Tra musica e scrittura, mindfulness e spiritualità. Ezio Granese si racconta.

Tra musica e scrittura, mindfulness e spiritualità. Ezio Granese si racconta.

Abbiamo il piacere di conoscere oggi un artista a tutto tondo, impegnato tra musica, scrittura, mindfulness, meditazione e spiritualità. Stiamo parlando di Ezio Granese, classe 1980, nato a Napoli. Nonostante la formazione scientifica (laureato in Ingegneria Gestionale presso l’Università degli studi di Napoli Federico II), ha sempre mantenuta viva la sua vena artistica più intima dedicandosi allo studio della musica, del pianoforte in particolare, e alla scrittura. Libero ricercatore e divulgatore spirituale, si occupa tra le altre cose di mindfulness, meditazione e spiritualità completando una personalità eclettica, dai molteplici interessi e dalle diverse sfaccettature. Scopriamo meglio il suo mondo.Benvenuto, Ezio.

Partiamo dal tuo interesse per la mindfulness, un termine che non tutti conoscono. Puoi dirci in sintesi di cosa si tratta e in che modo la metti in pratica nella tua vita?

“Grazie di cuore per questo spazio. La mindfulness per me è molto più di una pratica: è un modo di vivere. Possiamo definirla la capacità di abitare pienamente il momento presente, con consapevolezza e senza giudizio, imparando ad ascoltare il respiro, le emozioni, i pensieri. Sembra semplice, ma in realtà è una delle sfide più grandi della nostra epoca: restare quando tutto intorno ci spinge a correre a fare, a controllare tutto. E spesso dimentichiamo di esserci davvero, di respirare, di sentire. La mindfulness ci insegna a fermarsi, ad ascoltare il momento presente con curiosità, con gentilezza, con accoglienza, a stare dove siamo anche quando la mente vorrebbe altrove. Nei percorsi che conduco accompagno le persone a riscoprire questa presenza attraverso il respiro, il silenzio e piccoli gesti quotidiani che diventano spazi di pace interiore in cui imparare a guardare dentro di sé senza paura, a dare un nome a ciò che si prova, a lasciare andare ciò che fa male, a ritrovare equilibrio anche nel caos. Quando impariamo a restare, tutto cambia: ci sentiamo più vivi, più lucidi, più centrati. È come se la vita smettesse di travolgerci e iniziasse finalmente a parlarci. Io la pratico ogni giorno, non solo nella meditazione, ma anche nei gesti più piccoli, nel modo di relazionarmi alle situazioni, agli altri, al mondo, alla realtà e adotto questo tipo di approccio anche nella scrittura: scrivere con consapevolezza significa osservare le parole prima che arrivino, lasciare che emergano da uno spazio più profondo. Quando scrivo, cerco di ascoltare il silenzio tra le parole, di percepire ciò che vuole emergere. È un esercizio di presenza, di fiducia, di abbandono. È un modo per trasformare il silenzio in poesia e per ritrovare equilibrio in un mondo che ci spinge sempre verso la fretta.”In che modo la spiritualità interessa la tua vita e le tue composizioni in poesia/prosa?“La spiritualità, per me, non è religione, ma ascolto, connessione. Connessione con se stessi, con la natura, con le persone, con tutto ciò che ci attraversa. È quella sensazione di sentirsi parte di un disegno più grande, anche quando non lo capiamo fino in fondo. Nella scrittura, così come anche nella musica, questo diventa un filo invisibile che lega tutto: le parole, le emozioni, i silenzi. Quando scrivo, o suono il pianoforte, cerco di raccontare proprio questo: il viaggio dell’anima, le sue luci e le sue ombre, il bisogno umano di trovare senso anche nel dolore. Ogni poesia o racconto nasce da un ascolto silenzioso… e dalla convinzione che ciò che è invisibile è spesso ciò che più ci unisce. La mia poesia nasce da lì, da un bisogno profondo di trasformare il vissuto in senso, e il dolore in luce. In questo senso io credo che anche scrivere sia un atto spirituale, perché ci costringe a guardarci dentro, ad accettare ciò che emerge, anche quando fa male.”

Nella tua seconda Opera “Le Forme dell’Amore” esplori aspetti intimi ed emozionali. L’amore può davvero diventare il motore per migliorare se stessi e gli altri?“

Credo assolutamente di sì. L’amore, quando è autentico, non è solo sentimento, è energia trasformativa. Ci mette davanti ai nostri limiti, alle paure, alle fragilità, alle parti di noi che spesso ignoriamo o rifiutiamo, e ci invita a crescere. Ne Le Forme dell’Amore ho voluto raccontare proprio questo: due anime che si incontrano non per completarsi, ma per rispecchiarsi, riconoscersi, e che attraverso questo specchio mette ciascuna di fronte alle proprie verità taciute, di fronte alle parole non dette, di fronte a delle domande più profonde su sé stessi che forse non si erano posti o non volevano porsi, oppure ancora non riuscivano a porsi perché presi da una realtà vissuta quasi con il pilota automatico tra doveri, convenzioni, voglia di fare “la cosa giusta” secondo un metro che non era proprio quello della propria anima. In questo percorso che i due protagonisti fanno insieme, l’amore insegna a guardarsi dentro, ad accettare le nostre imperfezioni e a vedere nell’altro uno specchio che ci aiuta a diventare più veri. È un romanzo che parla di scelte coraggiose, del desiderio di vivere pienamente, anche quando la vita sembra già scritta. L’amore diventa una lente attraverso cui guardare sé stessi: fa cadere, confonde, ma insegna a sentire. E sentire, oggi, è forse la forma più autentica di rivoluzione.”

