If di Rudyard Kipling. La poesia che insegna il valore del carattere e della dignità umana
Ci sono poesie che non raccontano soltanto un’emozione, ma diventano una vera e propria guida morale per affrontare la vita. È il caso di “If” di Rudyard Kipling, una delle poesie più celebri della letteratura inglese. Scritta alla fine dell’Ottocento, questa poesia continua a essere letta in tutto il mondo perché parla di equilibrio, responsabilità e maturità, invitando ogni lettore a coltivare la forza interiore necessaria per affrontare successi e difficoltà senza perdere la propria dignità.
Pier Carlo Lava
Rudyard Kipling, scrittore e poeta britannico nato nel 1865, immagina in questi versi di rivolgersi a un giovane – probabilmente il proprio figlio – e di offrirgli una serie di insegnamenti per diventare davvero adulto. Non si tratta di regole rigide, ma di un percorso umano fatto di pazienza, autocontrollo, coraggio e capacità di rialzarsi dopo le sconfitte. Il messaggio della poesia è chiaro: la vera grandezza non sta nel successo o nella ricchezza, ma nella capacità di restare fedeli ai propri valori anche quando il mondo sembra andare nella direzione opposta.
Pubblicata nel 1910 all’interno della raccolta Rewards and Fairies, “If” è diventata nel tempo una delle poesie più citate della letteratura inglese. I suoi versi sono stati riportati in libri, film, discorsi pubblici e persino incisi in luoghi simbolici come l’ingresso del campo centrale di Wimbledon. Il motivo di questa straordinaria fortuna è semplice: la poesia parla di qualità umane universali, come il coraggio, l’equilibrio e la responsabilità personale.
Testo della poesia in italiano
Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la perdono e danno la colpa a te,
se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano,
ma a tener conto anche dei loro dubbi;
se sai aspettare senza stancarti di aspettare,
o essere calunniato senza ricorrere alla menzogna,
o essere odiato senza cedere all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono o troppo saggio;
se sai sognare senza fare dei sogni il tuo padrone,
se sai pensare senza fare dei pensieri il tuo scopo,
se sai affrontare il Trionfo e la Disfatta
e trattare allo stesso modo questi due impostori;
se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi,
o vedere le cose per cui hai dato la vita distrutte
e chinarti a ricostruirle con strumenti logori;
se riesci a fare un solo mucchio di tutte le tue vittorie
e rischiarle in un unico lancio della sorte,
e perdere, e ricominciare da capo
senza mai dire una parola sulla perdita;
se riesci a costringere cuore, nervi e muscoli
a servirti anche quando sono stanchi
e resistere quando non resta nulla
se non la volontà che dice loro: resisti;
se sai parlare alle folle senza perdere la tua virtù
e camminare con i re senza perdere la semplicità,
se né i nemici né gli amici troppo affettuosi
possono ferirti davvero;
se tutti gli uomini contano per te
ma nessuno troppo,
se riesci a riempire ogni minuto che non perdona
con sessanta secondi di strada percorsa,
tua sarà la Terra e tutto ciò che contiene,
e – ciò che vale di più – sarai un uomo, figlio mio.
Il cuore della poesia sta proprio in questo finale: Kipling suggerisce che la maturità non dipende dal potere o dal successo, ma dalla capacità di restare padroni di se stessi. Chi riesce a mantenere equilibrio nei momenti difficili, a non perdere la speranza dopo le sconfitte e a non lasciarsi corrompere dall’orgoglio dopo le vittorie, ha conquistato qualcosa di più importante di qualunque successo materiale.
“Se” continua ancora oggi a essere una delle poesie più amate perché parla direttamente all’esperienza di ogni persona. In un mondo spesso dominato dalla fretta e dall’incertezza, questi versi ricordano che la vera forza dell’uomo nasce dal carattere, dalla pazienza e dalla capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.
Geo
Rudyard Kipling nacque a Bombay nel 1865, quando l’India faceva parte dell’Impero britannico. Scrittore, poeta e giornalista, fu una delle figure più importanti della letteratura inglese tra Ottocento e Novecento. Nel 1907 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, diventando il più giovane autore a ottenere questo riconoscimento. Oltre ai racconti del Libro della giungla, la poesia “If” resta una delle sue opere più conosciute e citate al mondo. Attraverso le recensioni e le riletture proposte da Alessandria today, questi grandi testi della letteratura internazionale continuano a essere riscoperti e condivisi con i lettori contemporanei.
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