Racconti – Moderno Emigrante [VIDEO]

Dedicato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro.

(Palermo, gennaio 2004)

Il tardo pomeriggio a Palermo, seppur invernale, era tiepido. Una delle tante giornate che al suo volgere regalava, giochi di colori e di sfumature tali da rasserenare l’animo. Il sole ormai era dietro le montagne. Alla stazione dei treni era un viavai di persone, chi era pronto a partire, chi invece era sopraggiunto per salutare amici e parenti in procinto di lasciare l’isola.

Il convoglio pronto sul binario, cominciava a riempirsi, gli scompartimenti del treno cominciavano a brulicare di vita. Luigi era da solo, come sempre puntuale aveva già sistemato le valigie e viveva in silenzio l’attesa, prima della partenza. Aveva appena trascorso le feste natalizie in casa sua insieme alla moglie, al figlio, ai suoi genitori e ai suoi fratelli

L’attesa era carica di nostalgiche sensazioni, di solitudine che gli facevano compagnia e delle quali era pervaso. Luigi non piangeva, non poteva permettersi di mostrare la sua debolezza e giocava con se stesso a fare il duro. I soliti ritardatari, invece, con il sorriso tirato cercavano il loro posto riservato, tra sbuffi di fatica e valigie tirate a forza. Il capostazione con il suo tipico berretto e la paletta fischiò, confermando il via libera al convoglio ormai pronto per la sua corsa verso il continente!

I macchinisti diedero dunque corrente ai motori ed il treno uscì sferragliante, ma deciso nella sua possente forza, dalla stazione di Palermo, attraversando la ragnatela di binari. Si sentiva nell’aria come un ruggito: il profondo dolore di Luigi si fondeva con con il rumore emesso dal locomotore.

Luigi si accese una sigaretta. Era seduto sul suo sedile lato finestrino, perché amava vedere lo scorrere del paesaggio, che cambiava velocemente come fosse fotogrammi di un film. Sperava di rimanere solo nello scompartimento che aveva scelto, sentiva come se i suoi pensieri, un misto di fallimento e frustrazione, potessero essere letti dagli altri viaggiatori. E lui non voleva.

Palermo era alle spalle ormai e pensò che mancavano molti chilometri per arrivare alla sua meta, oltre mille chilometri di freddi binari inumiditi dalla notte. Attraversando la dorsale tirrenica della sua Sicilia, seppur a ritmi lenti, arrivò a Messina, propaggine estrema di un trampolino che lo avrebbe proiettato su, su, verso il continente. Continua a leggere “Racconti – Moderno Emigrante [VIDEO]”

Dottoressa presa a pugni al pronto soccorso mentre sta operando: “Sono schifata”

Dottoressa presa a pugni al pronto soccorso mentre sta operando: “Sono schifata”

Sconcertante quanto avvenuto al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Lo sfogo del chirurgo: “Non ho paura, spero di tornare presto a lavorare perché siamo in pochi”

Redazione

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Stava suturando il braccio di un giovane paziente, tagliatosi nel corso di un incidente domestico, e aveva chiesto che venisse allontanata una parente del ragazzo che stazionava davanti alla sala suture. Questo ha fatto scattare la reazione della donna che – secondo la ricostruzione degli addetti dell’ospedale che erano lì – ha aggredito la dottoressa prendendola a pugni e rompendole il setto nasale.

La prognosi per lei, un chirurgo donna del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, è di almeno 30 giorni. E’ successo stanotte. 

Dottoressa aggredita all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli: il suo sfogo

La donna ferita ha fatto sapere di essere “schifata”, ma anche di voler tornare quanto prima a lavorare, questo soprattutto perché nell’ospedale c’è carenza di personale: “Sono schifata ma, come ho detto a mia madre che mi ha chiamato dalla Calabria, non ho paura e spero di tornare presto a riempire la mia casella nei turni del pronto soccorso, perché siamo in pochi e lavoriamo al limite – ha affermato all’Ansa il medico aggredito -. Ho una frattura alle ossa nasali ma fortunatamente pare che non dovrò operarmi. Sto facendo gli esami, oggi faccio la paziente”…. continua su: http://www.today.it/attualita/dottoressa-presa-a-pugni-ospedale.html