Da cosa è dipesa la scelta di occuparti di stesure in prosa, e allo stesso tempo, di redigere antologie poetiche?

“In realtà non è stata una scelta, ma una necessità. Scrivere in poesia e in prosa è come suonare due strumenti diversi con la stessa melodia interiore: cambia la forma, ma la musica resta la stessa. Con la poesia esploro la parte più intima e simbolica, con la prosa quella più quotidiana e dialogica. Ma l’obiettivo è sempre lo stesso: trovare un modo per comunicare emozioni vere, per creare connessione, perché alla fine, scrivere è sempre un atto d’amore. La poesia per me è intuizione, è sintesi dell’anima, è come il respiro: arriva improvvisa, diretta, essenziale. La prosa, invece, mi permette di esplorare i dettagli, di dare voce alle sfumature di un’emozione o di un pensiero, è come il battito del cuore: lento, costante, narrativo. Sono due linguaggi diversi che convivono dentro di me e che, in fondo, raccontano la stessa cosa: l’essere umano nella sua complessità. Sono due linguaggi diversi, ma per me sono due facce della stessa verità.”

So che hai pubblicato un altro libro di recente. Puoi spiegarci brevemente di cosa tratta e a quale genere appartiene?

“Sì, si intitola Sussurri del Tempo, pubblicato da Aletti Editore la cui prefazione è stata curata dal maestro Giuseppe Aletti e di cui di recente ho parlato in una bellissima intervista con il maestro Hafez Haidar disponibile su Youtube. È una raccolta di poesie che parla del tempo come maestro di vita che ha preso forma in un periodo in cui avevo bisogno di fermarmi e ascoltare e mi sono reso conto che il tempo non è solo qualcosa che passa, ma qualcosa che parla, se sappiamo metterci in ascolto. È un viaggio nel tempo come dimensione emotiva, più che cronologica, in cui ogni poesia è un piccolo frammento di memoria, un sussurro che arriva dal passato o dal futuro e ci invita a vivere il presente con più consapevolezza, ponendosi in ascolto attento di ciò che proprio il tempo è in grado di portare con sé con la leggerezza di un sussurro per ascoltare il cuore servono mente, udito e cuore aperti. È un libro che parla di memoria, rinascita e consapevolezza che intreccia ricordi, emozioni e rinascita, un viaggio intimo tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo ancora diventando, un invito a ricordare che è vero che tutto scorre, ma nulla si perde davvero nel cuore di chi sa ascoltare.”

Hai nuovi progetti in cantiere? Se sì, puoi accennare qualcosa?

“Sì, sto lavorando a diversi progetti che uniscono le mie passioni: la scrittura, la musica e la mindfulness. Per quanto riguarda la scrittura, sto lavorando ai prossimi capitoli della mia trilogia poetica “Le Gemme dell’Anima”. Dopo Il Diamante (Carthago Edizioni), uscito lo scorso anno, che rappresenta la ricerca interiore prendendo spunto dalla metafora del diamante come qualcosa di prezioso in grado di prendere forma sotto enormi pressioni, tra il buio e il silenzio e che ha bisogno di una ricerca profonda e paziente per venire alla luce, sarà la volta de La Perla (che parlerà di pazienza, di trasformazione, della capacità di dare valore, custodire e proteggere anche le cose più piccole, le imperfezioni e le scorie per trasformarle in qualcosa di prezioso) e de Il Rubino che rappresenterà il simbolo del fuoco vitale, dell’energia che nasce dall’amore per la vita e per se stessi. Per quanto riguarda la musica invece, ho da poco pubblicato il mio primo singolo, “Le forme dell’amore”, ispirato al mio omonimo romanzo di cui rappresenta un po’ la sintesi e la colonna sonora. Il singolo, di cui ho scritto musica e parole, è stato interpretato dalla bellissima voce di Lidia Di Paola ed è disponibile su Youtube e su tutti i principali store. Parallelamente sto sviluppando percorsi di mindfulness creativa, dove unisco poesia, meditazione e musica. Credo infatti che la parola, se vissuta con consapevolezza e unita alla musica, possa diventare uno strumento terapeutico potentissimo. Il mio desiderio è portare le persone a riscoprire la bellezza del silenzio, la magia del respiro e la forza che ognuno di noi custodisce dentro.”

Per chi volesse seguirti sui social, dove può trovarti?

“Potete trovarmi su Facebook come Ezio Granese Autore e su Instagram come @ezio_granese_autore, in uno spazio in cui condivido contenuti relativi o ispirati ai miei libri come poesie, riflessioni, spunti che parlano di amore, consapevolezza e vita. Potete inoltre trovarmi sulle mie pagine Facebook “EG Mindfulness e Meditazione”, dove propongo spunti per ritrovare equilibrio e serenità interiore. Mi piace pensare ai miei canali come a piccoli spazi di respiro, dove ogni parola può diventare un invito a rallentare, ad ascoltarsi, a sentire di più. Per tutte le ultime novità relative a pubblicazioni, interviste e collaborazioni o per acquistare i miei libri potete inoltre trovare tutti i link utili sulla pagina https://linktr.ee/eziogranese_autore”

Angela Caputo

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