Le parole oggi non bastano di Maria Luisa Spaziani: il silenzio come linguaggio universale. Recensione di Alessandria today
Un componimento che esplora l’inadeguatezza del linguaggio e l’aspirazione all’assoluto.
Alessandria, 15 dicembre 2024 – La poesia “Le parole oggi non bastano” di Maria Luisa Spaziani, tra le più celebri voci della letteratura italiana del Novecento, si presenta come un inno alla fragilità del linguaggio umano di fronte all’immensità dell’universo e delle emozioni. La poetessa, attraverso un linguaggio delicato ma potente, riflette sulla necessità di superare le parole, andando oltre i confini del dicibile per raggiungere un dialogo più profondo e spirituale.
Analisi della poesia: il limite del linguaggio.
Nella poesia, Maria Luisa Spaziani denuncia l’insufficienza delle parole, definite “consunte voci”, strumenti incapaci di esprimere la complessità del sentire umano e del divino. Le parole, per quanto ricche e imprevedibili nei loro “incastri”, risultano inadeguate quando si cerca di entrare in connessione con l’assoluto o con se stessi.
L’autrice aspira a un dialogo diverso, un linguaggio fatto di “segni umbratili”, nervi e “elettrici messaggi” che affondano le radici nel cuore stesso dell’universo. La poesia suggerisce un tipo di comunicazione che supera il linguaggio verbale, un fremito di antenne, un “disegno di danza” o persino un “infinitesimo battere di ciglia”.
Il linguaggio dell’anima: oltre Bach.
La chiusa del componimento introduce una dimensione ultrasonica, quasi divina, evocata attraverso la musica:
“La musica-ultrasuono che nemmeno immaginava Bach.”
Qui la poetessa si spinge oltre i confini della percezione umana, richiamando il potere della musica come metafora di un linguaggio universale e assoluto. La menzione di Bach, simbolo di perfezione musicale, diventa il punto di partenza per immaginare una dimensione ulteriore, dove la comunicazione si trasforma in vibrazione cosmica.
Tematiche principali.
- L’inadeguatezza del linguaggio: il limite delle parole di fronte all’indicibile.
- La ricerca del trascendente: un linguaggio alternativo, spirituale e universale.
- La musica e l’infinito: la musica come strumento capace di superare il linguaggio umano.
- La comunicazione interiore: segni, simboli e connessioni invisibili tra anima e universo.
Biografia dell’autrice.
Maria Luisa Spaziani (1922-2014) è stata una delle più grandi poetesse italiane del Novecento. Nata a Torino, ha vissuto intensamente la vita culturale e letteraria italiana ed europea. Allieva e amica di Eugenio Montale, con cui instaurò un profondo rapporto artistico, Spaziani ha saputo unire nei suoi versi una raffinata eleganza stilistica a un’introspezione profonda e universale.
Tra le sue opere più note ricordiamo “La luna è già alta” e “Giovanna d’Arco”, dove emerge la sua capacità di esplorare temi spirituali, filosofici e intimi. Spaziani è stata candidata per ben tre volte al Premio Nobel per la Letteratura, a conferma del suo valore nel panorama poetico internazionale.
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LE PAROLE OGGI NON BASTANO di Maria Luisa Spaziani
Non chiedermi parole oggi non bastano.
Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
nei loro incastri, sono consunte voci.
È sempre un prevedibile dejà vu.
Vorrei parlare con te – è lo stesso con Dio –
tramite segni umbratili di nervi,
elettrici messaggi che la psiche
trae dal cuore dell’universo.
Un fremere d’antenne, un disegno di danza,
un infinitesimo battere di ciglia,
la musica-ultrasuono che nemmeno
immaginava Bach.
Poesia da: https://lafarfalladifuoco.blogspot.com/