Ansa: Con doglie ma senza biglietto viene multata e fatta scendere dal bus

Ansa: Con doglie ma senza biglietto viene multata e fatta scendere dal bus

È accaduto a Napoli. La donna ha poi raggiunto l’ospedale a piedi

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(foto archivio)

Redazione Ansa

Colta dalle doglie, una donna di 28 anni di Napoli è salita al volo sul primo bus diretto all’ospedale Cardarelli. Sprovvista di biglietto, è stata multata dal controllore. Dell’episodio – che risale a qualche settimana fa – riferisce il quotidiano Repubblica.  Il successivo ricorso della donna è stato respinto dall’Anm, l’azienda napoletana di mobilità: “All’atto del controllo – la motivazione alla base del rigetto – la signora si trovava a bordo di un nostro mezzo sprovvista di valido titolo di viaggio.  E le circostanze non possono essere motivo di annullamento del verbale”… continua su: http://www.ansa.it/campania/notizie/2019/08/16/con-doglie-senza-biglietto-bus-multata_6d4e4c10-f33e-4972-a9d6-f6f94f4d3299.html

Incidente mortale a Napoli, la figlia di Loredana Simioli in gravi condizioni al Cardarelli

Incidente mortale a Napoli, la figlia di Loredana Simioli in gravi condizioni al Cardarelli

Incidente mortale su corso Amedeo di Savoia: morto un giovane chef di 24 anni, gravemente ferita la figlia di Loredana Simioli, di 25, che era seduta sul lato passeggero dello scooter. L’impatto è avvenuto all’alba di venerdì: la giovane è in prognosi riservata all’ospedale Cardarelli di Napoli.

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NAPOLI INCIDENTI STRADALI NAPOLI ULTIME NOTIZIE 3 AGOSTO 2019 14:49 di Giuseppe Cozzolino

L’incidente mortale avvenuto all’alba di venerdì 2 agosto a Napoli, e nel quale ha perso la vita un ragazzo di 24 anni, ha visto coinvolta anche la figlia di Loredana Simioli, l’attrice napoletana recentemente scomparsa a causa di una grave malattia con cui stava lottando da diverso tempo. La giovane si trovava sullo scooter che all’alba della scorsa mattina, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo su corso Amedeo di Savoia, finendo contro un cassonetto dei rifiuti a velocità elevate. L’impatto è stato tremendo: il ragazzo alla guida ha perso la vita sul colpo, mentre la giovane che era con lui, e risultata essere dunque la figlia dell’attrice napoletana, è finita in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli… continua su: https://napoli.fanpage.it/incidente-mortale-a-napoli-la-figlia-di-loredana-simioli-in-gravi-condizioni-al-cardarelli/

http://napoli.fanpage.it/

Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, di Marie Morel

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Alla fine del lungomare di Mergellina, salendo tre strette rampe di scale, si giunge ad un piazzale da cui si gode una vista spettacolare sul golfo di Napoli e su cui si affaccia il sagrato della chiesa di Santa Maria del Parto, dove riposano le spoglie di Jacopo Sannazaro.

Fu il poeta a volerne l’edificazione nel 1504, su un terreno che gli fu donato da re Federico d’Aragona e su cui sorgeva già una villa, nella quale il Sannazaro visse, mentre componeva il poema “De partus Virginis” e che ha dato il nome alla chiesa.

Nelle intenzioni del Sannazaro, sarebbe dovuta restare, probabilmente, una cappella privata, ma divenne ben presto un luogo di culto e di preghiera per le donne incinte o che desideravano un figlio. Ancora oggi, il 25 di ogni mese, si prega per le mamme in attesa e per le donne che vorrebbero diventarlo

Conoscevo il culto di Santa Maria Francesca delle cinque piaghe, ma non avevo mai sentito parlare di questa chiesa. Continua a leggere “Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, di Marie Morel”

La rivolta di Masaniello

di Marie Morel

 

Correva l’anno 1647, quando Masaniello, un povero pescatore originario di Piazza Mercato, guidava la rivolta popolare di Napoli contro il governo spagnolo.

I napoletani erano esasperati dalle pesanti gabelle imposte dal viceré Rodrigo Ponce de Léon, duca di Arcos, in particolare quella sulla frutta, che all’epoca era l’alimento più consumato dai ceti umili.

