Cefalonia. L’ultima speranza premiato in Ciociaria al Premio internazionale “18 maggio”
Il nuovo romanzo storico dello scrittore pratese Francesco Bianchi, “Cefalonia. L’ultima speranza” (Curcio 2024) è stato premiato dall’Associazione vittime delle Marocchinate che organizza il Premio letterario internazionale 18 maggio.
Nella cornice del Museo delle Terre di confine di Sonnino (Latina) si è svolta la premiazione che ha visto l’introduzione, oltre che dell’Amministrazione del comune, del Presidente dell’Associazione, Emiliano Ciotti. Il tema delle “marocchinate” avvenuto nella regione durante la Seconda guerra mondiale e ben sviluppato dal Presidente Ciotti ha generato molte riflessioni sui presenti che hanno ascoltato con molto interesse i fatti e le ricerche presentate.
Sono state premiate le sezioni Prima e Seconda guerra mondiale riguardanti narrativa edita, racconti e poesie. Francesco Bianchi con il suo romanzo “Cefalonia” ottiene il riconoscimento, consegnato dal Sindaco di Sonnino, Gianni Carroccia, dopo che lo scorso anno aveva ottenuto lo stesso riconoscimento, a Ceccano, per il suo primo libro “Il coraggio dei vinti”.

“Il percorso di Memoria è assolutamente un tema centrale al giorno di oggi”, commenta l’autore a margine della premiazione, “ed è importante farlo in ogni modo. Io ho trovato nella narrativa il modo di fare la mia parte di coinvolgimento sul tema; parlare oggi di deportazione, di eccidio di Cefalonia, di sbandamento del Regio esercito nel 1943 è un importante passaggio che può aprire mente e cuore del lettore. Se siamo stimolati ad approfondire il tema e soprattutto se lo sono i giovani, riusciamo ad avere risultati sorprendenti. Lo abbiamo recentemente visto con il Premio letterario artistico città di Prato che vedrà la premiazione il giorno 3 giugno alle ore 10:00 alla Sala della Casa delle Memorie di guerra per la pace. I giovani quando hanno uno stimolo di ricerca riescono a fare cose sorprendenti e la qualità degli elaborati è talmente alta che i giurati hanno fatto molta fatica a decidere la rosa dei vincitori. L’aspetto più importante del Premio è proprio l’aver invitato alla riflessione i giovani che invece non avrebbero fatto un percorso così profondo”.