Lecco, benché far poesia non valga… Lucio Zaniboni. Un viaggio poetico tra le rive del Lario e l’animo umano. Recensione di Alessandria today
Lucio Zaniboni, poeta contemporaneo, ci regala una visione intima e riflessiva del paesaggio di Lecco, catturando l’essenza del lago di Como e le emozioni profonde che esso ispira. La poesia “Paesaggio” è un esempio brillante del suo talento nell’evocare immagini vivide e sentimenti universali attraverso la sua scrittura lirica.
Recensione di “Paesaggio” di Lucio Zaniboni
La poesia “Paesaggio” di Lucio Zaniboni è un’opera che esplora la bellezza naturale e le emozioni umane in un connubio perfetto. Con un linguaggio evocativo e potente, Zaniboni trasporta il lettore sulle rive del lago di Como, offrendo una prospettiva unica e personale del paesaggio lecchese.
La Natura e il Sogno
L’inizio della poesia ci presenta un giorno limpido, con un lago azzurro e un riflesso nitido dell’alto campanile. L’immagine è immediata e visivamente accattivante, creando un quadro sereno e tranquillo. Tuttavia, la serenità è interrotta dall’irritazione del lago, che con le sue onde schiumeggianti e il vento forte schiaffeggia le barche in secca. Questa dualità della natura, tra calma e tempesta, riflette perfettamente le emozioni contrastanti che l’autore cerca di esprimere.
Emozioni e Ricordi
Zaniboni evoca ricordi di momenti condivisi, di amore e di fuga dalla calura estiva, fissando nella memoria questi frammenti di vita. La descrizione di una barca che si avvicina cautamente al margine sottile diventa una metafora per le delicate emozioni umane e per i primi sussurri d’amore.
Simbolismo e Profondità
La poesia è ricca di simbolismi. I gabbiani che sfidano la cresta dell’onda rappresentano la libertà e la sfida agli elementi, mentre il vento forte e le barche in secca simboleggiano le difficoltà e gli ostacoli della vita. La figura di Cermenati, che dall’alto osserva il lago, aggiunge un elemento di osservazione e riflessione, quasi fosse un guardiano delle memorie del luogo.
La Poetica di Zaniboni
Lucio Zaniboni, attraverso “Paesaggio”, dimostra una maestria nell’uso del linguaggio poetico per esplorare temi profondi come l’amore, la natura e la memoria. Le sue poesie non sono solo descrittive ma anche introspective, offrendo al lettore una finestra sull’animo umano e sulle sue molteplici sfaccettature.
L’Autore: Lucio Zaniboni
Lucio Zaniboni è un poeta contemporaneo noto per la sua capacità di catturare l’essenza della natura e delle emozioni umane. Con una scrittura lirica e potente, Zaniboni esplora temi universali attraverso immagini vivide e simboliche. Le sue opere riflettono una profonda connessione con i luoghi e le persone, rendendolo una voce distintiva nel panorama poetico italiano.
Scopri la poesia “Paesaggio” di Lucio Zaniboni, un’opera che esplora la bellezza di Lecco e le emozioni umane. Leggi la recensione dettagliata e immergiti in un viaggio poetico unico.
Lecco, benché far poesia non valga… Lucio Zaniboni
Paesaggio
Limpido il giorno, azzurro il lago,
nitido il riflesso dell’alto campanile
scure le ombre della rocca,
che fa la ronda nell’opposta sponda.
Cauto era l’approccio della barca
al margine sottile,
frammento di spelonca.
In fuga dalla calura estiva, quel giorno,
fisso nella memoria,
tenendomi la mano,
gli occhi colmi di sole,
scandisti per la prima volta,
la parola amore.
È forte il vento e a tratti ci schiaffeggia,
portan le barche in secca.
È irato il lago con l’onda che schiumeggia.
Nel suo tessuto candido di marmo,
Cermenati, dall’alto monumento,
osserva il lago che oggi rumoreggia.
Un’ala di gabbiano sfida la cresta,
ironico irrde l’onda e in cielo svetta,
poi si abbandona al vento,
come noi al sogno.
Fili di nebbia dai monti al lago,
corde di chitarra,
qualcuno sfoga una pena,
confidando alla luna
i segreti di Pulcinella.
E domani riprenderemo la commedia.
Ed è questo il tuo mondo,
mentre i gabbiani punteggiano il turchino.
Sulle rive del Lario, la tua poesia,
quasi un breviario,
la ricerca del sogno
e agli slanci del cuore l’abbandono.
Disperdere le voci,
lastricate di interrogativi,
quando non ha più foce
il fiume delle certezze
e i tuoni sono cavalli impazziti
nelle praterie dei cielo.
Naufraghi quasi sommersi,
attendiamo il ritorno del sole.
E il Resegone ancora ci tiene il broncio.
lucio zaniboni