Così il 7 luglio 1647 si sollevarono contro gli spagnoli al grido di “Viva ‘o Rre ‘e Spagna, mora ‘o malgoverno” e guidati da Masaniello giunsero fino alla reggia, sbaragliando i soldati spagnoli e i lanzichenecchi.

Il duca di Arcos, che riuscì a scampare miracolosamente all’assalto, promise di abolire le imposte più gravose e fu costretto a concedere la costituzione repubblicana.

All’interno della nuova Repubblica Partenopea, Masaniello andò a ricoprire la carica di Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano. La sua esperienza di capopopolo, tuttavia, fu molto breve, durò solo 9 giorni, durante i quali, Masaniello adottò provvedimenti completamente arbitrari. Continua a leggere “La rivolta di Masaniello”

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la Santa protettrice della maternità

di Marie Morel

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Chiesa e museo di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe

 

Nel cuore di Napoli c’è una chiesetta, che ogni giorno viene visitata perlopiù da donne. Molte cercano un figlio che non arriva, altre aspettano il loro bambino. Tutte si recano con fede a porgere una preghiera a Santa Maria Francesca delle Cinque piaghe, compatrona di Napoli e prima Santa napoletana nella storia della Chiesa.

Mentre i vicoli dei Quartieri Spagnoli pullulano di vitalità, le voci si rincorrono, l’aroma del caffè si spande nell’aria, questo santuario, in cui si respira spiritualità pura, accoglie chi vuole pregare e chiedere una grazia a questa santa, nota per essere la protettrice della maternità.

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, al secolo Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, nacque a Napoli il 25 marzo 1715 in una famiglia umile. Frequentava la chiesa di Santa Lucia al Monte e appena bambina manifestò già la volontà di farsi suora.

Il padre,che l’aveva destinata in sposa ad un giovane molto ricco, si oppose strenuamente, arrivando a maltrattare e picchiare la figlia perché cambiasse idea, ma nono ci fu verso. A 16 anni la fanciulla si consacrò al Signore nel terzo Ordine Francescano Alcantarino e prese il nome di suor Maria Francesca delle Cinque Piaghe.

Tra i numerosi carismi che ricevette i dono c’era quello della profezia, delle stimmate, ogni venerdì e in quaresima riviveva i dolori della Passione di Cristo. E il dono del miracolo, perché sono centinaia le testimonianze di grazie ricevute per intercessione di Santa Maria Francesca.

Tante donne, a cui la scienza aveva tolto ogni speranza, sono diventate mamme dopo essersi sedute sulla “sedia della fertilità”, una poltroncina su cui la Santa si sedeva a riposare durante i dolori della passione.

Io non credo di essere la persona più adatta a parlare di fede, perché la mia vita è stata, a lungo, una continua altalena tra le affannose rincorse a qualcosa in cui credere e i miseri crolli di quelle che, per me,erano certezze.

Continua a leggere l’articolo su Storie di vita e amore

Formiche di nuovo su paziente ricoverato al San Giovanni Bosco a Napoli, l’ira del ministro Grillo

Formiche di nuovo su paziente ricoverato al San Giovanni Bosco a Napoli, l’ira del ministro Grillo

Giovedì 3 Gennaio 2019 di Melina Chiapparino

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Formiche, ancora una volta, in un ospedale di Napoli. Lo stesso, il San Giovanni Bosco, dove lo scorso 10 novembre una paziente, una 70enne dello Sri Lanka, ne fu ritrovata ricoperta.

Questa volta gli insetti sarebbero stati entrati nel reparto di rianimazione. Secondo quanto denunciato dai parenti di un paziente, una sola formica sarebbe stata notata sul volto di un anziano di 78 anni… continua su: https://www.ilmessaggero.it/italia/formiche_ospedale_san_giovanni_bosco_napoli-4207145.html

Muore, ‘non associare a caso formiche’

Muore, ‘non associare a caso formiche’

Direzione Salute Campania, è diffamatorio. Asl farà denuncia

Redazione Ansa NAPOLI

30 dicembre 2018 http://www.ansa.it/

A letto tra formiche: visita governatore De Luca in ospedale

(ANSA) – NAPOLI, 30 DIC – Secondo la Direzione Salute della Regione Campania “è inesatto e diffamatorio associare il decesso della paziente di 70 anni, originaria dello Sri Lanka” alla vicenda delle formiche” dalle quali era stata invasa mentre era era ricoverata nel reparto di medicina generale dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

Una denuncia sarà presentata dall’Asl Napoli 1 “a tutela del lavoro svolto dal personale medico sanitario e dell’immagine stessa della Sanità campana, ancora una volta oggetto di strumentali attacchi mediatici”.

