Khashoggi, “azienda italiana nella cyber guerra saudita”

Il principe saudita Mohammed bin Salman ha lanciato una ‘cyberoffensiva’ che ha colpito anche Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso il 2 ottobre nel consolato di Riad a Istanbul. Per costruire il suo arsenale, scrive il Washington Post in un articolo firmato da David Ignatius, Riad si sarebbe rivolta in passato anche ad un’azienda con sede a Milano, la Hacking Team.

Sorgente: Khashoggi, “azienda italiana nella cyber guerra saudita”

Omicidio Khashoggi, la Cia accusa il Principe e inguaia Trump in Medio Oriente

Omicidio Khashoggi, la Cia accusa il Principe e inguaia Trump in Medio Oriente

Gina Haspel, direttrice della Cia, è stata in missione in Turchia dopo il brutale assassinio e ha informato il presidente americano Trump sulle conclusioni

https://www.huffingtonpost.it  By Umberto De Giovannangeli

Commemorative Ceremony Held for Jamal Khashoggi In Istanbul

CHRIS MCGRATH VIA GETTY IMAGES

Ora fingere, ridimensionare, pensare di cavarsela con sanzioni accessorie (un solletico per i petromiliardari del Regno) o con qualche testa sinistramente staccata dal collo, non bastera più. Ora per Donald Trump si fa davvero dura. Perché difendere il suo pupillo saudita, l’erede al trono del Regno Saud, il principe Mohammed bin Salman (MbS per i media internazionali) appare come una “mission impossible”.

Ora che la Cia sostiene che fu MbS ad ordinare il brutale assassinio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi nel consolato di Riyadh a Istanbul, lo scorso 2 ottobre. E’ il Washington Post, la testata con cui collaborava Khashoggi, a riportare la notizia. Tra le prove esaminate dall’intelligence americana anche una telefonata tra lo stesso giornalista ucciso e il fratello del principe nonché ambasciatore saudita a Washington, Khalid bin Salman. Continua a leggere “Omicidio Khashoggi, la Cia accusa il Principe e inguaia Trump in Medio Oriente”

La Turchia del terzo millennio nel Medio Oriente in fiamme, di Lia Tommi

Alessandria: SABATO 10 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30 NELLA SALA GIOVANI DEL TEATRO PARVUM SARANNO PRESENTI:
– MURAT CINAR, giornalista turco residente in Italia, co-autore del libro “Ogni luogo è Taksim”
– GIANFRANCO CASTELLOTTI, attivista politico, recentemente arrestato in Turchia, liberato dopo otto giorni
per parlare di:
“La Turchia del terzo millennio, tra feroce svolta repressiva e ambizioni neo-ottomane nel Medio Oriente in fiamme”
Al termine, ai partecipanti, sarà offerto un ricco buffet presso la sede dell’Associazione Verso il Kurdistan onlus, che promuove l’incontro.

La Turchia di Erdogan e le sfide nel Medio Oriente

La Turchia di Erdogan e le sfide nel Medio Oriente

Mercoledì 5 settembre presentazione in Biblioteca a casale Monferrato

Casale Monferrato

La Biblioteca Civica “Giovanni Canna”, in via Corte d’Appello 12, riprende l’attività di presentazione di libri affrontando un tema di grande attualità storica e geopolitica, mercoledì 5 settembre alle ore 21 (ingesso libero) con la presentazione del volume di Alberto Gasparetto, La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente (Roma, Carocci, 2018).

A discuterne con Gasparetto, che per diversi anni ha vissuto a Casale Monferrato ed è ora cultore di Scienze Politiche all’Università di Padova, ci sarà Giuseppe Acconcia, anch’egli docente all’Università di Padova e grande esperto di Medio Oriente (è stato, tra l’altro, Visiting Scholar all’Università della California, UCLA – Centro Studio per il Vicino Oriente). Continua a leggere “La Turchia di Erdogan e le sfide nel Medio Oriente”

Dalle strade di Istanbul ad Ankara: ecco la milizia armata di Erdogan, di Marta Ottaviani

