Un nemico: l’alcol di Cristina Saracano
di Cristina Saracano Alessandria
Il 19 marzo, presso l’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria, è stato proiettato il film in lingua originale tedesca, con sottotitoli italiani “Alki Alki”, che significa, appunto, “Alcolista, Alcolista”.
Esso narra la vicenda di un architetto quasi cinquantenne nella Berlino odierna, della sua lotta per rimanere un affermato professionista e un buon padre di famiglia, cercando di sconfiggere il suo vizio peggiore: l’alcolismo.
La storia è descritta in tono ironico e grottesco, un alter ego accompagna per tutta la proiezione il protagonista, anche durante il ricovero in un centro specializzato per guarire.
Questo film affronta in maniera decisa un problema grave e, a mio giudizio, talvolta sottovalutato, qui in Italia.
L’alcol crea una dipendenza molto forte, uno squilibrio psichico e fisico non indifferente.
Il 13,6% dei giovanissimi, ovvero, dagli 11 ai 15 anni di età, fa abitualmente uso di bevande alcoliche, in Italia bevono regolarmente circa 600.000 giovani.
Le conseguenze sul cervello sono gravissime: distruzione delle cellule nervose, con rischio di epilessia e demenza.
Altri disturbi causati dall’abuso di alcol sono quelli epatici e l’insorgenza di tumori al fegato, alla laringe, all’esofago.
Alcuni soggetti sopportano meglio, altri meno bene l’eccessiva assunzione di bevande alcoliche: ma la regola è quella di non superare in età adulta i 50 gr al giorno, tale dose, addirittura, contribuisce a un miglior funzionamento dell’apparato cardiovascolare.
Oltre questo limite, l’alcol diventa peggio di un tranquillante: riduce i riflessi, provoca sonnolenza e disturbi della vista.
Circa il 30% degli incidenti stradali sono dovuti a eccessivo uso di alcolici da parte del guidatore.
Occorrono maggori controlli, protezione, educazione, informazione per le famiglie e per i giovani.
Lo stato non può continuare a lucrare su beni così dannosi per l’intera società, i rischi sono davvero enormi.