La presa di posizione dopo la morte, avvenuta ieri all’ospedale del Mare di Napoli, e “a fronte delle notizie apparse sugli organi di informazione che associano il decesso alla vicenda delle formiche (sulle quali è in corso un’indagine della Procura per accertare la verità dei fatti) e addirittura alla presunta ‘mancanza di cure’ ricevute”.

Legambiente: Giretto d’Italia 2018

Legambiente: Giretto d’Italia 2018

Ciclisti urbani, aziende e scuole si sfidano in 25 città italiane.

Giovedì 20 settembre l’ottava edizione del campionato di ciclabilità urbana promosso da Legambiente e VeloLove in collaborazione con Euromobility e sostenuto da CNH Industrial.

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In Piemonte la sfida coinvolge Torino, Alessandria e Carmagnola. Con il contest fotografico “Scatta al Giretto!” in palio una bici pieghevole elettrica

Piacenza è stata lo scorso anno la più pedalabile. Quest’anno la sfida si rinnova e sono 25 le città italiane che si contendono il titolo di centro urbano più bike friendly, ovvero il Comune dove il maggior numero di persone usa quotidianamente la bici per andare a scuola o al lavoro. Il 20 settembre infatti si corre il Giretto d’Italia, ottava edizione del campionato di ciclabilità urbana organizzato da Legambiente e VeloLove in collaborazione con Euromobility, l’associazione italiana dei mobility manager, e con il sostegno di CNH Industrial, azienda leader nei mezzi per l’agricoltura, le costruzioni e il trasporto su strada di merci e persone. In Piemonte la campagna è realizzata anche grazie al contributo della Fondazione CRT. Obiettivo: stimolare la diffusione del Bike to Work e Bike to School. Chi riuscirà a convincere più persone ad andare al lavoro e a scuola in bicicletta si aggiudicherà la maglia rosa della mobilità nuova. Continua a leggere “Legambiente: Giretto d’Italia 2018”

Di Maio difende Assia Montanino, 26enne di Pomigliano d’Arco assunta al Mise: “Non c’è persona più onesta di lei”

Di Maio difende Assia Montanino, 26enne di Pomigliano d’Arco assunta al Mise: “Non c’è persona più onesta di lei”

Il ministro del Lavoro replica all’articolo de Il Giornale: “È la figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai”
By Huffington Post

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AGF/FACEBOOK

Luigi Di Maio replica a il Giornale, che nell’edizione odierna riporta la notizia dell’assunzione al Ministero dello Sviluppo Economico di Assia Montanino, 26enne di Pomigliano d’Arco, lo stesso paese del ministro del Lavoro. “Non ho mai conosciuto una persona più onesta e leale di lei”, ha scritto Di Maio in un post pubblica su Facebook.

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Il Giornale parla di “balzo di carriera impressionante per la giovanissima napoletana”, il cui curriculum, sarebbe “un mistero”. Di Maio non ci sta e attacca: “Lo schifo che leggo oggi sul Giornale – scrive Di Maio nel suo post – va messo nella categoria della stampa spazzatura. La dottoressa Assia Montanino l’ho conosciuta 5 anni fa. È la figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai e ho avuto modo di conoscerla quando sono stato a far visita al padre per portargli la mia solidarietà. Era una giovane universitaria a cui decisi di dare una opportunità di tirocinio presso la mia segreteria di vice presidente della Camera. Negli anni si è distinta per la sua capacità di gestire situazioni complesse di segreteria. E posso assicurarvi che non ho mai conosciuto una persona più onesta e leale di lei. Vergognatevi”. Continua a leggere “Di Maio difende Assia Montanino, 26enne di Pomigliano d’Arco assunta al Mise: “Non c’è persona più onesta di lei””

Lite per il posizionamento del ventilatore: 29enne sequestra e minaccia padre, fratello e sorella

Lite per il posizionamento del ventilatore: 29enne sequestra e minaccia padre, fratello e sorella

È successo in provincia di Napoli. L’uomo ha minacciato i familiari con un coltello in mano. Feriti anche due dei carabinieri che sono intervenuti
By Huffington Post

Ventilator

ALAMY

Litiga con i familiari per il posizionamento in casa dell’unico ventilatore e, al culmine del litigio, con la minaccia di un coltello in mano, rinchiude il resto della famiglia – il padre, il fratello e la sorella – in una stanza.

