di Cristina Saracano


Alessandria: Presso la struttura Hospice Il Gelso, si è parlato di dolore, sofferenza, cure palliative ed eutanasia.

La cura palliativa terminale, ad esempio, è un processo che controlla i sintomi, si riduce il livello di coscienza del paziente per accompagnarlo alla morte nel miglior modo possibile. Così ci spiega la dottoressa Mirella Palella.

La differenza tra la cura palliativa terminale e l’eutanasia, invece, illustrata dal Dottor Giovanni De Pascalis, consiste negli obiettivi: con la prima si riesce a controllare la sofferenza, con la seconda si ottiene la morte con diversi farmaci che arrestano l’attività cardiaca.


Quindi l’eutanasia è una fine decisamente dolorosa.

La morfina, aggiunge il dottore, viene usata nelle cure palliative o in chirurgia, è sicura e non crea dipendenza, è  utile se usata con parsimonia.

La signora Valeria Ghelleri ci spiega, infine che gli oppiacei possono essere utilizzati per controllare il dolore neuropatico, in forma minore in oncologia, dove si consiglia solo nei casi in cui cure alternative non abbiano dato i risultati attesi.

Quindi, se si parla di morte, all’ospice Il gelso, lo si fa con dolcezza e dignità.