Perché dovrei?, di V.R.

di V.R.
Che ci faccio ad amarti?
Che me ne faccio di averti sempre tra i piedi, leggere il tuo nome nei messaggi e vedere il tuo sorriso la mattina?
A che mi serve vedere in giro per casa la tua roba, aspettarti per cena, avere la curiosità di chiederti com’è andata la giornata e magari pure raccontarti della mia?
Sarei pazza a pretendere poi di stare insieme, ma insieme davvero: chiamala ‘convivenza estrema’, chiamalo matrimonio, chiamalo come ti pare! Ma che me ne dovrei fare di te che per legge dovresti stare con me in salute e malattia?
E i figli? Non scherziamo ad avere pure dei figli che hanno i tuoi occhi e la tua ironia!
Come potrei volere tutto questo?
Essere serena? Con te? Brutto arrogante dagli occhi belli, chi ti dice che lo sarei solo perché ti avrei accanto?
E per finire, caro il mio “so er mejo”, cosa diavolo dovrei farci con l’amore dirompente che tutte queste cose genererebbero in me?
Mi vuoi davvero vedere fottutamente felice in un mondo che zoppica?
Dov’è la fregatura?
Perciò dimmelo ora prima che magari…
-e non ti gasare perché sottolineo magari-
Ci metto la firma per tutta la vita.