamo. A causa del clima di persecuzione, prima, religiose e culturali, in seguito, divenne bersaglio concreto di tale oppressione, in quanto vivace rappresentante del ceto intellettuale e detentrice della conoscenza antica. In un agguato, venne svestita, fatta a pezzi e bruciata da un gruppo di cristiani. È divenuta l’icona della libertà di pensiero.
“Difendi il tuo diritto di pensare, perché anche pensare male è meglio che non pensare affatto”. Ipazia
Geo
Maria Pellino è una poetessa contemporanea italiana che collabora con Alessandria today, contribuendo alla diffusione della poesia e della riflessione culturale attraverso i suoi versi. Le sue opere si muovono spesso tra introspezione, memoria storica e attenzione ai valori civili, offrendo ai lettori uno sguardo poetico sul presente e sul passato. Attraverso pubblicazioni e collaborazioni culturali, la sua scrittura partecipa al dialogo letterario promosso dalla testata Alessandria today, che da anni sostiene la diffusione della poesia contemporanea e la valorizzazione degli autori emergenti nel panorama culturale italiano.
Autore: sconosciuto
Titolo: Ritratto di Ipazia di Alessandria (Hypatia)
Anno: XIX secolo
Fonte: Wikimedia Commons
Link immagine: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Hipatia67.jpg
Licenza: Pubblico dominio (Public Domain)