“Io ci sono” di Gabriella Izzo: la voce che non si arrende al silenzio e restituisce dignità alla verità
Ci sono parole che non nascono per essere lette soltanto, ma per essere ascoltate come un grido, come una presenza che rifiuta l’oblio. È questo il cuore pulsante di “Io ci sono” di Gabriella Izzo, una poesia che si muove tra denuncia, memoria e partecipazione emotiva, trasformando il dolore in testimonianza.
Pier Carlo Lava
“Io ci sono” di Gabriella Izzo (estratto)
Sempre con la chitarra in mano
suono parole di augurio conforto
contrasto al male
urla contro chi ruba la vita e se la cava
per giocare di nuovo la sporca partita.
Io ci sono a raccontare la tua e la mia vita.
Non sono giornalista ma scrivo di te
nella mia intervista di vita
che traccia
vittoria sconfitta di una storia infinita.
[…]
Una lacrima mi scende cara ragazza
ma una su mille è già qualcosa.
Recensione
La poesia di Gabriella Izzo si impone fin dai primi versi come una dichiarazione di presenza: “Io ci sono” non è soltanto un’affermazione, ma un atto etico, quasi un giuramento. In un contesto in cui spesso il silenzio copre la verità, la voce poetica sceglie di esporsi, di raccontare, di non voltarsi dall’altra parte. L’immagine iniziale della chitarra è particolarmente significativa: la parola diventa suono, ritmo, denuncia, uno strumento che accompagna il dolore ma allo stesso tempo lo amplifica, trasformandolo in coscienza collettiva. Non è una poesia intimista: è una poesia che guarda fuori, che chiama in causa responsabilità precise. Il nucleo più forte del testo è la denuncia: una giovane vita spezzata, una verità nascosta, un sistema di protezione che diventa tradimento. I versi evocano una vicenda concreta, senza mai nominarla apertamente, ma lasciando al lettore il compito di riconoscere, intuire, collegare. Questo non detto rende il testo ancora più potente.
“Ti sei difesa da chi ti doveva proteggere” è uno dei passaggi più duri: qui si concentra la rottura totale del patto umano e sociale, quando chi dovrebbe custodire diventa invece minaccia o complice del silenzio. La poesia si muove su un doppio piano: personale e collettivo. Da un lato c’è la commozione sincera (“una lacrima mi scende”), dall’altro la volontà di testimoniare (“io ci sono a raccontare”). È proprio questa tensione a rendere il testo vivo, necessario. Dal punto di vista stilistico, il linguaggio è diretto, quasi narrativo, ma attraversato da una forte carica emotiva. Non c’è ricerca di ornamento: la parola è strumento di verità, e proprio per questo arriva con forza. Si possono cogliere affinità con la poesia civile contemporanea e con autori che hanno fatto della parola un atto di denuncia, da Alda Merini per l’intensità emotiva fino a Pier Paolo Pasolini per la tensione etica e sociale.
Biografia dell’autrice
Gabriella Izzo è una voce poetica contemporanea che utilizza la scrittura come strumento di impegno, memoria e testimonianza. Nei suoi versi si intrecciano sensibilità personale e attenzione sociale, con una poetica che privilegia la chiarezza espressiva e la forza del messaggio. Le sue poesie affrontano spesso temi legati alla giustizia, alla verità e alla dignità umana, con l’obiettivo di dare voce a chi non può più parlare.
Conclusione
“Io ci sono” è una poesia necessaria. Non consola, non addolcisce: chiama, accusa, ricorda. È una presenza che resiste al tempo e al silenzio. In un’epoca in cui troppe storie rischiano di essere dimenticate o distorte, questa poesia ci ricorda che esserci significa non smettere di raccontare, anche quando fa male. E forse è proprio in quel “ci sono” che si nasconde la forma più autentica di giustizia.
Intervista immaginaria all’autrice
“Ho scritto questa poesia perché non sopporto il silenzio. Quando una verità viene nascosta, quando una vita viene spezzata e dimenticata, sento il bisogno di dire: io ci sono, io vedo, io racconto. Non sono una giornalista, ma credo che la poesia possa diventare una forma di testimonianza.”
Geo
Gabriella Izzo si inserisce nel panorama della poesia civile italiana contemporanea, una voce che nasce dal bisogno di raccontare e denunciare, intrecciando esperienza personale e sensibilità sociale. La sua scrittura riflette un’Italia in cui la memoria delle vittime e la ricerca della verità restano temi centrali e spesso irrisolti. Alessandria today, come spazio culturale attento alla diffusione del pensiero critico e alla valorizzazione delle voci autentiche, accoglie e promuove opere come questa, capaci di trasformare la poesia in uno strumento di coscienza e responsabilità collettiva.