“Il ramo rubato” falsamente attribuito a Pablo Neruda. Recensione di Alessandria today
Autore: Pablo Neruda (falsamenteattribuito)
Raccolta: I versi del Capitano (1952)
Genere: Poesia lirica, amore e natura
Valutazione: ★★★★★
“Il ramo rubato” è un componimento profondamente evocativo che celebra l’amore, la bellezza della natura e il desiderio di possedere un frammento di primavera rubandolo alla notte. Tuttavia, non esiste alcuna conferma ufficiale che questa poesia sia autenticamente di Pablo Neruda. Non si trova, infatti, in I versi del Capitano, raccolta pubblicata nel 1952 e dedicata all’amore e alla passione. Questo testo sembra essere un falso attribuito a Neruda, poiché lo stile e il lessico, pur richiamandolo, non combaciano perfettamente con la sua poetica.
Verifica dell’autenticità
Diversi studiosi e appassionati di Neruda hanno smentito che “Il ramo rubato” faccia parte della sua produzione ufficiale. L’attribuzione errata potrebbe derivare dalla somiglianza con altre poesie in cui il poeta cileno descrive la natura con immagini sensoriali intense, legate all’amore e al desiderio. Tuttavia, nessun documento originale di Neruda include questo testo.
Analisi del testo
Il componimento è carico di immagini oniriche e sensuali, un classico tratto della poesia amorosa di Neruda. La descrizione della notte, della furtività dell’amore, del profumo dei fiori e del desiderio di possedere la primavera rievoca l’idea di un amore passionale, segreto e avvolgente.
Il ritmo è fluido, delicato e incalzante: l’uso della prima persona plurale (“noi”) suggerisce un’intimità profonda tra i due protagonisti, che insieme compiono un gesto audace ma poetico, quello di “rubare un ramo fiorito”. Il melo che si trasforma in una cascata di stelle odorose è una delle immagini più potenti del testo, in cui la natura si fa simbolo di un risveglio sensuale e primaverile.
La primavera e l’amore segreto.
Il vero cuore della poesia è il senso di trasformazione: dalla notte nasce la luce, dal buio l’amore fiorisce come la primavera. Il profumo del fiore rubato entra nella casa e diventa presenza viva e simbolo dell’unione tra i due amanti, proprio come il ricordo dell’amore vissuto in segreto continua a esistere anche nel quotidiano.
Motivi per leggere questa poesia
Anche se Il ramo rubato non sembra appartenere a Pablo Neruda, il testo rimane una lirica affascinante e ricca di suggestioni. Chi ama la poesia romantica e il simbolismo legato alla natura può comunque trovarvi un’intensa bellezza. Se invece si desidera leggere il vero Neruda, è consigliabile esplorare raccolte autentiche come “I versi del Capitano”, “Venti poesie d’amore e una canzone disperata” o “Cento sonetti d’amore”, in cui l’autore esprime con maestria il suo sentimento amoroso in modo unico e inconfondibile.
Conclusione: un falso poetico affascinante
“Il ramo rubato” è un esempio di poesia erroneamente attribuita a un grande autore. Anche se il testo si allinea in parte alla poetica di Neruda, non appartiene alla sua produzione autentica. Ciò dimostra quanto l’opera di un poeta possa ispirare testi apocrifi che circolano come suoi, mantenendo vivo il fascino della sua voce poetica.
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RAMO RUBATO
Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino
altrui,
due ombre nell’ombra.
Ancora non se n’è andato
l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente,
nella nostra casa,
nella notte e nell’ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.
“I versi del Capitano”,
Falsamente attribuito a Pablo Neruda