“Arcobaleno” di Corrado Govoni. Recensione di Alessandria today
italianewsmedia.com. Corrado Govoni
E’ cessato or ora il temporale
e il prato odora di menta glaciale.
E’ un immenso fruscio di pioggia
che sgocciola lenta lenta
lungo i tremuli fili d’erba,
dalle ciglia rosee dei fiori.
Laggiù il cielo sereno
è il grande innaffiatoio di smalto azzurro
col manico variopinto dell’arcobaleno
Tematica: La poesia cattura l’istante immediatamente successivo a un temporale, celebrando la rinascita della natura e l’apparizione dell’arcobaleno come simbolo di speranza e rinnovamento.
Analisi del Testo:
- Struttura: La poesia è composta da un’unica strofa di otto versi liberi, senza uno schema metrico o rimico fisso, riflettendo la spontaneità e la fluidità della scena naturale descritta.
- Linguaggio e Stile: Govoni utilizza un linguaggio semplice ma evocativo, ricco di immagini sensoriali. L’uso di metafore come “il prato odora di menta glaciale” e “il grande innaffiatoio di smalto azzurro” per descrivere il cielo sereno conferisce vividezza alla scena. L’anafora di “E'” nei primi due versi crea un ritmo dolce e cadenzato, mentre l’allitterazione della lettera “l” in “lenta lenta” e “lungo i tremuli fili” aggiunge musicalità al testo.
- Figure Retoriche:
- Metafora: Il cielo sereno è paragonato a un “innaffiatoio di smalto azzurro”, suggerendo l’idea di una natura che si rigenera dopo la pioggia.
- Sinestesia: “Il prato odora di menta glaciale” combina sensazioni olfattive e tattili, evocando una freschezza pungente.
- Personificazione: “Le ciglia rosee dei fiori” attribuisce caratteristiche umane ai fiori, accentuando la delicatezza della scena.
Interpretazione:
“Arcobaleno” celebra la bellezza effimera e la serenità che seguono un temporale. L’arcobaleno, descritto come il “manico variopinto” di un innaffiatoio celeste, simboleggia il legame tra cielo e terra, tra il divino e il mondano. La poesia riflette una visione ottimistica della natura, dove ogni tempesta lascia spazio a una rinnovata armonia e bellezza.
Contesto Letterario:
Corrado Govoni (1884-1965) è stato un poeta italiano associato al movimento crepuscolare, caratterizzato da una poesia intimista e quotidiana. Le sue opere spesso esplorano la bellezza nascosta nelle piccole cose e nei momenti fugaci, come evidente in “Arcobaleno”. La sua capacità di combinare immagini semplici con profonde emozioni lo rende una figura distintiva nella letteratura italiana del XX secolo.
Conclusione:
“Arcobaleno” è una poesia che, attraverso immagini vivide e un linguaggio evocativo, cattura la magia di un momento di transizione nella natura. Govoni invita il lettore a contemplare la bellezza che emerge dopo la tempesta, suggerendo una riflessione sulla resilienza e la capacità di rinnovamento insite nella natura e, per estensione, nell’animo umano.
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