Con il Cuore Ben Piantato nel Passato: Il Mondo Contadino e le Sue Donne. Uno sguardo nostalgico e appassionato sulla vita contadina attraverso il teatro, con la riduzione di “L’anello forte” di Nuto Revelli portata in scena nel Monferrato e nelle Langhe

Con il Cuore Ben Piantato nel Passato: Il Mondo Contadino e le Sue Donne. Uno sguardo nostalgico e appassionato sulla vita contadina attraverso il teatro, con la riduzione di “L’anello forte” di Nuto Revelli portata in scena nel Monferrato e nelle Langhe

Dalla pagina facebook di: Pier Carlo Guglielmero

C’è un mondo che appartiene a tutti noi, un mondo radicato nelle nostre origini e che continua a influenzare la nostra cultura e la nostra identità: è il mondo contadino. Questo mondo, immortalato da scrittori come Cesare Pavese nelle sue storie ambientate nelle Langhe, è un universo in cui “buoi e persone son tutta una razza”, un luogo dove la vita si intrecciava con la terra, e dove le donne erano l’anello forte di una catena fatta di sacrificio, resilienza e tradizione.

Il mondo contadino, specialmente nel Piemonte rurale, è un luogo di stalle e colline, di nebbia che avvolge la Valle del Belbo e di storie sussurrate nelle notti lunghe e solitarie. È un mondo che Nuto Revelli ha descritto con profonda sensibilità nel suo libro “L’anello forte”, pubblicato da Einaudi nel 1985. In questo libro, Revelli dà voce alle donne del dopoguerra, quelle donne che erano la colonna portante della famiglia e della comunità, custodi di un sapere antico e di una saggezza tramandata di generazione in generazione.

Nel 2005, Mariangela Santi di Canelli ha dato nuova vita a queste storie, trasformandole in una riduzione teatrale che ha saputo catturare l’essenza di quelle vite semplici e straordinarie. Oggi, Paola Sperati e Silvia Perosino, con la regia della stessa Silvia, ripropongono questo spettacolo in una tournée che sta toccando vari angoli del Monferrato astigiano e delle Langhe, portando con sé un’ondata di emozioni antiche, ma sempre attuali.

Ho avuto il privilegio di vedere questo spettacolo più volte, e ogni volta ne sono rimasto profondamente toccato. È uno spettacolo che risveglia ricordi, che fa riaffiorare un senso di appartenenza e che riesce a commuovere con la sua semplicità e verità. Sabato 28 settembre, alle ore 21:00, lo spettacolo sarà rappresentato a Solero, presso l’Auditorium degli Angeli, un teatro intimo e accogliente, messo a disposizione da don Mario e proposto come dono d’autunno dal Comune di Solero ai suoi cittadini.

Un invito speciale:
Invito tutti, non solo i cittadini di Solero, a fare una passeggiata fino all’Auditorium degli Angeli per gustare una serata di teatro limpido e commovente, dedicato con genuinità a quel mondo che appartiene a tutti noi, e dove il nostro cuore è piantato con forza: il mondo contadino.

Le Donne e la Terra: Un Legame Indissolubile

Il mondo contadino è sempre stato caratterizzato da una forte connessione tra le persone e la terra. Le donne, in particolare, hanno svolto un ruolo fondamentale in questo contesto, gestendo le faccende domestiche, lavorando nei campi e mantenendo viva la cultura contadina attraverso le loro storie e tradizioni. “L’anello forte” di Nuto Revelli non è solo un tributo a queste donne, ma è anche una testimonianza del loro contributo essenziale alla vita rurale e alla conservazione delle tradizioni.

Il Teatro come Strumento di Memoria

La rappresentazione teatrale basata su “L’anello forte” non è solo un evento culturale, ma anche un’occasione per riflettere sulle nostre radici e per comprendere quanto sia importante mantenere viva la memoria del passato. Il teatro, con la sua capacità di emozionare e coinvolgere, si rivela uno strumento potente per tramandare storie che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate.

Conclusioni

Partecipare a questo spettacolo significa immergersi in un tempo passato, rivivere le emozioni di un mondo che, seppur lontano, è ancora vivo nel cuore di molti di noi. È un’opportunità per onorare le donne contadine, per riconoscere il loro ruolo cruciale nella nostra storia e per apprezzare la bellezza e la profondità di una vita legata alla terra.

Non mancate all’appuntamento di sabato 28 settembre a Solero. Vi aspetta una serata di teatro autentico, un tributo alla forza e alla bellezza del mondo contadino, che continua a vivere nelle storie e nei ricordi che custodiamo.

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CON IL CUORE BEN PIANTATO NEL PASSATO: IL MONDO CONTADINO E LE SUE DONNE.

C’è un mondo che a tutti noi appartiene. Ed è il mondo contadino. Quel mondo dove, come cantava Cesare Pavese “buoi e persone son tutta una razza”. Allora era così…si vivesse nella nebbiosa Valle del Belbo nella zona di Oviglio, oppure su verso le Langhe di Santo Stefano, dove appunto Pavese ambientava le sue storie contadine.

In quel mondo, c’erano le stalle e le colline, lontane o vicine che fossero, e c’erano le donne che nelle stalle si riunivano, e che nelle stalle si raccontavano, nelle lunghe sere e notti della campagna o delle colline. Erano l’anello forte della catena di quel mondo, le donne, così come le descrive Nuto Revelli, che raccontò, appunto, nel suo bellissimo libro “L’anello forte” la campagna piemontese del dopoguerra attraverso la voce delle donne. Einaudi pubblicò il libro nel 1985, ma le sue pagine sono tutt’ora coinvolgenti e bellissime.

Poi nel 2005 ci ha pensato Mariangela Santi, di Canelli, a fare di quelle storie una riduzione teatrale, che le due splendide attrici Paola Sperati e Silvia Perosino hanno ripreso, con parecchie modifiche e con la Regia della stessa Silvia, e lo stanno portando in una gioiosa e coinvolgente tournée fra Monferrato astigiano e Langa.

Io ho visto diverse volte, ormai, questo spettacolo, così pieno di antiche quanto profonde emozioni, e sabato 28 alle 21 sarà rappresentato a Solero, presso quel teatro intimo e accogliente che è l’Auditorium degli Angeli, messo a disposizione da don Mario e proposto come dono d’autunno dal Comune di Solero ai sui cittadini. Invito tutti, non solo di Solero, a fare una passeggiata sino li per gustare una sera di limpido e commovente teatro dedicato con genuinità a quel mondo che a tutti noi appartiene, e dove è piantato con forza il nostro cuore: il mondo contadino.

Pier Carlo Guglielmero

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