“Io sono verticale” di Sylvia Plath: il desiderio di appartenenza tra vita e morte. Recensione di Alessandria today
Una poesia sull’esistenza e sull’estraneità al mondo.
Sylvia Plath, una delle voci più intense e tormentate della poesia del Novecento, ha lasciato un’eredità letteraria intrisa di introspezione e profondità emotiva. “Io sono verticale” (“I Am Vertical”), scritta nel 1961 e pubblicata postuma nel 1965 nella raccolta Ariel, è una delle sue poesie più significative, in cui esplora il tema dell’alienazione esistenziale e del rapporto tra la vita e la morte.
Biografia dell’autrice.
Sylvia Plath nacque il 27 ottobre 1932 a Boston e fin da giovanissima mostrò un talento straordinario per la scrittura. La sua vita fu segnata da una profonda inquietudine interiore e da una lotta costante con la depressione, temi che si riflettono nella sua produzione poetica. Nel 1963, all’età di soli 30 anni, si tolse la vita, lasciando dietro di sé un corpus di opere che ancora oggi affascinano e commuovono i lettori di tutto il mondo.
Analisi dettagliata.
“Io sono verticale” è una poesia che si sviluppa come un confronto tra l’essere umano e la natura. Plath esprime un senso di estraneità e distacco, sentendosi diversa dagli alberi e dai fiori, elementi naturali che appaiono più longevi, più armoniosi, più degni di ammirazione rispetto a lei.
La poetessa si descrive come un essere verticale, in opposizione alla posizione orizzontale che assumerà nella morte, suggerendo che solo allora potrà finalmente fondersi con la natura e trovare il suo posto nel mondo. Il tema della morte come liberazione è ricorrente nella sua poetica, ma qui assume un tono più malinconico che disperato: è un desiderio di appartenenza, di connessione con l’universo.
L’ultima strofa è particolarmente significativa:
“Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.”
L’immagine della morte non è vista come una fine, ma come un momento di integrazione totale con la natura, un modo per essere finalmente accolta in quel mondo da cui si sente esclusa in vita.
Temi principali.
Alienazione e solitudine: Plath sente di non appartenere al mondo vivente e di non ricevere la stessa attenzione riservata alla natura.
Morte come riconciliazione: La posizione “orizzontale” diventa un simbolo di fusione con la natura, un superamento del distacco esistenziale.
Desiderio di appartenenza: L’idea di poter finalmente essere “vista” e “considerata” dopo la morte rappresenta la ricerca di un senso e di un’identità.
Contrasto tra effimero ed eterno: Gli alberi e i fiori hanno una loro cadenza naturale e una bellezza riconosciuta, mentre la poetessa si sente esclusa da questo ciclo.
Stile poetico.
La poesia è caratterizzata da uno stile semplice ma incisivo, con immagini potenti e simboliche. Plath utilizza una metrica fluida, senza rigidità formali, e si affida a un linguaggio evocativo e profondamente emotivo. Il tono è contemplativo e malinconico, con un crescendo che porta alla rivelazione finale: la morte non come tragedia, ma come unione con il tutto.
Perché leggere questa poesia.
“Io sono verticale” è una delle poesie più toccanti di Sylvia Plath, capace di comunicare con forza il senso di smarrimento interiore e il desiderio di trovare un posto nel mondo. La sua capacità di tradurre il dolore in parole di straordinaria bellezza rende questo componimento universale e senza tempo, un’opera che invita alla riflessione e alla connessione profonda con le proprie emozioni.
=====================
Un ringraziamento speciale ai lettori di Alessandria today. Dal 2018, Alessandria today è un punto di riferimento con oltre 130.000 articoli su Cultura, Interviste, Poesie, Cronaca e molto altro. Grazie a voi, il nostro impegno continua a crescere e a raccontare storie che arricchiscono la nostra comunità. Visitateci su https://alessandria.today/ e italianewsmedia.com per essere parte della nostra avventura. Grazie di cuore per il vostro supporto!
=======================
A soli 33 anni l’11febbraio 1963., muore la poetessa Sylvia Plath. 🌷
Io sono verticale (1961) 🌷❣️
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo piu’ perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me piu’ naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio, e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.❣️
Leggi anche la biografia completa di Sylvia Plath:
Un pensiero su ““Io sono verticale” di Sylvia Plath: il desiderio di appartenenza tra vita e morte. Recensione di Alessandria today”