Dalle

Dalle strade di Istanbul ad Ankara: ecco la milizia armata di Erdogan, di Marta Ottaviani
Sette le città dove le autorità stanno addestrando formazioni di civili. A capo dell’organizzazione un ex generale e consigliere del presidente
AP
Marta Ottaviani http://www.lastampa.it
Che la piazza turca stesse diventando sempre più potenzialmente violenta, lo si era capito dalla notte del golpe fallito il 15 luglio 2016. Migliaia di persone si erano riversate in strada, con l’obiettivo di difendere la democrazia. Altre, però, non certo una minoranza, ne avevano approfittato anche per linciare i militari coinvolti, manifestare sotto vessilli islamici, invocare la Sharia, minacciare chi non la pensava come loro e sancire la nascita di una nuova Turchia, non solo per quanto riguarda lo strapotere di Recep Tayyip Erdogan, ma anche nelle strade e nella vita di tutti i giorni.    Continua a leggere “Dalle strade di Istanbul ad Ankara: ecco la milizia armata di Erdogan, di Marta Ottaviani”

Trump compatta gli alleati sullo stop alle armi chimiche e stacca Erdogan dai russi

I raid non cambiano la strategia Usa: i soldati andranno via
Paolo Mastrolilli inviato a new york http://www.lastampa.it

Ha vinto la linea Mattis, perché Trump ha scelto la risposta misurata suggerita dal capo del Pentagono, per evitare un’escalation. Così, quasi in continuità con l’amministrazione Obama, ha prevalso chi si oppone ad un intervento più profondo degli Usa nella guerra civile siriana. La strategia dunque resta quella di aspettare che Assad vinca militarmente sul terreno, con l’aiuto di Russia e Iran, per poi definire attraverso il processo di Ginevra guidato dall’Onu un accordo sul futuro del Paese.

Il giorno dopo l’attacco, Trump ha chiamato il collega francesce Macron e la premier britannica May. La loro posizione sul piano strategico e diplomatico è compatta: «L’obiettivo era colpire le armi chimiche siriane ed impedire che vengano ancora usate», non rovesciare il regime, o aggredire Russia e Iran. Fonti della Casa Bianca hanno spiegato che queste armi vengono utilizzate da Damasco per compensare i suoi limiti militari, e quindi vietarle significa indebolire Assad.

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La nuova vita di Orhan Pamuk recensione di Cristina Saracano

Un ragazzo innamorato di un libro e di una ragazza.

Seguendo la storia del libro e la vita della ragazza, si ritrovano entrambi a viaggiare su diversi pullman attraverso la loro patria: la Turchia.

Vicissitudini, amori e gelosie li accompagnano, continuando sempre a seguire le indicazioni del libro.

Un viaggio interiore, una storia ricca di metafore per farci capire che cosa provano i turchi: popolazione da sempre in bilico tra oriente e occidente, tra musulmani e ortodossi.

Il viaggio è quello verso il mondo occidentale con le sue novità, i suoi pericoli., la curiosità e la paura dei due giovani che, come i loro conterranei, ne sono attirati e, al tempo stesso, impauriti.

Orhan Pamuk, Istanbul, 1952, premio Nobel per la letteratura nel 2006, da sempre inpegnato nei diritti civili del popolo turco, ancora una volta mi trascina in un mondo misterioso e sorprendente, con la sua scrittura ricca e profonda.

Un libro piacevole, come molti altri dello stesso autore.

Se il Colle parla a nome dell’Europa, di Stefano Stefanini

di STEFANO STEFANINI http://www.lastampa.it/

L’incontro di ieri di Sergio Mattarella con Recep Tayyip Erdogan dimostra che l’Italia è ancora capace di far politica estera. E che, nel magma dei compromessi e del piccolo cabotaggio che ci vede spesso al rimorchio di altri, questa politica estera ha ancora un’anima e un ancoraggio ai valori fondanti della Costituzione e della nostra società civile. E quando questi sono sul tappeto il Presidente della Repubblica non esita a intervenire. Chi scrive ne è stato testimone per sette anni e con due Presidenti.   

Il colloquio di ieri è stato «franco» – in gergo diplomatico che è stato duro; i due interlocutori si sono parlati fuori dai denti. Non c’è il minimo dubbio che lo abbiano fatto con rispetto reciproco, ma questo non ha impedito che misurassero la distanza che oggi separa Roma da Ankara. O meglio: fra la piega autoritaria e insofferente del dissenso, presa dalla Turchia di Erdogan specie dopo il fallito colpo di Stato del 2016, e il sentire comune dell’Europa e della comunità atlantica.   Continua a leggere “Se il Colle parla a nome dell’Europa, di Stefano Stefanini”