L’intervento dei carabinieri consente la “liberazione” del padre e dei due figli. È successo a Cercola, in provincia di Napoli: i militari dell’Arma della locale tenenza, coadiuvati dai colleghi del nucleo radiomobile di Torre del Greco, hanno arrestato un 29enne già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri hanno accertato che l’uomo, dopo aver litigato con i familiari a causa del ventilatore, si era armato di un coltello da cucina e aveva costretto i tre congiunti attraverso minacce di morte, a chiudersi nella stanza da letto. Continua a leggere “Lite per il posizionamento del ventilatore: 29enne sequestra e minaccia padre, fratello e sorella”

Francesco Emilio Borrelli, Sanità: Ospedale del Mare, Napoli, reparto chiuso per partecipare a festa primario

Francesco Emilio Borrelli, Sanità: Ospedale del Mare, Napoli, reparto chiuso per partecipare a festa primario

Francesco Emilio Borrelli Verdi

Alessandria today: La vergogna di questo fatto ed altri anche più gravi di malasanità, come sovente ci riportano le cronache, spiegano perchè sempre più persone residenti al Sud vengono a farsi operare nelle cliniche e negli ospedali del Nord, rivolgiamo quindi un caldo invito al Vice Premier Luigi Di Maio: a quando interventi legislativi seri in tal senso?… o è più facile occuparsi di tagliare le pensioni con effetto retroattivo… un provvedimento che proprio per questo verrà inevitabilmente dichiarato incostituzionale.

#Sanità:#Verdi, Ospedale del Mare, Napoli, reparto di chirurgia vascolare chiuso per partecipare a festa primario. Scatta la sospensione (2)
(ANSA) – NAPOLI, 8 LUG – Il direttore generale della Asl NA1 fa sapere di aver informato oggi il primario della sospensione “per motivi cautelari con riferimento a notizie riferite da più parti” attraverso whatsapp in attesa domani della formalizzazione del provvedimento. Forlenza aggiunge anche di aver convocato per domattina il dottor Pignatelli.
Il consigliere dei Verdi non ha dubbi: si tratta di “un episodio che, se confermato, getta discredito su tutta la sanità campana”. “Tutti i protagonisti di questa vergogna devono essere sanzionati e puniti – evidenzia Francesco Emilio Borrelli – Al di là del mancato rispetto di norme e regolamenti quello che mi preme sottolineare è l’assoluta mancanza di etica professionale.
Come si fa ad avere fiducia in una intera equipe medica che decide di chiudere un reparto di un ospedale pubblico per andare a una festa? Non è pensabile continuare ad avere questi comportamenti proprio mentre la Regione da tempo sta conducendo una battaglia feroce contro i furbetti del cartellino, gli assenteisti e i truffatori”.
“Ringrazio i direttori, Forlenza e Russo, per aver assicurato che su questa storia si andrà fino in fondo adottando provvedimenti esemplari a riguardo nel momento in cui fosse confermata l’intera vicenda” aggiunge il consigliere regionale dei Verdi.(ANSA)

Periferie

Periferie

Le 3 maggiori città metropolitane italiane conservano una propria fisionomia urbanistica e sociale, anche se non mancano alcuni elementi comuni.

 

Le tre maggiori città italiane hanno una storia, e quindi una stratificazione sociale, molto differente. Roma, la capitale, ha conosciuto uno sviluppo urbano intenso (e poco regolato) soprattutto dal dopoguerra, che ha prodotto un’urbanizzazione a macchia di leopardo. Milano si è sviluppata a partire dall’impianto storico, secondo un’urbanizzazione per cerchi concentrici. A Napoli l’espansione edilizia ha coinvolto un’area metropolitana che va ben oltre i confini amministrativi della vecchia provincia.

