Momenti di poesia. È sera, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. È sera, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Mentre il cielo distende

un velo di mestizia

mi distacco da ogni certezza.

Nel gioco irreale

di questo sentire,

sull’altalena dell’amarezza,

bianche ciocche

di candide margherite

seguono con me

gli ultimi bagliori.

Presto il cielo s’adombrerà

di luce e suoni,

lieviteranno le prime ombre.

È sera.

Io sono qui

al limitare della siepe

in ogni ombra a cercare

il suono dei tuoi passi andati.

Stefania Pellegrini ©

Momenti di poesia. Verso sera, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Verso sera, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

A volte è bello

verso sera

avvolgersi del silenzio

che circonda

quando pian piano

la luce si trasforma.

Sembra salga

una melodia nascosta,

note di carezzevoli

corde di violini,

un’armonia

che apre misteriosa

la porta del cuore.

Di chi risvegliano il volto,

la voce, dove il respiro

alita l’ombra?

Guardi là

dove finisce l’onda

e lasci che i tuoi pensieri

avvolga.

Guardi là

e assapori la magia.

L’aria lenta s’accheta

mentre il cielo

fiorisce timidamente

una ad una

le stelle.

Stefania Pellegrini ©

Momenti di poesia. Memorie della sera di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Memorie della sera di Stefania Pellegrini

Parole nomadi blog

Non torneranno a fiorire le rose
per noi, le bruciò tutte
quell’inverno precoce
che tolse spazio all’illusione
e profumo alla vita.
E non torneranno le stagioni,
le primavere leggere
con le ali ai piedi, la carezza
amica di brezza tra i capelli.
Gli umori di macchia,
gli olezzi di ragia
i moti inquieti di mare e tu,
mano nella mano a guidare il passo.
Scorrono i nostri anni adesso
in questo filo d’ordito logoro
e sfilacciato che stringo sul cuore.
Troppe volte carezzato
troppe volte cercato
per riviverti nei moti dell’anima
per trovare le braccia
che accolsero, consolarono
le mie pene, la voce
che non potrò più contenere.
E torno a quel mare invano
respirandoti nell’odore
di salsedine del vento,
nella voce profonda delle acque
che nascondono il volto,
nelle stelle che accendono
le memorie della mia sera.

Stefania Pellegrini ©
(anno 2016)

Cara Luna

https://alessandriatoday.files.wordpress.com/2019/08/luna-1.jpg

 

https://alessandriatoday.files.wordpress.com/2019/08/luna1.jpg

 

Mia cara amica Luna

quante pene ho da confidarti questa sera!

Da quando è andato via

ha lasciato un vuoto incolmabile nel mio cuore

è uscito dalla mia vita per sempre

senza dire il perchè.

Soffro per lui!

I miei pensieri sono solo per lui.

Cara amica mia

in questa sera splendente

vieni in mio aiuto con un tuo consiglio.

Dimmi cosa devo fare

perchè da sola

senza lui

non so più stare.

Regalami un pò della tua fatale luce.

Illumina la mia vita

Illumina il mio cuore

Ti prego!

Scrivi adesso

lassù nel cielo

con le tue belle e luminose stelle

un piccolo

un misero grande consiglio.

Aiutami mia cara e dolce amica Luna

dimmi cosa devo fare

perchè senza di lui

non so più stare.

 

 

BATTICUORE, di Silvia De Angelis

farfalla 78

Si dilata

nella sera

la sbavatura d’un pensiero

emigrato sull’andatura mancata

d’un’orma remota d’amore.

La mente

divenuta

coinvolgente pifferaio

narra di sinfonie levigate

sul batticuore d’un sensuoso plagio

capace  sottrarre al silenzio

una lieve brezza di farfalla

sulla cui  porporina

impigliare dense allusioni

disperse sull’aria girovaga d’una costellazione

@Silvia De Angelis 2019

Momenti di poesia. Al calar della sera di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Al calar della sera di Stefania Pellegrini

Al calar della sera

Ho consumato strade
ho salito gradini, ho sceso scale.
Nelle tasche bucate
ho tra le mani
sassolini del mio vagare.
So di terra, so di mare e non tengo
ancore per ormeggiare.
Ora il vento
mi parla di strade in discesa
e il silenzio,
è un silenzio oscuro.
Nell’aria pungente
solo fruscii di eriche lontane,
fioche fragranze di lavande.
Il mare osserva muto
l’effimero gioco di luci
di un viaggio senza tempo e
la mente ogni pensiero affonda,
come l’onda scompare silenziosa.

Stefania Pellegrini ©
(Anno 2011)

Momenti di poesia. L’odore dei ricordi, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. L’odore dei ricordi, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi blog

L’odore dei ricordi

Si deposita su polvere e lame
di luce, manifesto,
desideroso di farsi ascoltare.
L’odore dei ricordi
aleggia tra la finestra e il comò,
con il passo silente della sera
e il marchio doloroso
delle assenze,
che sai non potrai colmare.
Eppure il caro passo scalda il cuore,
ne riconosci l’impronta,
l’urlo del tempo
che ha segnato il tuo andare,
la linfa che scorre
nelle tue vene
di particelle
che riempiono il vuoto
di certa appartenenza.
E la sera si fa dolce al richiamo
s’accoccola al passaggio
desiderosa.
Li chiami per nome con sottile voce
nel timore di vederli
fuggire via.
Uno ad uno li guardi
con gli occhi di quel tempo
congelato:
ombre!
E rifulgono
di arrendevole forma.

Stefania Pellegrini ©

Ogni diritto riservato all’autrice

Sera di pioggia, di Teresa Peluso Leo

Sera di pioggia

di Teresa Peluso Leo

Sera di pioggia

Aria di pioggia,
odore di vento,
che porta con sè
il mare
e spazza via i pensieri.
Nuvole grevi
corrono nel cielo,
ricoprendo l’azzurro
con un manto di grigio.
E il vento soffia,
rumoreggia feroce,
scuote gli alberi
e sbrandella le siepi.
Lontano si diffonde
l’eco del tuono a catena
e la luce dei lampi
illumina la scena.
Improvvisa la pioggia
bagna il suolo,
lava i ricordi
e mitiga il dolore.

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‘NA SIRA D’ISTA’ AD TONC ANI FA , di Gianni Regalzi

Na Sira

di Gianni Regalzi

Mec l’era bèl v. Volturno tònc ani fa, an cul siri d’istà , quònd che ‘l doni, dop avei mangià con tütt la famija e dop avei lavà i piatt, i piavu u scagnёt e as setavu ‘d fòra dai purtòn, l’ёn-na auzen a l’atra. 

U j’era Tuniёta la quaront’ani, Lavinia la butièra, Angelina la materasèra, Maria la purtiera d’la curt di Siur e la siura Amalia (ch’ l’arijva semper ). 

Chi ch’la fava la maja per l’inver co’l gügi lònghi, chi ch’la chiziva i scapen con l’òvv ad ligna e chi ch’la criticava la sò ausen-na ‘d cà, perchè ui stendiva semper i lansò dadnon a la sò porta.  Continua a leggere “‘NA SIRA D’ISTA’ AD TONC ANI FA , di Gianni Regalzi”