“Nostalgia dei Monti e delle Acque: I Versi di Lucio Zaniboni Celebrano Lecco e il Suo Territorio”. Recensione di Alessandria today
Una riflessione poetica sui paesaggi di Lecco e la bellezza intramontabile delle sue montagne, dell’Adda e del lago, attraverso le emozioni di Lucio Zaniboni.
Lucio Zaniboni, con la sua poesia evocativa, ci trasporta in un viaggio tra i paesaggi incantevoli di Lecco e dei suoi dintorni. Le sue parole dipingono un affresco vivido delle montagne, dei laghi e dei fiumi che circondano questa splendida città, donandoci uno sguardo intimo e personale sui luoghi che ha tanto amato.
Zaniboni ci racconta di come, pur essendo nato in pianura, abbia sempre trovato rifugio e ispirazione nelle dolci declinazioni del paesaggio montano. Il Monte Barro, con la sua somiglianza in miniatura al Cervino, diventa un simbolo del suo legame con la natura, un luogo di meditazione e riflessione dove le ore passano rapide tra le alcove verdi e i prati dolcemente inclinati.
La sua poesia è pervasa da un senso di nostalgia e di rimpianto per gli amori che, come le stagioni, passano rapidamente. Le montagne a breve altezza, il sole che martella il paesaggio, i larici e i faggi che si tingono di verde smeraldo: tutto sembra riflettere l’anima inquieta del poeta, in bilico tra la realtà e il sogno. Ma è proprio in questo equilibrio fragile che Zaniboni trova il coraggio di continuare, di riprendere per mano i suoi ricordi e di accompagnarli nelle ombre della sera, con la speranza che l’amore, come la primavera, possa rinascere ogni giorno.
Nelle sue parole troviamo anche un omaggio al cambiamento delle stagioni. L’autunno, con i suoi boschi che arrossiscono, il castagno che trema e il vento che travolge le foglie, diventa una metafora della vita che passa, della necessità di scendere a valle e di abbandonare le vette, conservando nel cuore il sogno dei giorni felici.
Infine, Zaniboni ci porta a Pescarenico, tra i ricordi d’infanzia e la geometria dei ricordi che si mescolano alla storia. Qui, sulle rive dell’Adda, l’eco delle parole di Manzoni risuona ancora, unendo passato e presente in un arcobaleno di riflessi sull’acqua. Le memorie riaffiorano, forti e vivide, e ci ricordano che i monti, le acque e le parole del poeta continueranno a vivere nel cuore di chi li ha amati.
Biografia dell’Autore:
Lucio Zaniboni è un poeta contemporaneo profondamente legato alla sua terra d’origine, Lecco. Nato in pianura, ha sempre cercato ispirazione nei paesaggi montani e lacustri che circondano la sua città, trasmettendo attraverso i suoi versi un profondo amore per la natura e per i luoghi che hanno segnato la sua vita. Con uno stile evocativo e intimista, Zaniboni riesce a trasportare il lettore in un viaggio tra ricordi e riflessioni, catturando l’essenza del territorio lecchese e delle emozioni umane. Le sue poesie sono un inno alla bellezza del mondo naturale e alla complessità dell’animo umano.
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lucio zaniboni
Lecco
A voi, a voi racconto,
ho amato invero questo luogo,
l’Adda, il lago e il Resegone,
ma più di questo forse il monte Barro,
che in miniatura assomiglia al Cervino.
Nato in pianura, ho sempre scelto,
dove più dolce va declinando il.prato
e l’orizzonte punta oltre lo spazio.
Delle montagne ad altezza breve,
quando il sole martellava ogni dove,
in quelle alcove verdi di smeraldo,
sj consumavano rapide le ore.
Gli amori non duravano a lungo,
forse vivevano nel mondo delle idee
o forse io chiedevo troppo,
ma ogni volta subentrava un dopo,
il tormento realtà e sogni.
che rifletteva ombre sulle chiome,
dei verdi larici e del faggio…
Coraggio era riprenderli per mano
e accompagnarli nelle ombre della sera,
per ritrovarli all’alba e illudersi ancora,
che se il cuore ama, è sempre primavera.
Arrossisce il bosco,
pudore della resa ora lo vince.
Settembre, trema un poco il castagno,
dopo l’assalto perde dei ricci le difese.
Umori cedono le foglie
e se ne vanno a un vento che travolge.
Odor di stoppie, mosto che ribolle.
Poche les chances ai pascoli sui monti.
Tra breve si dovrà tornare a valle,
scordare il bosco in fiore, l’estate ardente,
il blu della genziana in mezzo al verde,
il risuonare dei campanacci,
sulle pendici erte del Cimone.
Rimane in cuore il sogno dei bei giorni.
Nasce al sole, qualche telo,
un vecchio remo, odor di pesce.
Geometria di ricordi, a Pescarenico.
La piazzetta al fiume,
da cui nell’inventiva del Manzoni
dissero addio alla terra natia Renzo e Lucia
Le barche alla corrente, in dondolio.
Sull’Adda riflessi d’arcobaleno
‘Addio monti sorgenti dall’acque…’
Tornano le memorie.
lucio zaniboni