Quando l’amore diventa parola: leggere oggi Paul Éluard
«Ci sono poeti che cantano l’amore. E poi ci sono poeti che lo usano per resistere.»
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile di una poesia di Paul Éluard, mettendo in dialogo il testo, il contesto storico e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
La poesia di Paul Éluard si muove sempre su un crinale delicato: l’amore come esperienza intima e la parola come gesto pubblico. Anche quando parla di desiderio, di assenza o di un volto amato, Éluard non scrive mai solo per sé. Scrive perché la poesia, per lui, è un atto che riguarda tutti.
In una delle sue liriche più celebri, dedicate all’amore come forza vitale e liberatrice, afferma:
«La terra è azzurra come un’arancia»
Un verso che è diventato iconico non per il suo surrealismo apparente, ma per la sua capacità di scardinare la percezione abituale del mondo. L’immagine è impossibile eppure limpida: la realtà, attraverso l’amore e la poesia, smette di obbedire alle regole consuete e si apre a nuove possibilità di senso.
Per Éluard l’amore non è evasione, ma conoscenza. In un altro passaggio scrive:
«I tuoi occhi sono inutili se non mi vedono»
Qui il sentimento non è mai idealizzato. È relazione, reciprocità, riconoscimento. L’altro non è oggetto di contemplazione, ma presenza attiva, necessaria. L’amore diventa così una forma di responsabilità: esisto perché tu mi vedi.
Questa tensione attraversa tutta la sua poesia, soprattutto negli anni segnati dalla guerra e dall’impegno politico. Éluard non separa mai la dimensione privata da quella collettiva. Lo stesso linguaggio che canta l’amata è quello che, poco dopo, scriverà la parola più semplice e più radicale del Novecento:
«Scrivo il tuo nome: Libertà»
In questo verso, tratto da una poesia divenuta simbolo della Resistenza, amore e libertà coincidono. La parola poetica non consola: agisce. Diventa gesto, manifesto, speranza condivisa.
Dal punto di vista stilistico, Éluard utilizza una lingua limpida, apparentemente semplice, ma costruita su accostamenti audaci e immagini che restano nella memoria. Il surrealismo, in lui, non è mai puro gioco: è uno strumento per dire l’indicibile, per rompere il linguaggio quando la realtà è spezzata.
In questo senso, la sua poesia dialoga con quella di Louis Aragon e André Breton, ma se ne distingue per una maggiore chiarezza emotiva. Éluard non rinuncia mai alla comunicazione: vuole essere capito, vuole essere letto, vuole essere condiviso.
Paul Éluard nacque nel 1895 a Saint-Denis e morì nel 1952. Fu una delle figure centrali del surrealismo francese e un protagonista attivo della Resistenza durante l’occupazione nazista. La sua poesia attraversa l’amore, la guerra, l’impegno politico e la speranza, mantenendo sempre una fede incrollabile nella parola come strumento di libertà. Opere come Capitale de la douleur e Liberté restano tra le più alte testimonianze poetiche del Novecento europeo.
Leggere oggi Éluard significa ricordare che la poesia può essere semplice senza essere superficiale, politica senza perdere tenerezza, e che l’amore, quando è vero, è sempre una forma di libertà.
Geo – Alessandria oggi
In un tempo in cui le parole rischiano di consumarsi rapidamente, la poesia di Paul Éluard invita a restituire loro peso e responsabilità. Alessandria today continua a promuovere la letteratura d’autore come spazio di coscienza civile e di ascolto profondo, dove la poesia torna a essere un gesto necessario.
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Paul Éluard, ritratto fotografico, Studio Harcourt, 1945.
Fonte: Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paul_Éluard_1945.jpg
Licenza: Dominio pubblico (l’autore della foto è sconosciuto e la data dello scatto risale al 1945; secondo la normativa europea il copyright è decaduto trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore o dalla data della creazione dell’opera se l’autore è ignoto).