Poeti,Enrico Testa,”Arcobaleno da camera”, analisi di Elvio Bombonato e commenti di Vincenza Cerbone e Cristina Saracano
ARCOBALENO DA CAMERA
Sulla parete di fronte al letto
s’incidono, riflesse nella persiana,
strisce verdi bianche
azzurrine grigie e nere
con qualche intermittente bagliore
di giallo mimosa.
Non sono nette nei loro confini:
sfumano l’una nell’altra
in una serie mutevole e porosa.
Mosche volanti solcano l’occhio
e l’acufene fa da contravveleno
al veleno della rigogliosa
tv della vicina.
Non ci vuol molto
– parendo un poco –
a salire,
sdraiati in una nuvola di codeina,
i primi gradini
di una misera beatitudine.
Anche questo infatti è un arcobaleno.
E senza cambiare di latitudine.
Un arcobaleno in chiaroscuro.
Non sul mare, ma sul muro.
ENRICO TESTA
Questa lirica fa parte della sua raccolta di poesie “L’erba di nessuno”, Einaudi Editore 2023. Due strofe, 23 versi. Rime: mimosa/porosa, vicina/codeina, chiaroscuro/muro. Ho contato: 6 endecasillabi, 4 doppi senari, 2 settenari, 1 novenario, 3 senari, 2 ottonari, 2 decasillabi, 1 quinario, 1 quaternario, 1 doppio settenario.
I versi di questa poesia, come è in uso nella poetica di Enrico Testa, si concentrano, spesso, su immagini della vita quotidiana che attivano i ricordi del passato e diventano un modo per “raccogliere”, pezzi, frammenti della vita e degli affetti del passato e, anche oggetti banali come una parete e una persiana diventano protagonisti di una lirica sublime e affascinante. Il poeta, malato, osserva, come se fosse uno schermo, la parete di fronte al letto, dove vengono proiettate, attraverso la persiana, complice la luce, delle strisce di colori: azzurrine, bianche, grige, nere, con “intermittenti” bagliori di giallo mimosa, non sono colori netti, ognuna “sfuma” nell’altra striscia formando un arcobaleno “sul muro di casa” e non in cielo, che aiuta a sopportare il volume alto della tv della vicina che è affetta da acufene., in attesa che la codeina faccia il suo effetto. Il poeta ricorda di essersi sentito in uno stato di benessere con l’arcobaleno in casa e non sul mare. Poesia stupenda che gioca tra luce, legata alla vita e ombra legata al ricordo, l’arcobaleno creato artificialmente in casa, diventa la meraviglia, la fragilità, l’incanto del quotidiano, la bellezza delle pareti di casa. Vincenza Cerbone
Visiva e unica, racchiude la capacità del poeta di trasformare la quotidianità degli oggetti di casa in una lirica molto intensa. Cristina Saracano