Streaming e live nel 2026: come cambiano i gusti musicali nel mondo tra algoritmi, super fan e ritorno ai concerti
C’è un dettaglio che racconta più di mille classifiche: oggi la musica non si “consuma” soltanto, si abita tra cuffie, schermi, stadi e community che si muovono come tribù globali.
Questa analisi di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dei cambiamenti culturali, mettendo in dialogo dati, tendenze e vita quotidiana, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità.
Pier Carlo Lava
Nel 2024 il mercato globale della musica registrata ha continuato a crescere: ricavi complessivi a 29,6 miliardi di dollari e +4,8% su base annua, con lo streaming come motore principale. È un numero importante non solo per l’industria, ma perché segnala un’abitudine ormai stabile: la musica è diventata un servizio continuo, presente in ogni momento della giornata. Dentro lo streaming, la trasformazione più netta è la maturità dell’abbonamento: lo streaming in abbonamento supera metà dei ricavi globali della musica registrata, e la quota streaming complessiva pesa circa il 69% dei ricavi. In altre parole, il “possesso” (CD, download) lascia spazio al “flusso”, e il valore economico si sposta su fedeltà, retention e ascolto ripetuto. I volumi d’ascolto continuano a correre: nel 2024 gli stream audio on demand hanno toccato 4,8 trilioni, +14% anno su anno, con una spinta forte fuori dagli Stati Uniti (crescita ex USA +17,3% contro USA +6,4%). Il segnale è chiaro: la globalizzazione del gusto musicale accelera nei mercati emergenti, dove smartphone, piani dati e piattaforme diventano l’infrastruttura culturale principale.
Nel 2025 il trend non si è fermato: secondo Luminate, gli stream globali hanno raggiunto circa 5,1 trilioni (+9,6% sul 2024). Ma c’è un dato che “spiega” la nostalgia e la riscoperta dei cataloghi: solo il 43% degli stream USA riguarda musica uscita negli ultimi cinque anni. Vuol dire che gli algoritmi premiano sì le novità, ma alimentano anche una seconda vita permanente di classici e repertori che tornano ciclicamente, spesso grazie a social e serialità. Sui generi, la fotografia è meno lineare di quanto suggeriscano le playlist. Negli Stati Uniti, nel 2025 Christian e gospel risultano tra i generi con la crescita più forte, seguiti da rock e latin, mentre R&B e hip hop restano la quota più grande in volume di stream. È un mix che racconta un cambiamento: non “vince” un genere solo, ma cresce la frammentazione e soprattutto l’identità dell’ascoltatore, che passa da mood a mood con naturalezza. Accanto allo streaming, il live è diventato il secondo grande “termometro” del gusto. Nel 2025 Live Nation segnala ricavi sopra i 25 miliardi di dollari, con concert revenue 20,9 miliardi (+10% sul 2024): numeri che indicano una domanda ancora forte, trainata da grandi tour e da un pubblico disposto a spendere per l’esperienza. Ma l’altra faccia è la polarizzazione: eventi enormi che crescono, mentre per molti artisti medi diventa più difficile sostenere costi e logistica.
Pollstar descrive un 2025 “di assestamento” a livello mondiale: 67,3 milioni di biglietti, 3,7% in meno del 2024, ma con segnali di aumento dei prezzi medi e della tenuta del settore rispetto al periodo pre 2019. La lettura possibile è questa: il live non torna indietro, ma cambia forma, puntando su stadi, pacchetti premium, VIP, merchandising e fan experience. In mezzo, cresce l’economia dei super fan: persone che non si limitano ad ascoltare, ma seguono, collezionano, partecipano, condividono. È qui che streaming e concerti si toccano davvero: le piattaforme alimentano l’“affezione” quotidiana, il live la trasforma in evento irripetibile, e i due mondi si rincorrono in un ciclo che premia chi sa costruire comunità. Un ultimo fronte, ancora giovane ma già visibile, riguarda l’uso creativo e industriale dell’intelligenza artificiale: nel 2025 sono comparsi casi di progetti musicali generati o co generati con AI che entrano nel discorso mainstream. Non è ancora “la” tendenza dominante, ma è un segnale: il futuro dei gusti musicali non dipenderà solo dai generi, ma anche dall’autenticità percepita, dalle regole dei cataloghi e da come piattaforme e pubblico decideranno cosa considerare “arte” e cosa “prodotto”.
Per chi osserva dall’Italia e anche da una città come Alessandria, queste dinamiche si traducono in scelte concrete: più ascolti globali e di catalogo, più “ritorno” dei live quando l’offerta è di qualità, e una domanda crescente di eventi ben curati, accessibili, con identità, capaci di far sentire le persone parte di qualcosa. È qui che teatri, club, piazze, associazioni e promoter locali possono fare la differenza: non inseguendo tutto, ma puntando su proposte riconoscibili e su una relazione reale con il pubblico.
Link utili (fonti)
IFPI Global Music Report 2025 (SOTI): https://www.ifpi.org/wp-content/uploads/2024/03/GMR2025_SOTI.pdf
IFPI comunicato sui ricavi 2024: https://www.ifpi.org/ifpi-amidst-highly-competitive-market-global-recorded-music-revenues-grew-4-8-in-2024/
WIPO su streaming e quota ricavi: https://www.wipo.int/en/web/wipo-magazine/articles/ifpi-looks-at-a-decade-of-digital-transformation-in-the-music-industry-73661
Luminate Year End Music Report 2024: https://luminatedata.com/reports/yearend-music-industry-report-2024/
AP su Luminate e streaming 2025: https://apnews.com/article/a5e06a001705cd7e5d3854d8fab901b8
Live Nation risultati 2025: https://newsroom.livenation.com/news/live-nation-entertainment-full-year-and-fourth-quarter-2025-results/
Pollstar analisi 2025: https://news.pollstar.com/2025/12/23/year-end-business-analysis-a-return-to-earth-2025-grosses-ticket-sales-drop-averages-increase-beyonce-oasis-coldplay-have-top-tours-venues-stadiums-rock/
Geo
Alessandria, Piemonte. Nel Nord Ovest, dove la cultura live vive tra teatri, locali, festival e rassegne, i dati globali aiutano a leggere anche ciò che accade sotto casa: pubblici più selettivi, ascolti più “misti” tra novità e catalogo, eventi che funzionano quando diventano esperienza. Alessandria today segue queste trasformazioni come parte di un racconto più ampio: musica come identità, economia e comunità.