“Fuori scena” di Cinzia Rota: oltre il confine dell’apparenza, nel luogo segreto della coscienza
Ci sono poesie che non cercano la luce del palcoscenico: scelgono il margine, perché è lì che l’anima si rivela.
Pier Carlo Lava
In Fuori scena, Cinzia Rota costruisce una poesia essenziale e concentrata, in cui l’esperienza umana viene sottratta alla rappresentazione per essere riportata alla sua verità interiore. Non c’è racconto, non c’è cronaca: c’è una sospensione. Il testo si colloca in uno spazio liminale, “tra ciò che muta e ciò che tace”, e invita il lettore a sostare in quell’intervallo in cui la parola smette di descrivere il mondo per interrogare la coscienza.
Testo della poesia (integrale)
FUORI SCENA
Ogni confine è un’illusione.
Siamo fuori scena,
tra ciò che muta
e ciò che tace.
Immobili nello spazio, sospeso.
La staticità respira,
solo la volontà,
non smette di cercare
ciò che nel segreto
custodisce la notte.
© Cinzia Rota 2026 – Copyright
Legge sulla proprietà intellettuale n. 633 del 22.04.1941
La poesia si apre con una dichiarazione ontologica: “Ogni confine è un’illusione.” È un verso-chiave che annulla le separazioni tradizionali tra dentro e fuori, parola e silenzio, presenza e assenza. Da qui nasce la condizione di essere “fuori scena”: non marginalità, ma scelta etica ed esistenziale. Rota non cerca il centro dell’azione, bensì il luogo dove l’essere si sottrae allo sguardo per diventare autentico.
L’immagine dello spazio “immobile” e “sospeso” introduce una poetica della quiete attiva: “La staticità respira”. È un paradosso fertile, che trasforma l’apparente immobilità in campo di tensione interiore. Il movimento non è esteriore, ma affidato alla “volontà”, unica forza che “non smette di cercare”. La ricerca non ha un oggetto definito: è orientata verso ciò che “nel segreto custodisce la notte”, vale a dire la dimensione profonda, non esibita, dell’esperienza.
In questo senso, Fuori scena si colloca in una tradizione di poesia metafisica ed essenziale. Si avvertono echi di Rilke (la notte come custode dell’indicibile), di Mario Luzi (la sospensione tra visibile e invisibile) e della linea contemporanea che privilegia il minimo significativo alla narrazione. Come in certa poesia di Chandra Livia Candiani, anche qui il silenzio non è mancanza, ma spazio di verità.
Dal punto di vista stilistico, la forza del testo risiede nella rarefazione linguistica: versi brevi, sostantivi assoluti (“confine”, “volontà”, “notte”), assenza di aggettivazione superflua. La poesia procede per frasi-soglia, che non spiegano ma indicano, lasciando al lettore il compito di abitare il vuoto semantico. È una scrittura che non alza la voce, ma resiste nella concentrazione.
Il titolo stesso, Fuori scena, assume valore simbolico: è una dichiarazione di poetica. La vita autentica, sembra dirci Rota, non coincide con ciò che appare. Ciò che conta si svolge altrove, nel luogo dove la volontà continua a cercare, anche quando tutto sembra fermo. La notte non è oscurità, ma custodia: grembo del senso.
Biografia dell’autrice
Cinzia Rota è una poetessa contemporanea la cui scrittura si distingue per rigore formale, essenzialità linguistica e tensione filosofica. Nei suoi testi emerge una costante attenzione ai temi del limite, della coscienza, del silenzio e della ricerca interiore. La sua poesia rifiuta l’enfasi e privilegia la densità del pensiero, costruendo spazi di riflessione in cui parola e tacere convivono. Fuori scena è un esempio emblematico della sua poetica: una lirica breve, ma carica di profondità concettuale ed emotiva.
Fuori scena è una poesia che invita a spostare lo sguardo: dal rumore dell’azione al respiro dell’essere, dall’apparenza al segreto, dal confine alla sua dissoluzione. È un testo che non chiede interpretazione, ma presenza. In un tempo dominato dall’esposizione continua, Cinzia Rota sceglie la soglia, il margine, la notte che custodisce. E proprio lì, lontano dai riflettori, restituisce alla poesia la sua funzione più alta: riconnetterci con ciò che, pur invisibile, ci definisce.
Geo
Cinzia Rota, voce della poesia contemporanea attenta ai territori del silenzio e della coscienza, propone con Fuori scena una lirica di forte densità filosofica e spirituale. Alessandria today, testata culturale impegnata nella promozione della poesia d’autore e del pensiero critico, accoglie questo testo come esempio di scrittura capace di parlare al presente attraverso l’essenzialità e la profondità, offrendo ai lettori del territorio e oltre uno spazio di incontro tra parola poetica e interrogazione interiore.
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