La luna di Kiev di Gianni Rodari: il significato della poesia che parla di pace e umanità
In questa recensione, Alessandria today propone una lettura critica e accessibile dell’opera, pensata per accompagnare il lettore nel significato e nel contesto del testo.
Ci sono domande che sembrano infantili e invece contengono il peso del mondo.
Pier Carlo Lava
Gianni Rodari, con “La luna di Kiev”, costruisce una delle sue poesie più semplici e insieme più potenti. Una filastrocca breve, apparentemente ingenua, che in poche righe interroga il lettore su ciò che dovrebbe essere ovvio ma che la storia continua a smentire: il cielo è di tutti, la luna è la stessa ovunque, perché gli uomini insistono a dividersi la terra?
La poesia nasce da una domanda posta a un bambino: se la luna che si vede a Kiev è la stessa che illumina Roma. Rodari non risponde con una spiegazione astronomica, ma con un gesto poetico e morale. La luna diventa simbolo di uguaglianza, presenza silenziosa che attraversa confini, guerre, ideologie, ricordando all’umanità la propria comune appartenenza al mondo.
Il linguaggio è quello tipico rodariano: lineare, musicale, accessibile, ma mai banale. La forza del testo non sta nella complessità formale, bensì nella capacità di trasformare una constatazione naturale in un messaggio etico. Come spesso accade nella sua poesia, Rodari parla ai bambini senza escludere gli adulti, anzi chiamandoli in causa con maggiore responsabilità.
Scritta molti anni fa, “La luna di Kiev” appare oggi di un’attualità quasi dolorosa. La poesia non prende posizione politica, e proprio per questo riesce a essere universale. Non accusa, non predica: chiede. E nella domanda lascia emergere l’assurdità della violenza, della separazione, della paura dell’altro.
Rodari dimostra ancora una volta che la poesia può essere uno strumento educativo profondo, capace di formare coscienze senza retorica. La sua lezione è limpida: se il cielo non conosce confini, forse anche gli uomini dovrebbero imparare a dimenticarli.
Rileggere oggi “La luna di Kiev” significa riscoprire una poesia che non invecchia, perché parla alla parte più fragile e autentica dell’essere umano. Rodari ci ricorda che la pace inizia sempre da una domanda semplice, posta con onestà e ascoltata senza cinismo.
Geo
Gianni Rodari, nato a Omegna e figura centrale della letteratura italiana del Novecento, ha saputo unire invenzione linguistica, impegno civile e riflessione pedagogica. La sua poesia, profondamente radicata in una visione etica del mondo, continua a essere letta, studiata e condivisa anche sulle pagine di Alessandria today, che promuove la letteratura come strumento di crescita culturale e consapevolezza collettiva.
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