Santa Maria di Castello ad Alessandria, la chiesa più antica e il segreto di Borgo Rovereto tra pietra, luce e memoria

Santa Maria di Castello ad Alessandria, la chiesa più antica e il segreto di Borgo Rovereto tra pietra, luce e memoria

C’è un luogo, nel cuore di Borgo Rovereto, in cui Alessandria sembra ricordare se stessa prima ancora di avere un nome.

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava

Santa Maria di Castello è indicata come uno dei luoghi più antichi della città, un punto di riferimento identitario soprattutto se si considera che l’antica cattedrale di San Pietro, del XII secolo, fu demolita nel 1803: in questa assenza, la chiesa di Borgo Rovereto diventa una soglia simbolica, un luogo che racconta stratificazioni e continuità.

La sua posizione è già un racconto: Piazza Santa Maria di Castello è il cuore storico di Borgo Rovereto, antico quartiere legato al ponte sul Tanaro, ai traffici e alle difese del castrum. Qui, prima della “nuova” Alessandria del XII secolo, esistevano insediamenti precedenti, e Santa Maria di Castello conserva la memoria materiale di quel tempo.

Gli studi e gli scavi aiutano a capire perché questa chiesa “pesa” così tanto nella storia urbana: durante restauri e indagini archeologiche sono emerse tracce di un edificio preromanico databile tra VIII e IX secolo, segno di una continuità insediativa molto antica nell’area di Rovereto. Oggi queste stratificazioni sono leggibili nei sotterranei, dove la pietra racconta fasi diverse come pagine sovrapposte.

La chiesa, così come la vediamo, fonde romanico e gotico, con un’eleganza essenziale che non cerca l’effetto ma la solidità. L’impianto interno è a tre navate, sorretto da pilastri e scandito da volte a crociera, mentre all’esterno spicca un portale rinascimentale che aggiunge una nota di “soglia umanistica” a un corpo medievale.

Dentro, la bellezza non è solo architettura: le opere d’arte e gli arredi raccontano secoli di devozione e committenze. Tra i segni più intensi si citano una Deposizione in terracotta policroma del Cinquecento, una tela con Cristo deposto dagli angeli attribuita a Luca Cambiaso, un coro ligneo seicentesco e una lapide trecentesca legata a Federico Dal Pozzo. È un insieme che fa percepire la chiesa come organismo vivo, cresciuto nel tempo.

Accanto, il complesso conventuale amplia la narrazione: Santa Maria di Castello non è mai stata soltanto chiesa, ma anche spazio sociale e civile. Nel corso dei secoli il convento cambiò funzioni, arrivando a essere utilizzato come caserma e reparto ospedaliero in periodi di emergenza, poi come magazzini e strutture con destinazioni diverse, seguendo la storia della città e dello Stato. È la prova concreta di come gli edifici sacri, in Italia, siano spesso anche infrastrutture della comunità.

Uno degli elementi che oggi colpiscono di più i visitatori è il chiostro, percepito come un luogo di quiete e misura. In racconti recenti e percorsi divulgativi locali viene ricordato come un chiostro conservato integralmente e valorizzato da interventi di restauro che hanno riportato alla luce parti rimaste nascoste. È uno spazio che cambia il ritmo della visita, perché invita a rallentare e guardare.

Il presente di Santa Maria di Castello è fatto anche di cura e accessibilità. Il complesso lavora per essere visitabile e comprensibile: sono previste visite e un percorso museale, con aperture indicate nella comunicazione ufficiale del sito del complesso e in schede dedicate, in fascia mattutina e pomeridiana, con possibili variazioni legate alle celebrazioni. È un segnale importante, perché trasforma un monumento in un luogo realmente “abitabile” dai cittadini e dai turisti.

Per Alessandria, Santa Maria di Castello è anche un laboratorio di identità: non un monumento isolato, ma un punto di connessione tra il quartiere, la memoria medievale, le trasformazioni moderne e la città di oggi. Borgo Rovereto, con le sue strade e la sua prossimità al Tanaro, trova qui una bussola culturale: un luogo che non chiede soltanto di essere fotografato, ma di essere capito.

In un tempo che corre, entrare a Santa Maria di Castello significa fare esperienza di un’altra misura, dove il “prima” e l’“adesso” smettono di essere opposti e diventano continuità. E forse è proprio questo il suo dono più raro: ricordarci che la storia non è lontana, ma poggia sotto i nostri passi, e aspetta soltanto uno sguardo più lento.

Link utili: Sito del complesso Santa Maria di Castello https://www.santamariadicastello.it/home/ Scheda Comune di Alessandria sul Medioevo https://www.comune.alessandria.it/schede-informative/medioevo Scheda FAI Luoghi del Cuore https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-santa-maria-di-castello-alessandria?ldc= Approfondimento descrittivo https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_di_Castello_(Alessandria)

Geo
Alessandria, Borgo Rovereto, Piemonte: Santa Maria di Castello è uno dei luoghi che meglio raccontano l’anima storica della città, tra Tanaro, memoria medievale e vita contemporanea del centro storico. Per Alessandria today valorizzare questi spazi significa rafforzare il legame tra cultura e territorio, offrendo ai lettori un racconto accessibile ma rigoroso dei luoghi che costruiscono identità, turismo consapevole e senso di comunità.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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