Grigio ricorrente di Silvia De Angelis. Quando il colore diventa ritmo interiore e forma del sentire
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile di una poesia che lavora per stratificazioni sensibili, dove la parola non descrive soltanto, ma costruisce uno spazio di risonanza emotiva e percettiva.
Pier Carlo Lava
La poesia Grigio ricorrente di Silvia De Angelis si muove fin dall’incipit in una zona di confine, un semicerchio del crepuscolo che non è solo tempo del giorno, ma condizione dell’anima. Il testo procede per immagini che si agganciano l’una all’altra come moti interiori, evitando la linearità narrativa e scegliendo invece una scrittura per tensioni e addensamenti, dove ogni verso sembra trattenere più significati di quanti ne dichiari.
GRIGIO RICORRENTE
di Silvia De Angelis
Sottacere nel semicerchio del crepuscolo
impigliando nel profondo voli di rondini
nell’offerta alla natura che implichi
un cenno di partecipazione a una luce piena.
Dedizione attonita senza remore
o distanze da un baricentro
in cui intravedere soffi e tocchi
di lembi armonici
ove nell’evidenza del vivere
s’allaccino complicità di viscere
per addivenire ad accordi
che sorprendano la scalata
di quel grigio ricorrente
su pieghe silenziose riposte in obliquo
© Silvia De Angelis
Analisi e lettura critica
Il grigio evocato nel titolo non è mai colore neutro o spento, ma frequenza emotiva, ritorno ciclico di una percezione che attraversa l’esperienza del vivere. De Angelis lo fa “scalare” sulle pieghe silenziose dell’esistenza, rendendolo elemento dinamico, mai statico. La poesia lavora sul concetto di partecipazione: alla natura, alla luce, al corpo stesso del sentire, attraverso immagini che fondono paesaggio esterno e paesaggio interiore.
Il linguaggio è denso, musicale, volutamente anti-discorsivo. Espressioni come “complicità di viscere” o “lembi armonici” indicano una scrittura che scava nella materia profonda dell’essere, dove la comprensione passa più dal corpo che dalla razionalità. In questo senso, la poesia di De Angelis si avvicina a una linea lirica novecentesca che potremmo accostare, per tensione e rigore, a voci come Antonia Pozzi o Cristina Campo, pur mantenendo una propria autonomia stilistica.
Non c’è mai abbandono sentimentale: anche quando il testo si apre alla dedizione, resta vigile, trattenuto, come se ogni verso fosse il risultato di un equilibrio precario tra silenzio e rivelazione. Il “grigio ricorrente” diventa così simbolo di ciò che ritorna senza mai essere uguale a se stesso: una condizione esistenziale, più che uno stato d’animo.
Biografia dell’autrice
Silvia De Angelis è una poetessa italiana la cui scrittura si distingue per rigore formale, densità simbolica e attenzione alla dimensione percettiva ed emotiva dell’esperienza umana. La sua poesia esplora i confini tra interiorità e mondo, corpo e linguaggio, luce e ombra, con una voce riconoscibile e coerente nel panorama poetico contemporaneo.
Grigio ricorrente è una poesia che non chiede di essere spiegata, ma attraversata. Silvia De Angelis offre al lettore un testo che lavora per sottrazione e risonanza, dove il senso emerge lentamente, come una luce trattenuta nel crepuscolo. È una lirica che parla a chi accetta la complessità, a chi riconosce che anche ciò che ritorna — il grigio, il silenzio, l’obliquo — può diventare luogo di accordo e di consapevolezza.
Geo
Silvia De Angelis si inserisce nel panorama della poesia italiana contemporanea con una voce che privilegia l’ascolto profondo e la ricerca interiore. Alessandria today, testata culturale attenta alla poesia d’autore e alla diffusione del pensiero critico, propone questa recensione come parte di un percorso di valorizzazione delle scritture poetiche capaci di interrogare il presente attraverso linguaggi densi e non conciliatori.
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