Amori impossibili in poesia. “Bella”, di Raffaello Baldini

Catherine-Spaak2
Torna ogni tanto, per sua madre,
sta poco, due tre giorni, non esce mai,
io poi sono sempre fuori.
L’ho incontrata per caso, in farmacia,
“Ma quant’è che non ci vediamo?”
mi è sembrata più piccola
“Hai i capelli corti”, che li aveva lunghi, sulle spalle
ha chiuso gli occhi: “Ti ricordi dei miei capelli?”

Vinicio ci aveva fatto una passione.
E lei niente. Con quegli occhi verdi e il maglione giallo.
Le aveva fatto la corte anche Lele Guarnieri,
e la domenica veniva da Cesena
a ballare un biondo con una Giulietta sprint.
Io, era troppo bella, non m’arrischiavo.
Dopo l’ho accompagnata fino a casa
ha aperto, ho detto: “Cosa avrei pagato allora
per non portare gli occhiali!”

ha riso: “Ci vediamo fra altri vent’anni”
poi dal portone accostato, prima di chiudere,
m’ha guardato: “Mi piacevi”
senza ridere, “quante notti t’ho sognato!”.

Raffaello Baldini, Bèla, da Furistir

 

Originale:

Bèla

La tòurna d’ogni tènt, par la su mà,
la sta poch, du tri dè, la n scapa mai,
mè pu a so sémpra fura.
A la ò incòuntra par chès, tla farmacéa,
“Mo quan’èll ch’a n s’avdémm?”,
la m’è pèrsa piò znina,
“T’è i cavéll chéurt”, ch’la i éva longh, sal spali,
la à céus i occ: “Ta t’arcord di me cavéll?”

Vinicio u i éva fat una pasiòun.
E li gnént. Sa chi occ véird e e’ maiòun zal.
U i era ènca andè dri Lele Guarnieri,
e la dmènga l’avnéva da Ceséina
a balè un biònd s’una Giulietta sprint.
Mè, la era tròpa bèla, a n m’arisghéva.

Dop a la ò cumpagnèda fina chèsa,
la à vért, ò détt: “Cs’èll ch’avrébb paghè ‘lòura
par no purtè i ucèl!”,
la à ridéu: “A s’avdémm fr’agli èlt vint’an”,
pu da e’ purtòun custèd, préima da céud,
la m’à guèrs: “Ta m piesévi”,
senza réid, “Quanti nòti a t’ò insugné!”.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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