Accettami così di Maggiorina Tassi La fragilità come forza nella recensione di Francesca Giordano
Questa recensione su Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale. La poesia di Maggiorina Tassi, nella lettura proposta da Francesca Giordano, ci consegna una voce che non teme di mostrarsi vulnerabile. “Accettami così” è una richiesta che diventa dichiarazione identitaria: non una supplica, ma un atto di coraggio emotivo. L’autrice costruisce un autoritratto delicato, sospeso tra desiderio di riconoscimento e bisogno di comprensione, in cui la semplicità del verso libero non è povertà espressiva, ma scelta coerente con una lirica diretta, quasi confessionale. Le immagini della sirena, del bambino, del salice piangente e della peonia non cercano originalità forzata, ma funzionano come simboli immediati di un’anima sensibile, che chiede di essere accolta nella sua interezza, con le sue assenze, le sue lacrime, la sua ostinata fedeltà al sogno. Il finale sospeso su una “solita domanda” non esplicitata amplifica la tensione emotiva e lascia al lettore uno spazio di immedesimazione. In questa attesa silenziosa si concentra il cuore della poesia: il desiderio universale di essere accettati senza condizioni.
Pier Carlo Lava
Accettami così di Maggiorina Tassi. Recensione di Francesca Giordano
Vorrei che la mia voce
fosse per te, canto di sirene,
divertente come quella di un bambino
che ti contagio se ride a crepapelle.
Vorrei vederti fiero di me
per avermi scelto una volta,
E lo faccio ogni giorno,
come completezza alla tua esistenza.
Accettami come sono
sognatrice incantata,
attaccata a un ricordo,
pronta a credere a un sogno.
Non te la prendere,
se accompagna
il volo di un falco
che disegna un cerchio
se mi vedi assorta assente,
a guardare la luna e il sole…
Se ogni tanto, piango col cuore
e divento salice piangente…
E parlo con la peonia in fiore.
in attesa della risposta
alla solita domanda,
che mi potrebbe consolare.
La poesia di Maggiorina Tassi, appartiene a quel genere di “lirica ingenua” sul sentimento diretto.
Recensione: “Accettami così” di Maggiorina Tassi
L’Essenza del Componimento
In Accettami così, Maggiolina delinea un autoritratto emotivo che si configura come una richiesta di ascolto. La poesia si sviluppa come un soliloquio confessionale, dove l’io lirico espone le proprie debolezze in cambio di una “completezza” relazionale.
Analisi Tematica e Stilistica
Il testo è dominato da una serie di analogie classiche (la sirena, il bambino, il salice piangente) che cercano di descrivere un animo ipersensibile e sognatore.
Il desiderio di leggerezza: La prima parte gioca sul contrasto tra il fascino mitologico (“canto di sirene”) e l’innocenza infantile, suggerendo una personalità che oscilla tra il desiderio di sedurre e quello di essere protetto.
La natura come specchio: L’autrice utilizza elementi naturali — il falco, la luna, la peonia — non tanto come oggetti di osservazione oggettiva, quanto come estensioni del proprio stato d’animo. Il dialogo con il fiore e l’osservazione del volo diventano simboli di un isolamento contemplativo.
La struttura: Il verso è libero e il linguaggio è volutamente semplice, privo di sovrastrutture intellettualistiche, puntando a una comunicazione immediata e privata di filtri.
Se da un lato la scelta di immagini molto tradizionali può apparire accademica o già esplorata, dall’altro la poesia riesce a trasmettere qualcosa di psicologico, ovvero che preme per essere ascoltata. Il finale rimane sospeso su una “solita domanda” mai esplicitata, un espediente che lascia al lettore lo spazio per immedesimarsi nel senso di attesa e di mancanza che pervade l’opera.
In definitiva, “Accettami così” si muove in uno spazio poetico che non cerca effetti sorprendenti, ma autenticità. La forza del testo non sta nell’innovazione formale, bensì nella trasparenza emotiva con cui l’io lirico si espone, senza difese, chiedendo di essere riconosciuto nella propria complessità. Francesca Giordano coglie bene questo nucleo fragile e insieme determinato: la poesia diventa un gesto di fiducia, un tentativo di trasformare la vulnerabilità in relazione. Ed è forse proprio questa nudità espressiva, semplice ma sincera, a rendere il componimento capace di parlare a chiunque abbia atteso, almeno una volta, una risposta capace di consolare.
Geo
Maggiorina Tassi si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana con una scrittura intimista, centrata sull’espressione diretta del sentimento. La recensione di Francesca Giordano valorizza questo approccio mettendo in evidenza la dimensione psicologica e simbolica del testo. Alessandria today, come testata culturale attenta alla promozione della letteratura d’autore e alla diffusione del pensiero critico contemporaneo, continua a offrire spazio a voci poetiche che esplorano l’identità, la fragilità e la relazione come luoghi centrali dell’esperienza umana.