ANTONIO LIGABUE, IL RUGGITO DELL’ANIMA. Dal 26 dicembre 2025 al 10 maggio 2026 a Pisa.
In occasione del sessantesimo anniversario della morte dell’artista Antonio Ligabue martedì 27 maggio presso la Sala Baleari del Palazzo Gambacorti di Pisa si è tenuta la conferenza di presentazione della vita e dell’opera del grande artista. In tale occasione è stata ufficializzata l’apertura della mostra celebrativa del genio di Ligabue. L’esposizione si terrà presso gli Arsenali Repubblicani di Pisa dal 26 dicembre 2025. La conferenza, oltre alla comunicazione ufficiale della mostra, ha offerto al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire la potenza espressiva e il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. La narrazione racconterà la parabola umana e creativa di Ligabue, mettendone in luce la straordinaria vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo. L’evento è promosso dalla Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, in collaborazione con Beside Arts e ARTIKA. Protagonista della giornata è stato il curatore della mostra Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione e profondo conoscitore dell’opera del maestro. All’evento sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa Filippo Bedini e Daniel Buso di ARTIKA. “Due importanti occasioni, per raccontare e mostrare il genio di Ligabue, si presentano a Pisa” – afferma Mario Alessandro Fiori – “una conferenza e una mostra tramite le quali sarà possibile raccontare la forza di quest’artista, la sua urgenza espressiva e la sua appartenenza, spesso non riconosciuta a sufficienza, a uno dei movimenti fondamentali dell’arte europea del Novecento: l’Espressionismo. Ligabue è stato, a pieno titolo, il nostro espressionista. Le sue opere, con quei volti distorti dal dolore, gli animali feroci carichi di tensione vitale, le nature selvagge e visionarie, parlano la stessa lingua di Edvard Munch, di Egon Schiele, di Oskar Kokoschka. Come Van Gogh, anche Ligabue dipingeva con la forza del sentimento, scavando dentro la materia pittorica per restituire emozioni viscerali. In un’epoca in cui l’Espressionismo attraversava l’Europa come linguaggio dell’inquietudine e della verità interiore, Ligabue – pur isolato e distante dai grandi centri culturali – ne ha saputo interpretare lo spirito con autenticità, facendo emergere, dalla sua condizione di emarginazione, una voce potente, sincera, e inconfondibilmente moderna.”