Confrontarle è particolarmente interessante perché rappresentano di fatto tre Italie diverse, sotto tanti punti di vista. Nella città metropolitana di Milano il tasso di disoccupazione è contenuto (6,5% nel 2017), a Roma si avvicina al dato medio nazionale (9,5%), mentre a Napoli sfiora il 24%. Del resto, il capoluogo campano detiene l’indice di vulnerabilità sociale più alto delle tre: 111,2 contro 101 di Roma e 98,9 di Milano. Quest’ultima risulta invece più anziana delle altre due.

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Roberto Fico, l’accusa de Le Iene: “Ha una colf in nero nella casa di Napoli”. Lui nega: “È un’amica della mia compagna”

Roberto Fico, l’accusa de Le Iene: “Ha una colf in nero nella casa di Napoli”. Lui nega: “È un’amica della mia compagna”

Roberto Fico, l’accusa de Le Iene: “Ha una colf in nero nella casa di Napoli”. Lui nega: “È un’amica della mia compagna”

La ricostruzione del programma Mediaset parte con una persona con la voce camuffata che sostiene che Fico e la sua compagna, da anni, si facciano aiutare da Imma “che abita nel palazzo accanto” e “lavora in casa” accettando “quel che le viene proposto, perché è una ragazza che ha bisogno di lavorare”. La terza carica dello Stato: “Imma e la mia compagna sono persone che hanno un’amicizia insieme molto forte e molto bella”

“Roberto Fico ha una colf in nero”. Lui nega e spiega che si tratta solo di “un’amica della mia compagna”. Andrà in onda domenica sera il servizio realizzato da Le Iene sul presidente della Camera, che – secondo quanto raccolto dall’inviato Antonino Monteleone – pagherebbe una colf senza contratto nell’abitazione della sua fidanzata a Napoli, dove lui non ha la residenza.

La ricostruzione del programma Mediaset, di cui ilfattoquotidiano.it ha letto degli stralci del servizio, parte con una persona con la voce camuffata che spiega come Fico e la sua compagna, da anni, si facciano aiutare da Imma “che abita nel palazzo accanto” e “lavora in casa” accettando “quel che le viene proposto, perché è una ragazza che ha bisogno di lavorare”. Un’accusa pesante: “Praticamente questa ci lavora da diversi anni e le viene promesso un contratto a tempo indeterminato che non le è stato mai fatto. Ora, calcolando che questa ci lavora tutti i giorni, onestamente, non mi sembra affatto giusto”.

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Tentano rapina, agente spara, due feriti

Un bandito 18enne, l’altro minorenne: entrambi in ospedale

(ANSA) – NAPOLI, 14 APR – Un poliziotto sventa una rapina in un supermercato del quartiere Fuorigrotta di Napoli ma spara e ferisce i banditi – uno diciottenne, l’altro ancora minorenne – che gli hanno puntato la pistola contro. I due rapinatori sono ora ricoverati negli ospedali San Paolo e Cardarelli della città.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto i due sono entrati in azione nel market Md di via Pietro Tosti: un agente della Squadra Mobile della Questura di Napoli si è qualificato e poi è intervenuto. Il rapinatore che era vicino alla cassa gli ha puntato la pistola contro e l’agente ha sparato ferendolo.
Non è ancora chiaro come sia stato ferito l’altro rapinatore.
Secondo quanto si è appreso uno dei banditi ha compiuto 18 anni lo scorso ottobre, l’altro li compirà il prossimo maggio.
(ANSA).

Napoli, così l’azienda regionale cerca i trafficanti di rifiuti: “Ci dobbiamo saziare tutti e ci lasciamo un po’ d’appetito”

 

Seimila tonnellate al mese. Smaltiti in cambio di 175 euro a tonnellata. Totale: un milione di euro ogni trenta giorni. Ma solo in cambio di una maxi tangente ai politici. Quanto? 170mila euro. In un anno sono più di due milioni di euro. In Campanial’immondizia vale oro. E vale oro non solo per chi la smaltisce ma soprattutto per chi decide a quale ditta farla smaltire. È quello che emerge nel primo dei sette video pubblicato da Fanpage.it. Per cinque mesi il sito d’informazione ha infiltrato Nunzio Parrellanel sistema dello smaltimento rifiuti. Ex boss della Camorra, poi diventato collaboratore di giustizia, per anni Parrella ha gestito il traffico di rifiuti in tutta Italia.

