L’Italia viaggia con le auto più vecchie d’Europa e l’elettrico resta sotto il 4%: il ritardo che pesa su economia, ambiente e sicurezza
C’è un dato che fotografa meglio di molti altri una fragilità strutturale del Paese: l’Italia ha oggi il parco auto più vecchio d’Europa e la transizione verso la mobilità elettrica procede con estrema lentezza. A certificarlo è un’analisi rilanciata da Il Sole 24 Ore sulla base dei dati Acea, che mette in luce un doppio ritardo, tecnologico e sociale, destinato ad avere effetti di lungo periodo.
L’età media delle automobili in circolazione nel nostro Paese supera i 12 anni, con milioni di veicoli Euro 3 ed Euro 4 ancora sulle strade. Un primato negativo che colloca l’Italia davanti a tutti i principali partner europei e che segnala una difficoltà cronica nel rinnovare il parco circolante. Non si tratta solo di un tema ambientale: auto più vecchie significano anche minore sicurezza, maggiori consumi e costi indiretti più alti per famiglie e sistema sanitario.
Il dato forse più emblematico riguarda però la mobilità elettrica. Le auto a batteria, pur in crescita nelle nuove immatricolazioni, non raggiungono il 4% del totale dei veicoli in circolazione. Un valore nettamente inferiore alla media europea e lontanissimo da Paesi come Germania, Francia o Paesi nordici, dove la transizione procede a ritmi decisamente più sostenuti. In Italia l’elettrico resta, di fatto, un fenomeno marginale.
Alla base di questo ritardo ci sono fattori ben noti ma mai risolti. Il costo d’acquisto delle auto elettriche rimane elevato rispetto al reddito medio, soprattutto in assenza di incentivi stabili e prevedibili. Le politiche di sostegno, negli ultimi anni, sono state spesso discontinue, creando incertezza sia per i consumatori sia per le case automobilistiche. A questo si aggiunge una rete di ricarica ancora disomogenea, con forti squilibri territoriali tra Nord e Sud e una presenza limitata nelle aree interne.
Ma c’è anche un elemento culturale e sociale: la lunga durata dell’auto come bene familiare. In Italia l’automobile viene spesso sfruttata fino all’ultimo, ben oltre la media europea, come risposta a un potere d’acquisto in calo e a un contesto economico che rende più difficile affrontare una spesa importante. Il risultato è un circolo vizioso: meno rottamazioni, meno auto nuove, meno tecnologie avanzate sulle strade.
Il confronto europeo è impietoso. Mentre in molti Paesi l’elettrico cresce grazie a incentivi strutturali, fiscalità favorevole e infrastrutture capillari, l’Italia continua a muoversi a passo lento. Il rischio è duplice: da un lato restare indietro rispetto agli obiettivi climatici dell’Unione Europea, dall’altro penalizzare un intero comparto industriale, dall’automotive ai servizi collegati, proprio mentre la transizione potrebbe diventare un volano di sviluppo.
L’analisi del Sole 24 Ore mette così in evidenza una questione che va oltre l’auto in sé. Il parco circolante italiano è lo specchio di un Paese che fatica a investire sul futuro, stretto tra redditi stagnanti, politiche frammentate e una trasformazione tecnologica che avanza più velocemente della capacità di adattamento del sistema. Senza una strategia chiara e di lungo periodo, il rischio è che il divario con il resto d’Europa continui ad allargarsi, con conseguenze economiche, ambientali e sociali sempre più difficili da colmare.
Geo
L’Italia si conferma il Paese europeo con il parco auto più anziano, un dato che emerge con forza dalle analisi basate sui report di Acea e rilanciate da Il Sole 24 Ore. La situazione riguarda l’intero territorio nazionale, con differenze marcate tra Nord e Sud, dove redditi medi, infrastrutture di ricarica e politiche locali incidono in modo decisivo sulla capacità di rinnovare il parco circolante. In Piemonte e nell’area di Alessandria, come in molte altre province italiane, l’elevata età media delle auto e la bassa diffusione dell’elettrico riflettono un problema strutturale che intreccia economia, mobilità e transizione ecologica. Un contesto che chiama in causa non solo le scelte dei singoli cittadini, ma anche le strategie nazionali e regionali per accompagnare il cambiamento verso un sistema di trasporti più moderno e sostenibile.
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Link utili (in calce)
– Articolo di riferimento su Il Sole 24 Ore (ripreso da Acea): https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/sole24/economiasole24/il-sole-24-ore-economia-litalia-ha-il-parco-auto-piu-vecchio-deuropa-e-le-elettriche-non-raggiungono-il-4/
– Dati Acea sul parco auto europeo: https://www.acea.auto
– Approfondimento sulla mobilità elettrica in Italia: https://www.ilsole24ore.com