“Buon anno” come una carezza. Vivian Lamarque e l’augurio che viene dall’infanzia

“Buon anno” come una carezza. Vivian Lamarque e l’augurio che viene dall’infanzia

C’è un modo di augurare il nuovo anno che non passa attraverso proclami o frasi fatte, ma attraverso una voce lieve, quasi infantile, capace di parlare al cuore con semplicità disarmante. È la cifra poetica di Vivian Lamarque, una delle autrici più riconoscibili e amate della poesia italiana contemporanea.

Pier Carlo Lava

Nel suo immaginario, il Capodanno non è mai rumore o festa sfrenata, ma attesa gentile, desiderio di armonia, bisogno di un mondo un po’ più buono. Anche quando scrive versi di augurio, Lamarque non promette miracoli: chiede piuttosto che le cose essenziali trovino il loro posto naturale, che il tempo sia meno ostile, che la vita non faccia troppo male.

La sua poesia dedicata al nuovo anno, molto condivisa in questi giorni, si muove proprio in questa direzione. Un elenco di desideri impossibili eppure necessari, pronunciati con la voce di chi non ha smesso di guardare il mondo con stupore. I mesi si confondono, le stagioni si addolciscono, la realtà viene piegata con delicatezza a un sogno di equilibrio e serenità.

Al centro della scrittura di Vivian Lamarque c’è sempre l’infanzia, non come età anagrafica ma come postura dell’anima. I suoi versi chiedono poco e chiedono tutto: un tempo più umano, relazioni più sincere, una felicità non urlata ma riconoscibile. Anche l’ultima invocazione, che rinuncia a ogni eccesso, è profondamente poetica: se il mondo non può essere cambiato, almeno sia conservata la capacità di sorridere.

È questo che rende la poesia di Lamarque così condivisa e trasversale. Non parla a una cerchia ristretta di lettori, ma a chiunque senta il bisogno di un augurio che non sia retorico, di una parola che accompagni invece di imporsi. In un tempo che accelera continuamente, la sua scrittura invita a rallentare, ad ascoltare, a riconoscere la bellezza delle piccole cose.

Rileggere oggi un testo di augurio firmato da Vivian Lamarque significa scegliere un Capodanno diverso, più silenzioso e più vero, dove il futuro non è un traguardo da conquistare ma uno spazio da abitare con gentilezza.


Nota editoriale

Il testo poetico citato è di Vivian Lamarque, autrice vivente.
Per rispetto del diritto d’autore, non viene riportato integralmente, ma evocato e commentato a fini critici e culturali.


Geo

Vivian Lamarque, nata a Tesero nel 1946 e da sempre legata a Milano, è una delle voci più riconoscibili della poesia italiana contemporanea. La sua scrittura, apparentemente semplice, affonda le radici in una profonda riflessione sull’infanzia, sull’identità e sul bisogno di tenerezza nel mondo adulto. Alessandria today, come testata attenta alla cultura e alla poesia d’autore, promuove una divulgazione rispettosa e consapevole dei testi contemporanei, valorizzando la critica e la riflessione senza violare i diritti degli autori.

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