“Non è vero, ma ci credo”: Viaggio nel cuore della scaramanzia napoletana di Giuseppina De Biase.

“Non è vero, ma ci credo”: Viaggio nel cuore della scaramanzia napoletana di Giuseppina De Biase.

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A Napoli la scaramanzia non è una semplice superstizione ma un modo di vivere, un modo per esorcizzare la paura e vivere con ironia.
Le origini sono  legate   a riti pagani e alla necessità di esorcizzare eventi avversi, un’usanza che si intensificò nel 700.
Napoli e’ una città  che affascina, fede religiosa e superstizione convivono senza conflitti. Un napoletano può, tranquillamente, baciare l’immagine di un santo e subito dopo toccare ferro, un corno rosso o toccarsi in qualche parte del corpo 😀
Come evitare la sfortuna a Napoli?
Ecco le  mosse che usiamo a Napoli e vi assicuro!!! Funzionano!🤟😀

Attenzione al sale versato: Se cade il sale a tavola, prendetene un pizzico e lanciatelo per tre volte dietro la spalla sinistra per accecare il malocchio.

All’olio e al vino: Se cade dell’olio o del vino si attira sfortuna economica. Per rimediare, bagnare le dita con l’olio o il vino versato e passarle dietro le orecchie come se fosse profumo.

Al rito del “Tocca ferro”: Se si sente pronunciare una parola infausta o si vede un carro funebre vuoto, toccare immediatamente un oggetto di ferro o, per gli uomini, praticare il “tocco dei gioielli di famiglia”.😀

All’incrocio con il gatto nero: Se un gatto nero attraversa la strada, fermatevi. Aspettate che passi un’altra persona o un’auto, oppure cambiare direzione. La sfortuna colpisce solo chi taglia la strada per primo.

A non passare sotto la scala: Passare sotto una scala aperta porta sfortuna.. Se si è costretti a farlo, incrociare le dita fin quando non si è passati.

Attenzione al numero 17 e se il 17 cade anche di venerdì la prudenza non è mai troppa. Evitare di iniziare nuovi progetti o viaggi importanti in questa data in quanto la Smorfia napoletana associa il 17 alla disgrazia.

Allo specchio rotto: Sette anni di guai. Per scongiurarli, raccogliere i pezzi e immergerli in acqua per “lavare” la sfortuna.

Al “Sciò Sciò”: Se sospettiamo che qualcuno ci stia invidiando (il cosiddetto “occhio secco”), recitiamo mentalmente la formula “Scio’  Scio’ ciuciuvettola”😀

Il corno (o’ curniciello) a Napoli è l’oggetto che noi napoletani o addosso o a casa abbiamo sempre per scacciare il malocchio. Deve essere regalato e deve essere sempre rosso, fatto a mano e rigido per essere efficace.

La scaramanzia a Napoli è un linguaggio quotidiano usato per affrontare la vita con leggerezza. Non è necessariamente una fede cieca, ma un modo per non prendersi troppo sul serio e mantenere viva una tradizione che definisce l’appartenenza alla città.
“Non è vero, ma ci credo”: Il motto riassume perfettamente la nostra cultura.

GIUSEPPINA DE BIASE

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