Diciassette indagati – Dopo 21 anni passati agli arresti domiciliari, è tornato ad essere un cittadino libero, e ha proposto allo Stato di infiltrarsi di nuovo nell’ambiente. “Lo Stato ha rifiutato“, dice lui nella prima puntata dell’inchiesta giornalistica. Sì, perché Parrella ha poi scelto Fanpage.it per mostrare come è composto il sistema delle tangenti ai politici per ottener gli appalti della gestione dell’immondizia. Un’inchiesta che ha fatto da detonatore all’indagine della procura di Napoli. Nel registro degli indagati sono finite 17 persone: tra queste ci sono Luciano Passariello, consigliere regionale e candidato alla Camera per Fratelli d’Italia, e Roberto De Lucaassessore al comune di Salerno e secondogenito di Vicenzo, governatore della Regione Campania. Entrambi sono stati perquisiti dall’ufficio inquirente guidato da Giovanni Melillo, che ha iscritto nel registro degli indagati anche il direttore e il giornalista di Fanpage.it per induzione alla corruzione.  Continua a leggere “Napoli, così l’azienda regionale cerca i trafficanti di rifiuti: “Ci dobbiamo saziare tutti e ci lasciamo un po’ d’appetito””

Napoli, Sarri con la Lazio fa 100. Ferlaino: “Lui come Maradona”

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Il tecnico toscano sabato al San Paolo taglierà il traguardo delle 100 panchine in A col club partenopeo. Di lui, l’ex patron Ferlaino ha detto: “È per la squadra quello che ai miei tempi era Maradona”…

Tutti in pizzeria ieri sera i calciatori azzurri, che hanno raggiunto la Sanità per una cena di squadra immortalata sui social di molti protagonisti della squadra di Sarri che l’ex presidente Ferlaino ha definito “Il Maradona di questo Napoli”. L’ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di quanto il gruppo è unito e di quanto assorba l’energia positiva che si respira in città. A proposito, molti tifosi azzurri hanno fatto notare come il terzo figlio di Leo Messi avrà un nome tipicamente partenopeo: Ciro. Lo ha annunciato sul suo Instagram proprio il campionissimo argentino e a Napoli, dove Mertens è stato ribattezzato proprio Ciro, c’è chi ha fatto voli pindarici con la fantasia. Continua a leggere “Napoli, Sarri con la Lazio fa 100. Ferlaino: “Lui come Maradona””

L’arte del pizzaiuolo napoletano riconosciuta come patrimonio Unesco

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Matteo Renzi

L’arte del pizzaiuolo napoletano riconosciuta come patrimonio Unesco è un simbolo bellissimo di quello che l’Italia è stata. Ma è simbolo anche di ciò che dovremo essere. La cura per la tradizione, la passione per il cibo, la capacità di farsi rappresentare all’estero dai nostri prodotti sono elementi essenziali del nostro futuro. Andiamo verso un futuro di robot e innovazioni tecnologiche: proprio per questo avremo sempre più bisogno di radici, di identità, di qualità, di gusto. Le più grandi catene al mondo di pizza non sono italiane così come pure è straniera la maggioranza dei prodotti che hanno il nome che suona italiano venduti nel mondo. Insomma: nel mondo globalizzato il Made in Italy – anche alimentare – ha tante opportunità davanti. Il riconoscimento alla pizza è un orgoglio per la tradizione ma anche uno stimolo per il futuro. Avanti

foto: www.laltraitalia.it

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Il sasso nello stagno di AnGre

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Informarsi e formarsi sulla Plusdotazione nei bambini, per essere più consapevoli e responsabili

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La specie si odia. E mi permetto di aggiungere: "A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì; altre volte di coppie sì, ma non d'amore, e è il caso un po' più ordinario". R. Musil, 'L'uomo senza qualità', Ed. Einaudi, 1996, p. 1386. Ah, a proposito di 'relazioni': SE APRI IL TUO CUORE SI TRATTA DI AMICIZIA. SE APRI LE GAMBE SI TRATTA DI SESSO. SE APRI ENTRAMBI E' AMORE

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